Dal 2000, dopo il ritorno del figliol prodigo Bruce Dickinson, gli Iron Maiden hanno messo sul mercato: "Brave New World" (discreto), "Rock In Rio" (ottimo) e "Dance of Death" (ottimo), quello che meno ci si aspettava era che registrassero un'altro live ed invece ecco nel mio lettore questo "Death On The Road" e non DEVO e non POSSO lamentarmi perchè è alla pari (o forse superiore) di "Rock In Rio" che si era rivelato un'ottimo album dal vivo.
Anche "Death On The Road" dice la sua e convince di brutto, merito di una scaletta azzeccatissima e naturalmente degli ottimi brani di "Dance Of Death" su cui è incentrato la maggior parte dello show, naturalmente sempre d'effetto canzoni come "Wratchild", "The Trooper" o "Hallowed Be Thy Name" e altri grandi classici quali "Fear Of The Dark", "Iron Maiden", "The Number Of The Beast" ma fanno la loro bellissima figura anche ottimi brani come "Wildest Dreams", "Rainmaker" e naturalmente le eccezionali "Paschendale" e "Journeyman", forse l'unica caduta di tono è il ripescaggio della scialba "Lord Of The Flies" (espressione del poco valido "The X Factor").
Stiamo parlando di una garanzia in terra, ovvero degli Iron Maiden, che ancora una volta ci convincono della loro esperienza in sede live e la loro supremazia in campo di heavy metal, di cui ormai sono ufficiali rappresentanti. Chi accuserà questo album, per inutilità o altre stupidaggini simili non è un vero fans del metal.
Questo concerto registrato a Dortmund durante il Dance Of Death World Tour 2003 è stupendo.
Bellissimo concerto e bellissimo disco Live se non fosse per i pezzi del nuovo album, però... sono sempre i Maiden e i concerti sono sempre i momenti migliori.
Finalmente abbiamo due bei documentari prolissi sul making of e il setup degli strumenti!
La produzione distrugge la buona prestazione, togliendone l'impatto e rendendo lo show poco più che sufficiente.
Parlo degli attuali 6 componenti degli Iron Maiden, veri mostri sacri del metal.
L’album è quindi stracolmo di capolavori da ogni album e di ogni tempo.
Un concerto degli Iron è infatti qualcosa di pazzesco, scenografie hollywoodiane mastodontiche, grandi effetti causati dalle luci, e soprattutto la componente principale: GRANDE MUSICA.
Dickinson, che ultraquarantenne continua a sfoderare prestazioni degne di applausi: tecnicamente, assieme ad altri pochi cantanti come quello dei Dream Theater, è forse il più dotato nel genere Heavy Metal.