Copertina di Klaus Schulze Cyborg
Eliodoro

• Voto:

Per appassionati di musica elettronica, fan della new age, cultori di musica sperimentale e storici della musica
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Antesignano della New Age, manifesto della musica elettronica, non ci sarebbe bisogno di dire altro. Quattro movimenti che gettano le fondamenta e riuscirà, da questo lavoro in poi, a schiudere l'intero mondo della critica nei confronti della della musica elettronica fino ad allora ancora scettico. Sono fortemente tentato a chiuderla qui ma mi commenterebbero che quattro parole in croce avrei potuto spenderle ed allora: nel 2024 ascoltare questo disco che fa pensare alla grande dimensione dell'artista, al suo estremo coraggio ad uscire con quest'opera nel 1973, riesce allora, come ancora oggi, a farci viaggiare nel tempo, nelle nostre menti verso nuovi mondi che tutti noi abbiamo fantasticato guardando i film di fantascienza o leggendo i libri di Philip K. Dick. Mondi oscuri all'orizzonte, inquiete sensazioni verso nuove scoperte, il mondo della musica cosmica si apre e noi possiamo percorrere nello spazio e nel tempo qualsiasi percorso che più ci piace. A voi il piacere dell'ascolto.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Cyborg di Klaus Schulze è un album pionieristico del 1973 che ha aperto la strada alla musica elettronica e New Age. La recensione evidenzia il coraggio artistico e la capacità del disco di trasportare l'ascoltatore in viaggi mentali ispirati a mondi fantascientifici. Considerato un manifesto del genere, rimane ancora oggi un'opera influente che stimola emozioni e riflessioni profonde.

Tracce

01   Synphära (23:52)

02   Conphära (25:49)

Klaus Schulze

Klaus Schulze (1947–2022) è stato un compositore e musicista tedesco, pioniere della musica elettronica e figura chiave della kosmische musik. Dopo esordi come batterista con Tangerine Dream e Ash Ra Tempel, ha intrapreso una sterminata carriera solista, lasciando classici come Irrlicht, Cyborg, Timewind e X.
32 Recensioni

Altre recensioni

Di  Emanuel Fantoni

 Paesaggi di sensazioni tattili, l'antimateria sprigionata dalla materia: ovvero il sequencer.

 Grazie Klaus per averci proiettato il senso dell’opera di Dalì e di Max Ernst.


Di  Rocky Marciano

 Fasci e onde sintetiche di luce morta, suoni artificiali che si propagano inesorabilmente all'infinito in spazi immensi e desolati.

 Uno dei massimi picchi artistici mai raggiunti da essere umano nel suo monotono, interminabile, immenso, infinito ripetersi... CYBORG...


Di  Battlegods

 "Si sta vivendo in un mondo, non si sta sentendo la musica."

 "C'è il voler suonare, come prima cosa, e poi lasciare il segno con la classe che non è acqua."