Insieme a "Somewhere In Time" "Virtual XI" costituisce il capitolo più sperimentale della saga della Vergine di Ferro, purtroppo ingiustamente snobbato, se non additittura massacrato dalla maggior parte dai "fans".
L'album si apre con la veloce e diretta Futureal, che tratta un tema molto caro al cantante (ha parlato del rapporto uomo-tecnologia anche nei Wolfsbane con Cathode Ray Clinic e nei B L A Z E con Silicon Messiah.) Segue uno dei brani manifesto del disco: intro di tastiere devastante, interpretazione come al solito decisa e grintosa di Blaze, un testo per nulla scontato (parla di gioco d' azzardo) e un bel ritornello ripetuto come un mantra. Questa è The Angel And The Gambler, piccolo capolavoro misconosciuto che testimonia la voglia di Steve Harris e soci di sperimentare e proporre sonorità nuove che si distacchino da quelle cupe e marmoree di "The X Factor". La terza track, Lighting Strikes Twice invece lascia un po' a desiderare, diciamo che se non ci fosse dietro al microfono un cantante sempre cattivo e deciso come Blaze sarebbe una totale ciofeca. Chiusa questa parentesi parte la stupenda The Clansman, atmosfere celticheggianti e carica da stadio per questo capolavoro che parla della lotta della lotta degli highlander scozzesi contro il dominio britannico: ascoltatevela e ve ne innmorerete, garantito!
When Two Worlds Collide è il pezzo che più si avvicina alle sonorità di "The X Factor": intro lenta e rarefatta, accellerazione bruciante a prestazione divina di Blaze, che in questo pezzo sembra davvero uno schiacciasassi. The Educated Fool è una delle mie canzoni preferite: bellissimo il testo e anche il brano: carico di rabbia, pathos e intensità come pochi altri. Don't Look To The Eyes Of A Stranger è l'altro mezzo passo falso: molto bella l'intro d' atmosfera, ma più si va avanti più la canzone diventa anonima e ripetitiva. Questo bel disco (e purtroppo anche l' era Blaze) si chiude con Como Estais Amigo, stupenda e malinconica ballata arricchita da un assolo da brividi.
In conclusione "Virtual XI" è un disco arioso, scorrevolissimo e mai scontato, che mette in mostra un gruppo che non ha mai perso la voglia di creare nuovi capolavori rinnovando continuamente tematiche, sonorità e atmosfere. Da avere assolutamente. UP THE IRONS!
"The Clansman è, strumentalmente, uno dei migliori pezzi dei Maiden in assoluto."
"Personalissimamente come bellezza complessiva lo metto accanto a Seventh Son Of a Seventh Son e lo consiglio vivamente."
"Un album che più si ascolta, più lo si capisce... e si apprezza!"
"Un album strano senza dubbio, ma che proprio per quella sua stranezza e diversità è affascinante."
Io mi ritengo un fans sfegatato dei Maiden, motivo per cui mi rifiuto di pensare che i Maiden siano gli autori di questo obrobio.
Virtual XI è un cd pessimo in tutti i suoi aspetti, è il chiaro risultato di un periodo di crisi profonda nell'ambito del gruppo.
Questi sono i Maiden! Ovvero classico riff semplicissimo ma d'effetto e andamento incalzante.
Non è sicuramente quanto di meglio può offrire una band del calibro degli Iron Maiden, ma non è neanche il grosso fallimento che molti predicano.