Copertina di Linkin Park Meteora
Rivo

• Voto:

Per fan dei linkin park, ascoltatori di nu metal, nostalgici degli anni 2000, curiosi in cerca di opinioni schiette su album iconici.
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LA RECENSIONE

"It's easier to run
Replacing this pain with something numb
It's so much easier to go
Than face all this pain here all alone"

Sarà forse per la mia "mid life age" e la voglia di tornare kid a scuotere la testa con gruppetti per teen ager come i Linkin Park, sarà magari invece perchè la musica che fanno mi ricorda i cartoni animati di cui ho colmato i miei sogni adolescenziali quali Goldrake, Gundam, Capitan Harlock, Tekaman, ecc., sarà che mi sono rincoglionito a furia di sentire suoni tecnologicamente sopraffini che appena sento una chitarrona e un tizio che urla drizzo le orecchie. Sarà che ho perso il filo del discorso... insomma a me loro piacciono.

Ho comprato questo disco trovandolo in un negozio ad un prezzo che mi sono detto: "hanno sbagliato l'etichetta, quasi quasi vado alle casse e vedo se la faccio franca".

Ad un primo ascolto si rimane davvero delusi. EKKEDDUEKOGLIONI sempre la stessa cosa: partono piano con tastierine e rumorini tranquilli. Poi il break con 25 chitarre distorte sovraincise che fanno tremare il condominio (colgo l'occasione per salutare i pazienti vicini). Poi, finito il ritornello, tutto di nuovo tranquillo e melodico fino al prossimo power chord.

Una formula già arcinota. Il gruppo si presenta nella formazione solita con due vocalists, Mike e Chester, uno "singer" e l'altro "shouter", un chitarrista Brad, un bassista Phoenix, un batterista Rob ed un DJ/sampler Joe.

Il disco ai successivi ascolti sembra scivolare via meglio, forse perchè ci si abitua o si incomincia a riconoscerne le tracce o i passaggi.

Il singolo "Somewhere I Belong" è uno dei pezzi meno interessanti del disco, assolutamente identico al precendente "Hybrid Theory". È piú bella invece la traccia 2, "Don't Stay", piú incisiva nelle parti "full power" e meno lagnosa nelle parti melodiche. Parte con un beat tempo sovrastato da una bella chitarra che non smette nemmeno nelle parte melodiche. Una canzone pronta per "Matrix reloaded".

Termina con l'anatema:

"I don't need you anymore
I don't want to be ignored
I don't need one more day
Of you wasting me away"

Sicuramente il miglior pezzo del disco.

Segnalo ancora la 4, "Lying From You", poi "Hit The Floor", "Figure.09", e la conclusiva "Numb".

La 11 fa veramente schifo. Al terzo ascolto ho mandato avanti. Ha tutta l'aria di essere il prossimo singolo per catturare le ragazzine che ascoltano Kelly Rownlands o Eminem. Una caduta di quel poco stile che c'è nel disco.

Per muovere la testa su e giù. E nulla piú.

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Riassunto del Bot

La recensione affronta Meteora dei Linkin Park con ironia e onestà. L'autore sottolinea la formula musicale ripetitiva, ma ammette un certo piacere nostalgico e qualche traccia superiore alla media ('Don’t Stay'). Lodi misurate e critiche dirette si alternano, tra sprazzi di energia e momenti poco ispirati. L’album è consigliato soprattutto per chi ama scuotere la testa, senza particolari aspettative di originalità.

Linkin Park

Band statunitense nata ad Agoura Hills, California, nota per aver portato il nu metal al successo globale. Con una formazione iniziale che includeva due voci (Chester Bennington, Mike Shinoda), si è distinta per l'uso di chitarre, rap, elettronica e testi introspettivi. Dopo la morte di Bennington nel 2017, ha affrontato una fase di silenzio seguita da una rinascita con una nuova vocalist.
62 Recensioni

Altre recensioni

Di  Devin Davis

 FAINT, il migliore del disco: le voci dei due cantanti si incrociano ottimamente e l’elettronica è usata in maniera egregia.

 Il difetto maggiore è rappresentato dal fatto che Chester Bennington, invece di urlare a tutto gas, si perde cercando di sembrare un cantante pop.


Di  andrewramone

 Probabilmente la migliore di tutto il cd è 'Somewhere I Belong'.

 Alla decima canzone gli rimane la forza di cantare altri due successi: 'Numb' e 'From the Inside'.