Copertina di Led Zeppelin Presence
Miki Page

• Voto:

Per fan del rock classico, appassionati di led zeppelin, critici musicali, amanti dell'hard rock e del blues
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LA RECENSIONE

4 agosto 1975: Robert Plant in vacanza a Cipro è coinvolto in uno spaventoso incidente stradale con la moglie e i figli, e si rompe la caviglia sinistra. È costretto quindi sulla sedia a rotelle, e anche i tempi di riabilitazione non sono brevi. Così le date restanti del decimo tour statunitense dei Led Zeppelin vengono tutte cancellate. Page decide quindi di utilizzare il tempo morto per la realizzazione di un nuovo album e raggiunge Plant in convalescenza a Malibu per la stesura delle canzoni, mentre Jones e Bonham tornano dalle loro famiglie. Perciò gli apporti compositivi del bassista e del batterista sono praticamente nulli: ecco perché "Presence" risulta essere il disco più imperniato sulla chitarra di qualsiasi altro album dei Led: è infatti Page che compone tutte le canzoni, ad eccezione dei testi, scritti, come di consueto, da Plant.

Il primo brano dell'album è "Achilles Last Stand", l'ultimo vero grande capolavoro degli Zep. Qui tutti e quattro i musicisti spingono le loro doti fino al limite: Bonham sfodera la migliore prestazione della sua carriera rendendo la sua batteria esplosiva; Plant urla e strepita nonostante sia su una sedia a rotelle, sfoderando una prestazione vocale eccezionale; Jones dimostra ancora una volta la sua incredibile solidità ritmica al basso e Page sbalordisce creando una muraglia di sovraincisioni di chitarre e pennellando un assolo memorabile, forse il migliore della sua carriera, con quello di "Starway To Heaven" e di "Since I've Been Loving You". "Achilles Last Stand" è un fenomenale hard-rock che colpisce per intensità e potenza e il testo di Plant con riferimenti alla mitologia greca contribuisce a dare a questo brano epicità. Il secondo pezzo è "For Your Life", una bella canzone caratterizzata dal riff crudo e lacerante di Page che la rende appiccicosa e ossessiva, mentre Plant canta una storia di droga senza girarci troppo attorno. Si prosegue con "Royal Orleans", un brano funky piuttosto tirato veramente trascurabile per poi arrivare all'altro capolavoro di "Presence": "Nobody's Fault But Mine", un rock-blues introdotto dalla minacciosa chitarra di Page con cui poi duetta Plant ripetendo una frase indolente e ipnotica, che sfocia poi nel vigoroso riff magistralmente sostenuto dal fenomenale lavoro ritmico di Jones e Bonham e all'assolo prima di Plant con l'armonica e poi di Page con la sua Les Paul. Il brano da cui gli Zep presero ispirazione per scrivere questa canzone è un vecchio blues di Blind Willie Johnson. Ma subito dopo questo brillante episodio i Led ricadono in basso con "Candy Store Rock", un banalissimo pezzo rock'n roll anni '50 che Page e soci si sarebbero potuti risparmiare. Si arriva quindi a "Hots On For Nowhere" un allegro e delizioso brano dal ritmo funcheggiante che risulta molto godibile, dopodiché per concludere l'album i Led decidono di ritornare alle origini, e in particolare alla loro principale fonte di ispirazione: il blues. "Tea For One" è un blues lento in Do minore, che tenta di riprendere l'altro fantastico blues, sempre in Do minore, di "III", "Since I've Been Loving You". Tuttavia l'intento non riesce: "Tea For One" regala veramente poche emozioni e risulta essere un pezzo piuttosto 'stanco': lo stesso Page dirà che "Tea For One" è stata l'unica volta in cui i Led ripeterono sé stessi.

Registrato in soli 18 giorni, "Presence" già prima della sua pubblicazione, il 31 marzo del 1976, aveva ottenuto il disco di platino con le sole prenotazioni. Tuttavia l'album non rimase al primo posto nelle classifiche a lungo, sia perché penalizzato dall'uscita, sempre nel '76, del live "The Song Remains The Same", sia perché effettivamente evidenziava una prima flessione a livello compositivo degli Zep. "Presence" è quindi un buon album, ma non un capolavoro come i precedenti 6 lavori del gruppo. Qui, presi alla sprovvista dall'incidente di Plant, i Led tentano di non darsi per vinti e cercano di dimostrare di essere ancora sé stessi componendo brani molto hard e ripercorrendo con foga e con poca lucidità le vie intraprese in passato che li avevano resi immortali. Purtroppo il risultato non soddisfa pienamente: ormai declino degli Zep è cominciato, e il dirigibile sta lentamente ma inesorabilmente perdendo quota.
N. B Il voto non è un 4 pieno, è più vicino al 3, 5

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Riassunto del Bot

Presence è un album segnato dall'incidente di Robert Plant e caratterizzato da una forte impronta di Jimmy Page alla chitarra. Nonostante alcune tracce eccellenti, come Achilles Last Stand e Nobody's Fault But Mine, l'album mostra una certa stanchezza compositiva e una flessione rispetto ai capolavori precedenti della band. Registrato in tempi brevi, rimane un buon lavoro ma rappresenta l'inizio del declino creativo dei Led Zeppelin.

Tracce testi video

01   Achilles Last Stand (10:28)

Leggi il testo

04   Nobody's Fault but Mine (06:14)

05   Candy Store Rock (04:11)

06   Hots On for Nowhere (04:42)

Led Zeppelin

I Led Zeppelin sono stati una rock band britannica formata nel 1968 da Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham. Considerati pionieri dell'hard rock e dell’heavy metal, hanno rivoluzionato la scena musicale degli anni ‘70 con album epocali e performance live leggendarie.
109 Recensioni

Altre recensioni

Di  Antonino91

 "Achilles Last Stand" è un capolavoro con uno degli assoli più memorabili di Jimmy Page.

 La canzone "Candy Store Rock" farebbe vomitare chiunque l'ascolti.


Di  Cimbarello132

 "Achilles Last Stand", l’epica ed unica, nei suoi maestosi dieci minuti e venticinque secondi di esistenza.

 Uno dei tanti motivi per cui i Led sono il mio gruppo preferito in assoluto.


Di  vellutogrigio

 "Presence è l'autentico testamento sonoro del gruppo, una riflessione finale sul blues, l'hard rock e le influenze etniche."

 "Mai un brano degli Zeppelin era stato negli anni '70 così schietto, diretto e urticante come 'Nobody's Fault But Mine'."


Di  claudio carpentieri

 "Achilles Last Stand è un brano che ci scaraventa con la potenza di un tornado all’interno di questo monumento sonoro."

 "I sette brani di 'Presence' rispecchiano un periodo tutt’altro che felice per la band, non riuscendo a trasfigurare con continuità gli sforzi fatti."


Di  Rax

 Non ci sarà mai un altro album come questo. Qui ci sono io che guardo in faccia la disperazione e gli dico: sono più forte di te.

 Se "Presence" è il funerale dello Zeppelin, il terribile disco successivo sarà la sua tomba.


Presence ha 7 recensioni su DeBaser.
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