Qui ci troviamo di fronte ad un concept album! Ssoass è la settima fatica degli Iron Maiden. Gli Iron maiden sono uno dei pochi gruppi da cui scaturiscono testi di alto rango, come se ci trovassimo di fronte ad un testo di storia e letteratura, è questa è una cosa molto importante nell'ambito musicale,specialmente nell'heavy metal.
Ma andiamo all'album: Moonchild apre questo capolavoro una leggera chitarra acustica e sopra una voce che canticchia le 4 brevi strofe,per poi scivolare in una bufera di assoli,tapping,e urla da brivido con una batteria tagliente e carica. Infinite Dreams, un sorgere lieve di chitarre melodiche, una canzone riflessiva alla ricerca di una verità, il pezzo va a progredire murray e smith si danno cambi spaventosi per poi cadere nel vuoto!
Can I Play With Madness l'estratto singolo, il pezzo diciamo così più allegrotto dal suono commerciale!
The evil that men do è un pezzo ispirata ad una citazione di Shakespeare (il male che fanno gli uomini)il secondo singolo estratto,le chitarre iniziali imitano il ritornello della canzone che scorre alla grande.
Adesso tocca a Ssoass la title track: un inizio (orientaleggiante)dove cinguetta la mostruosa voce di Bruce Dickinson, la canzone è molto atmosferica, ad un certo punto il pezzo si rompe e cade nel buio delle ombre (con l'organo che richiama a voci notturne) il viaggio sembra non finire mai,quando lungo la strada una luce appare ed ecco scoppiare il pezzo, trascinante, mozzafiato, chitarre che si intrecciano in assoli a dir poco splendidi...e che dire poi? Quest'album è un capolavoro, oscuro, tormentato, riflessivo! E'sempre un album degli Iron Maiden che va macinato per forza!
"Questo è un grandissimo album mai troppo amato."
"Quando non ci saranno più allora questo verrà acclamato come un capolavoro."
"Seventh Son of A Seventh Son vale tutto l'album, forse il pezzo heavy metal più bello della storia."
"Questo per me rimane il miglior album degli Iron Maiden insieme a The Number Of The Beast... rappresenta il punto più alto della storia della band."
Questo disco potente e riflessivo ha il potere magico di aprire le porte... almeno quelle di casa mia.
L’amore per un qualcosa spesso nasce da motivazioni quasi mistiche e soggettive, non solo da ragioni obiettive.
Un vero capolavoro sotto tutti i punti di vista.
La parte strumentale del brano è molto simile a quella di 'Rime of the Ancient Mariner'.
Non mi era capitato ancora di non annoiarmi proprio mai in un disco dei Maiden, non sento riempitivi e anche i brani “minori” hanno un perché in termini di melodia, di costruzione dei contrappunti.
Per me è la sezione aurea della loro musica.