La questione prima di leggere una recensione è sempre la stessa.
Se non vi piace Ligabue non potete certo aspettarvi che proprio questa volta abbia fatto qualcosa che vi possa piacere. L'artista va considerato per quello che vuole offrire. Se non vi è mai piaciuto Ligabue, non vi piacerà neppure questo disco. Rassegnatevi.
Il CD si apre con il cricchettio dei grilli che ricorda l'intro di Buon Compleanno Elvis, per poi sfumare in Il Giorno Dei Giorni che può piacere o meno. Tutto il pubblico del Campovolo però dopo soli tre giorni di uscita radiofonica e senza video trasmesso la sapeva già a memoria.
Del resto non emerge moltissimo in superficie. Su tutte Cosa Vuoi Che Sia, Le Donne Lo Sanno (pezzo più bello del disco), Lettera a G (dedicata al cugino compagno di avventure giovanile morto quest'anno) e Sono Qui Per L'Amore.
Non un capolavoro, qualcosa di più di pura amministrazione.
Recensire un disco del Liga è oggi più che mai difficile. Perché Ligabue, innanzitutto, è come l'anguilla marinata: o fa impazzire o fa ribrezzo.
Il retrogusto è piacevole, con un profumo di pianura e di nebbia, con l'alibi del rock che non deve mancare mai ad un emiliano ruggente.
Indubbiamente un punto in meno per il Liga, che scade ormai nel commerciale.
Peccato che oggi questo appellativo gli stia decisamente stretto.
Il Re dell’estate è Big Luciano! Chi Pavarotti? Ma no, che dite?
Quando un napoletano quando magna vuole ascoltare solo la sua fame.
"Questo cd è molto diverso, infatti è uno dei miglior cd rock che ha fatto perché è uno stile nuovo e anche molto giovanile."
"L'amore conta... conosci un altro modo per fregar la morte."
Ho scoperto di avere una malattia psicologica, questa malattia è causata dal continuo ascolto di questi cd.
Questo è un esempio perfetto di musica spazzatura, abominevole, senza infamia ne lode.