Copertina di Iron Maiden Virtual XI
Damned Soul

• Voto:

Per fan di iron maiden, appassionati di heavy metal, nuovi ascoltatori curiosi di scoprire album meno noti, estimatori di musica rock anni '90.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Tra il 1995 e il 1997 accadde qualcosa all'interno della band heavy metal per eccellenza, gli Iron Maiden, qualcosa che diede una scossa ad una band che qualcuno dava già con un piede nella fossa. Nel 1993 infatti, al termine del tour promozionale di Fear Of The Dark, Bruce Dickinson, il vocalist storico del gruppo, aveva abbandonato i Maiden, per una "pausa di riflessione", - o forse perchè dava ascolto alle voci dell'inesorabile declino, e non voleva restarne invischiato - e per portare avanti dei progetti professionali come solista, tra l'altro con un discreto successo.

Steve Harris, indiscusso leader e straordinario bassista, e il resto della band, ovvero Nicko Mcbrian (batteria), Dave Murray e Janick Gers (chitarre), si diedero da fare per trovare un degno "rimpiazzo". Chi prese il posto di Dickinson fu Blaze Bayley dei Wolfsbane. Tecnicamente meno dotato di Bruce, il pregio di Bayley è a mio parere uno stile canoro che si avvicina a quello del mitico Paul Di'Anno, il cantante dei primissimi due album dei Maiden. Bayley collaborò con Harris e soci appunto tra il 95 e il 97, nella realizzazione di 2 album: The X Factor e Virtual XI, e di quest'ultimo mi accingo a fare una (spero) esauriente recensione.

Certo Gli Iron non sono sinonimo di grande originalità, e ne danno prova, per quanto riguarda il sound, con la prima song, Futureal, che riprende il titolo dell'album e la significativa copertina: l'argomento è la crescente dipendenza che la società ha dalla tecnologia che può anche essere ingannevole. E' veloce ed orecchiabile, classica song di apertura album dei Maiden.
The Angel and The Gambler inizia invece a stuzzicare l'ascoltatore: grande Harris al basso, che la fà da padrone nel mediamente energetico inizio, per lasciare più spazio alle chitarre dopo un intermezzo più soft, e quindi tornare nel finale ad accompagnare un Bayley che sembra ripetere il ritornello fino all'infinito.
L'intro di Lighting Strike Twice è una splendida melodia coinvolgente che accellera quasi subito, con un arrabbiato Bayley che dà patos all'interpretazione; nella parte centrale spaziano a piacimento Murray e Gers, poi torna Bayley tanto per ricordarvi il ritornello che vi si stamperà subito in testa.
Per quanto riguarda il cavallo di battaglia dell'album, ovvero The Clansman, c'è una simpatica storiella che penso qualsiasi fan dei Maiden conosce: Harris ha infatti scritto questo brano subito dopo aver visto il film Braveheart con Mel Gibson che interpreta un eroe scozzese del 1200 (credo, spero di non sbagliare). L'intro di chitarra acustica in effetti è un pò Scotland, e il songwriting è tutto un chiaro riferimento al film. In definitiva, soprattutto strumentalmente, è uno dei migliori pezzi dei Maiden in assoluto, con le chitarre su tutto, in particolare nel tratto centrale, coinvolgenti come non mai.
When Two Worlds Collide riprende il tema della song d'apertura, ma questa volta è senza dubbio più coinvolgente come traccia: grande interpretazione di Blaze Bayley, come di tutto il resto del gruppo.

Con The Educated Fool ci troviamo di fronte ad un altro straordinario pezzo, invece che gli strumenti è la voce a sovrastare tutto e condurre i giochi per poi lasciare totale spazio ad un McBrian moderatamente scatenato e ai soliti Murray e Gers. Il ritornello in coro è imperdibile.
Don't Look To The Eyes Of A Stranger si presenta con un incipit più easy listening, ed un Bayley che canta quasi sottovoce; poi esplosiva accellerazione, e quindi di nuovo si rallenta e Bayley quasi bisbiglia, ma quando entra gradualmente Harris si capisce che presto si torna alla carica. I riff sono forse i più originali dell'intero album, e la suddetta song stupisce piacevolmente.
Si conclude con una traccia abbastanza sul triste, Como Estais Amigos, che parla credo, non vorrei dire una fregnaccia, degli immigrati messicani, e che chiude più che degnamente questo album.

In conclusione vorrei dire che il voto non è assolutamente da fan, difatti prima di ascoltarlo ero molto diffidente; è un album molto diverso da The X factor, suo diretto predecessore, ed è anche differente rispetto agli ultimi 4/5 album del gruppo, tutti abbastanza simili tra loro. Personalissimamente come bellezza complessiva lo metto accanto a Seventh Son Of a Seventh Son e lo consiglio vivamente a chiunque non abbia mai ascoltato i Maiden, ma anche a chi si limita ad ascoltare i soliti primi 3 o 4 album (per carità, sono veramente i migliori degli Iron quelli, specialmente i primi 2).

"And I know what i want
When the timing is right
Then I'll take what is mine
I am the clansman
"

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza Virtual XI, il decimo album degli Iron Maiden realizzato con il cantante Blaze Bayley. Pur differente dagli album storici con Bruce Dickinson, il disco presenta tracce coinvolgenti e spunti interessanti, in particolare 'The Clansman', ispirata al film Braveheart. L'autore consiglia l'album sia ai nuovi ascoltatori sia ai fan tradizionali, riscoprendo un'opera spesso sottovalutata. Il voto finale è molto positivo, nonostante il pregiudizio iniziale.

Tracce testi video

02   The Angel and the Gambler (09:52)

03   Lightning Strikes Twice (04:50)

Leggi il testo

05   When Two Worlds Collide (06:17)

06   The Educated Fool (06:44)

Leggi il testo

07   Don't Look to the Eyes of a Stranger (08:03)

08   Como Estais Amigos (05:30)

Leggi il testo

Iron Maiden

Iron Maiden è una band heavy metal britannica formata nel 1975 a East London. Fondata da Steve Harris, è nota per la lunga carriera, i concerti internazionali e il cantato di Bruce Dickinson nella formazione più famosa.
180 Recensioni

Altre recensioni

Di  poison.mind

 "Un album che più si ascolta, più lo si capisce... e si apprezza!"

 "Un album strano senza dubbio, ma che proprio per quella sua stranezza e diversità è affascinante."


Di  tuisampa

 Io mi ritengo un fans sfegatato dei Maiden, motivo per cui mi rifiuto di pensare che i Maiden siano gli autori di questo obrobio.

 Virtual XI è un cd pessimo in tutti i suoi aspetti, è il chiaro risultato di un periodo di crisi profonda nell'ambito del gruppo.


Di  thetrooper

 Questi sono i Maiden! Ovvero classico riff semplicissimo ma d'effetto e andamento incalzante.

 Non è sicuramente quanto di meglio può offrire una band del calibro degli Iron Maiden, ma non è neanche il grosso fallimento che molti predicano.


Di  Starblazer

 "The Angel And The Gambler, piccolo capolavoro misconosciuto che testimonia la voglia di Steve Harris e soci di sperimentare."

 "The Clansman: ascoltatevela e ve ne innamorerete, garantito!"