Iron Maiden... che dire... c'è davvero poco da commentare: un pezzo di storia, una formazione a suo modo geniale, una mostruosa carriera, un clan che nonostante l'età non vuole smettere di sognare con la propria musica e far sognare con i propri grandiosi concerti.
Un concerto degli Iron è infatti qualcosa di pazzesco, scenografie hollywoodiane mastodontiche, grandi effetti causati dalle luci, e soprattutto la componente principale: GRANDE MUSICA. Sulla scia di Rock In Rio del 2002, Harris & co. pubblicano nel 2005 (il DVD è tuttavia uscito solo nel 2007) un nuovo entusiasmante concerto: "Death On The Road". Questo si tiene il lunedì 24 Novembre 2003 alla Westfalhenhalle (Dortmund, Germania) e appartiene al tour seguito all'ultimo album Dance Of Death (2003). La scenografia tutta medievale che circonda l' arena già anticipa quello che sarà a mio parere il più affascinante concerto degli Iron, a parimerito con l'insuperabile show dell'anno precedente a Rio De Janeiro.
Tutto si apre in toni medievali molto tetri, e dopo una trentina di secondi le vergini d'acciaio esplodono con un pezzo caldissimo, anche se magari non all'altezza di ciò che verrà in seguito: "Wildest Dreams", questo pezzo serve principalmente a scaldare la fredda atmosfera tedesca di fine Novembre. In seguito gli Iron continuano a gettare benzina sull'infuocato palco con il più classico dei classici, ovvero "Wrathchild" (appartenente addirittura all'era Paul Di'Anno), e si continua con "Can I Play With Madness", un altro emblema della band. Seguono poi, a mio parere, le due più belle canzoni dello show, "The Trooper" e "Dance Of Death"; c'è poco da dire, la prima è eseguita magistralmente e appare ancor migliore della canzone nell'album già di per sè assurdamente bella; la seconda è invece un altro emblema della genialità della band, che parte molto lentamente e si ritrova a suonare musica velocissima dale tonalità quasi irlandesi (da sottolineare l'immensa prova di Bruce Dickinson). Le successive "Rainmaker e "Brave New World" sono una nuova scarica di melodica energia, mentre "Paschendale" è un nuovo tetro capolavoro da nove minuti, introdotti da un musicale lancio di bombe (grandiosa illuminazione). Gli Iron chiudono la prima parte del concerto con "Lord Of The Flies" forse l'unico pezzo deludente del concerto.
La seconda parte si apre con la bellissima "No More Lies", brano estrememente rilassante nonostante lo "scatenamento" a metà canzone; ma questa tendenza viene subito distrutta dalla classica "Hallowed Be Thy Name", brano movimentatissimo e suonato in maniera sublime. Non poteva certo mancare il masterpiece "Fear Of The Dark" (anche se suonato meno bene rispetto a Rio); mentre poi gli Iron tornano in toni caldi con "Iron Maiden", facendo poi rilassare il numerosissimo pubblico tedesco con "Journeyman", una specie di ballata devvero fantastica. Chiude "The Number Of The Beat" (con l'introduzione sul palco di un gigantesco pupazzo a forma di Beast che si mette a rincorrere Steve Harris!) al quale non c'è bisogno di dedicare molte parole, non posso far altro che invitarvi ad ascoltarla; L'ultimo pezzo è quello con cui gli Iron chiudono sempre i loro concerti, penso che tutti voi sappiate qual'è...
Il concerto in sè mi ha molto colpito non solo, come suddetto, per l'aspetto scenografico, ma per la scelta dei pezzi, nell'ordine in cui sono stati suonati, e per le capacità di Dickinson, che ultraquarantenne continua a sfoderare prestazioni degne di applausi: tecnicamente, assieme ad altri pochi cantanti come quello dei Dream Theater, è forse il più dotato nel genere Heavy Metal. Rispetto a "Rock In Rio", "Death On The Road" è più o meno allo stesso livello e ciò non è poco; perde un pò sulla lunghezza dello show, ma rcupera per quanto riguarda i pezzi suonati, se avesse cpontenuto qualche classico come "The Clansman" e "Be Quick Or Be Dead" sarebbe stato a mio parere persino migliore della prestazione in America Del Sud.
Questo concerto registrato a Dortmund durante il Dance Of Death World Tour 2003 è stupendo.
Bellissimo concerto e bellissimo disco Live se non fosse per i pezzi del nuovo album, però... sono sempre i Maiden e i concerti sono sempre i momenti migliori.
Finalmente abbiamo due bei documentari prolissi sul making of e il setup degli strumenti!
La produzione distrugge la buona prestazione, togliendone l'impatto e rendendo lo show poco più che sufficiente.
Parlo degli attuali 6 componenti degli Iron Maiden, veri mostri sacri del metal.
L’album è quindi stracolmo di capolavori da ogni album e di ogni tempo.
"non DEVO e non POSSO lamentarmi perché è alla pari (o forse superiore) di 'Rock In Rio'"
"Stiamo parlando di una garanzia in terra, ovvero degli Iron Maiden, che ancora una volta ci convincono della loro esperienza in sede live e la loro supremazia in campo di heavy metal"