Copertina di Jethro Tull Songs From The Wood
Pibroch

• Voto:

Per appassionati di musica folk e rock,fan storici di jethro tull,ascoltatori di musica progressive,collezionisti di album storici,nuovi utenti curiosi del rock anni '70
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LA RECENSIONE

Orbene... dunque, è la prima recensione che scrivo, quindi perdonate se non sarà proprio perfetta.

È il 1977, e mentre nel mondo ormai orfano del fenomeno progressivo dilaga il punk, la band di Ian Anderson esce da un tormentato periodo, costellato di bellissimi lavori sottovalutati ("Minstrel In The Gallery") ed opere un po’ più sottotono: rapporti tesissimi con la stampa, malumori… non pare certo un clima produttivo. E invece i Jethro Tull pubblicano un lavoro fresco ed originale che li riporta ai vertici della popolarità: “Songs From The Wood”. Legato a sonorità folk, con venature hard rock, l’album si apre con l’attacco da brividi della splendida voce di Ian Anderson che introduce la title-track, caratterizzata da un perfetto intreccio dei singoli strumenti, in particolare il flauto del leader e le tastiere di John Evan. Si prosegue tra brani di sapore rustico (come “Ring Out Solstice Bells” o la bellissima “Jack In The Green”, cavallo di battaglia ancor’oggi), brani più lunghi e complessi (tutti musicalmente ineccepibili, su tutti “Velvet Green”) e piccoli gioielli folk (“The Whistler”) per giungere a quello che a mio avviso è il capolavoro dell’album, “Pibroch (Cap In Hand)”. La dura chitarra di Martin Barre introduce una danza pastorale che culmina in uno strepitoso assolo del flauto magico, quindi il ritorno al tema iniziale, ancora col potente riff del bravissimo chitarrista. Pelle d’oca per 8 minuti. L’opera termina con la bella “Fire At Midnight”, lasciando profonda soddisfazione nell’ascoltatore.

“Songs From The Wood” è un album solido, ben eseguito (completano la formazione lo sfortunato John Glascock al basso e Barriemore Barlow alla batteria) e senza alcun punto debole (il che non è poco). Io davvero lo consiglio caldamente, perché è uno dei migliori esempi della verve creativa di un gruppo che davvero ha dato molto alla storia della musica, non sempre ricambiato come davvero merita.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia la riscoperta di Jethro Tull nel 1977 con l'album 'Songs From The Wood', un lavoro fresco e originale che fonde folk e hard rock. L'autore esalta le capacità strumentali della band, in particolare il flauto di Ian Anderson e la chitarra di Martin Barre. Vivo apprezzamento per i brani come 'Pibroch' e 'Jack in the Green', e stima per la coesione musicale dell'opera, considerata un capolavoro. Consigliato come uno dei migliori album della band.

Tracce testi video

01   Songs From the Wood (04:55)

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02   Jack-in-the-Green (02:31)

05   Ring Out, Solstice Bells (03:46)

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08   Pibroch (Cap in Hand) (08:37)

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09   Fire at Midnight (02:27)

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Jethro Tull

I Jethro Tull sono una band britannica fondamentale per il progressive e folk rock, contraddistinta dall’uso magistrale del flauto di Ian Anderson, album epocali come Aqualung e Thick as a Brick, e un'ironia che ha attraversato stili e decenni.
84 Recensioni

Altre recensioni

Di  AntiComunista

 Una sorta di oasi felice per gli amanti di questo stile.

 Quanti saprebbero scrivere una canzone così? Chiudendo gli occhi si potrebbero vedere le corti medioevali e i druidi celti!


Di  simak14

 Il gruppo di Ian Anderson lascia tutti a bocca aperta con questo straordinario contributo alla musica popolare.

 Composizioni come Songs from the wood o Hunting riescono di una violenza heavy metal, smorzata abilmente da atmosfere più leggere.


Di  v8interceptor

 «Anderson si compra casa in campagna e vi si trasferisce con la moglie, scoprendo che una canzone invece che in albergo la si può comporre davanti al fuoco di un camino».

 «Sparisce la teatralità, sparisce l’ambizione CONCEPT, sparisce l’esigenza di sorprendere tutto e tutti con Album a tema».