Un bellissimo album per alcuni, la rottura con gli esordi e la svolta commerciale per altri, questo "Follow The Leader" come possa essere descritto più volte uno dei migliori dischi dei Korn è un vero mistero !
Qui del sound dei primi due splendidi dischi, ovvero l'omonimo esordio-capolavoro e l'ottimo "Life is Peachy" ce n'è pochissimo, il metal ricco di groovy e ritmicità è sostituito da smargiassate collaborazioni rap-rock e da un certo nu-metal alla Limp Bizkit. Ha la piena sufficienza solo perché ci sono i primi tre ca-po-la-vo-ri ovvero le bombardate crossover di "It's On", la rabbia espolsiva di "Freak On A Lesh" e il groove azzeccatissimo del riff principale di "Got The Life". Soprattutto le bruttissime collaborazioni sono mediocri a partire dal duetto Davis/Fred Durst (Limp Bizkit) "All In The Family" che più vomitevole non si poteva, "Children Of The Korn" con Ice Cube è uno scandalo, per non parlare di "Cameltosis" che presenta un altro rapper ma non so neanche chi sia, ci si risolleva un po' con buoni pezzi come "My Gift To You", "Seed" e "Reclaim My Place" che riprendono il discorso di groovy impazziti di "Life Is Peachy", mentre sono mediocri e sinceramente brutte le rimanenti "B. B. K. ", "Justin", "Dead Bodyes Everywhere" e "Pretty". Quasi per tutto l'album Munky e Head sembrano strafatti di droga e si limitano ad effettini stupidi e accordi graffiati di un secondo, ma dove sono finiti i bei riff corposi e compatti stile Pantera/Sepultura/Slayer del primo e del secondo album ?
Niente da criticare al mitico Fieldy, lui e il suo basso fanno sempre il meglio in ogni disco dei Korn, Davis è meno arrabbiato e la sua voce ne risente posandosi su toni più calmi (con le dovute eccezioni, basta sentire i rantoli psicotici senza senso di "Freak On A Lesh" e "BBK"), David non mi sembra molto motivato, ma come sempre è preciso come un'orologio svizzero, precisione che fa di lui un bravo batterista. Vorrei ricordare che le prime 12 traccie di silenzio non sono dovute alla scaramanzia o ad altre cazzate simili che ho sentito, è ufficiale che insieme formano un minuto di silenzio per la morte di Justin, un loro fan che prima di morire volle incontrare i Korn che gli dedicarono pure l'omonima canzone proprio su questo "Follow The Leader".
Certo ci sono stati problemi di produzione e di mixaggio, ma "FTL" non è quanto di meglio ci possa presentare il gruppo di Bakersfield allo stato attuale delle cose, lo stesso seguito "Issues" sarà molto più dark, pesante e musicalmente più bello.
Questo terzo disco è, come al solito, caratterizzato dalla personalità e dalla straordinaria voce di Jonathan Davis.
Follow The Leader conferma il loro successo dopo 2 grandissimi album, è un bel album che mantiene lo stile inconfondibile di un gruppo che ha creato questo genere.
"Follow the leader" è maturo, ricercato e diverso.
La canzone più toccante dell'intero disco è l’ultima, My Gift To You, che raggiunge livelli di emozione allo stato puro.
Follow The Leader non solo trissa tutto quello che di positivo era stato fatto con il fantastico album di debutto e con il leggendario secondo lavoro.
Un lavoro folle, deviato, malato, ma maledettamente intelligente. Proprio come i Korn.
"Questi sì sono i Korn!" riferito a 'Freak On A Leash',
"Una cantante rap metal che di metal non ha nulla ma in compenso vede la collaborazione con uno dei produttori di Cacca più grandi si siano mai visti!" riferito a Fred Durst