Copertina di Jeffrey Lewis It's the Ones Who've Cracked That the Light Shines Through
nino

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Per appassionati di folk alternativo, indie, musica underground, fan di adam green e kimya dawson, amanti della musica indipendente e testi ironici e originali
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LA RECENSIONE

Ho indovinato? Un altro nerd con chitarra, brufoli e giornali a fumetti seduto in una fumosa camera dell'East Village tra sigarette spente e odore di marijuana? Sì, ho indovinato.

Jeffrey Lewis (e qui sta già la prima cosa divertente) è la prova concreta che il modello sono sfigato-sono sballato-scrivo canzoni sia ben lungi dal morire. Attivo da un bel po' nel sottobosco dei folksingers devastati dall'acne (circa millenovecentoenovantotto quando pubblica la sua prima cassetta) proviene da una costola dei Fugs (misconosciuta band dedita a punk-art e weirditude) e non ha un cazzo da dire.
Le sue storie hanno il pregio di non annoiare e il difetto di riuscire a divertire pur risultandoci il soggetto invariabilmente antipatico. Figlio di genitori beat, terribilmente di tendenza negli anni 90, regala all'auditorio un bel poker di parole sconnesse nella prova oggetto di questa nostra opinione.
"It's the ones.." (omissis) è un bel pasticcio di folk devoto alla triade urbana Kimya Dawson, Adam Green, Daniel Johnston (del quale il nostro si dichiara figlioccio). Storie di demenza, filastrocche con i numeri, porcherie in rima, uomini ragno, popcorn a noi ricorda molto una versione di Milky Whimpshake (di cui parleremo) a cui hanno staccato la corrente.
Siamo molto felici che nessuno ascolti questi dischi, che a pochi arrivino queste parole e che sempre di più si dedichino a minestre pronte.
Questa recensione oltre a travalicare il mero dato musicale si propone come incentivo alla ricerca, al coraggio e al supporto delle esperienze indipendenti.
Per farne parafrasi: "don't let the record label bring you down".

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Riassunto del Bot

La recensione dell'album di Jeffrey Lewis descrive un folk anticonvenzionale, tra ironia e storie sgangherate. L'artista emerge dal sottobosco musicale dell'East Village, con un approccio indipendente e originale. Il lavoro è divertente ma volutamente imperfetto, una celebrazione del coraggio di essere fuori dagli schemi. Un invito a sostenere la musica alternativa e indipendente.

Tracce

01   Back When I Was 4 (04:43)

02   Alphabet (02:21)

03   No LSD Tonight (02:36)

04   Don't Let the Record Label Take You Out to Lunch (02:06)

05   Gold (04:34)

06   Texas (01:05)

07   Sea Song (06:23)

08   Arrow (04:23)

09   Zaster (01:00)

10   If you Shoot the Head You Kill the Ghoul (02:48)

11   I Saw a Hippie Girl on 8th Ave (02:02)

12   Graveyard (03:12)

13   You Don't Have to Be a Scientist to Do Experiments on Your Own Heart (03:12)

Jeffrey Lewis

Jeffrey Lewis è un cantautore e autore di fumetti associato alla scena anti-folk di New York, attivo dalla fine degli anni '90. È noto per testi ironici, racconti surreali e uno stile lo-fi.
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