Dopo la svolta semi-cantautoriale del disco "Fuori Come Va?" (nel quale si alternavano momenti mediocri a discrete ballate) sancita ulteriolmente dalla collaborazione con il polistrumentista Mauro Pagani, Ligabue si presenta al pubblico con questo nuovo lavoro...
Ascoltando l'Intro inizialmente ero convinto di essermi imbattuto prima in Caravanserai di Santana e poi in The Joshua Tree degli U2, a seguire mi ha spiazzato la rullata di batteria di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana poi finalmente sono tornati gli U2 di Actung Baby... "Il Giorno dei Giorni" per testo e musica nonostante la buona orecchiabilità è una canzone molto mediocre, per carità arrangiata bene... ma mediocre!!! (p.s. poteva cantare Femmina come tutti i sostentivi che finiscono in A al posto di elencarli tutti!?) A seguire parte la blasonatissima "Happy Meal" con un riff di chitarra vagamente copiato da Sweet Child of My dei GnR ed il solito giro di accordi "alla ligabue" per l'occasione abbassato di un tono rispetto a Balliamo sul Mondo, Salviamoci la Pelle etc... alla traccia 4 tornano gli U2 con una simil One... "Cosa Vuoi Che Sia" e "Le Donne Lo Sanno" sono talmente imbarazzanti che si commentano da sole... "Lettera a G" è il brano più canautoriale dell'album la melodia non è proprio vomitevole però il testo che cerca di non essere banale e poi inevitabilmente lo è gli fa perdere moli punti... il resto del CD è davvero inutile analizzarlo...
In definitiva un lavoro che se fosse stato confezionato da un emegente non avrebbe probabilmente mai visto la luce... è triste vedere artisti che per brana di successo pensano più alla politica di marketing e dell'immaggine piuttosto che al contenuto del lavoro facendo leva su elaboratissime produzioni ed imbarazzanti scopiazzature...
Ai 180.000 del Campovolo questo nuovo LP del Liga piacerà perché contiene tutti quegli ingredienti che lo hanno reso famoso.
Non un capolavoro, qualcosa di più di pura amministrazione.
Recensire un disco del Liga è oggi più che mai difficile. Perché Ligabue, innanzitutto, è come l'anguilla marinata: o fa impazzire o fa ribrezzo.
Il retrogusto è piacevole, con un profumo di pianura e di nebbia, con l'alibi del rock che non deve mancare mai ad un emiliano ruggente.
Indubbiamente un punto in meno per il Liga, che scade ormai nel commerciale.
Peccato che oggi questo appellativo gli stia decisamente stretto.
Il Re dell’estate è Big Luciano! Chi Pavarotti? Ma no, che dite?
Quando un napoletano quando magna vuole ascoltare solo la sua fame.
"Questo cd è molto diverso, infatti è uno dei miglior cd rock che ha fatto perché è uno stile nuovo e anche molto giovanile."
"L'amore conta... conosci un altro modo per fregar la morte."