1974, esce "Anima Latina".
Se le sperimentazioni di "Il Nostro Caro Angelo" non vi sono piaciute, allora farete bene a non comprare "Anima Latina".
Sì, perché l’ascoltatore che magari aveva amato in passato Acqua Azzurra, Acqua Chiara e Fiori Rosa, Fiori Di Pesco, con la solita mentalità da conservatore uguale alla maggior parte dei critici dell'epoca che volevano la canzone secondo gli schemi della tradizione italiana potrebbe indispettirsi e rifiutare un album che magari dal primo ascolto non entra in mente.
Siamo di fronte ad un lavoro intriso di elettronica, ritmi latini e testi a volte difficili da capire. L'anima latina è lo spirito libero che vaga in ognuno di noi e che spesso viene radicalizzato per non creare scandali perché è quella parte di noi che nessuno conosce. Disco che nasce dopo l’esperienza in America Latina, è caratterizzato da una profonda libertà sia nei testi che nelle musiche che non hanno niente da invidiare alle sonorità dei Radiohead più sperimentali.
Anonimo, Macchina Del Tempo, Gli Uomini Celesti, e la stessa title-track sono esempi di questa libertà artistica che rendono quest’album maledettamente unico nella carriera di Battisti.
Un ripensamento finale: fareste bene a comprare questo disco per capire che Battisti è anche questo!
Anima Latina è un disco progressive che solamente la lingua in cui è cantato lo rende "italiano".
È sole, è freschezza, è la gioia della novità, è sorriso.
Tutta l’atmosfera generale del disco, infatti, mi sembra immersa in un sogno o in una specie di generale rilassatezza.
All’epoca molti non avevano capito questo album, ma probabilmente questi “molti” non avevano fatto i conti con un Lucio Battisti che diceva più o meno: “Cos’altro puoi fare quando ogni tua mossa, ogni tuo disco va regolarmente al numero 1? Fare un altro numero 1, oppure cercare nuovi stimoli...”
Anima latina è un album importantissimo nella discografia battistiana, una sorta di spartiacque tra le sonorità classicheggianti e le future contaminazioni pop.
La canzone che dà il titolo all'album è un capolavoro: sei minuti altissimi, quasi ecclesiali, in cui la voce di Battisti pare fondersi meravigliosamente con le musiche tambureggianti.
Lucio non ci sta proprio ad adeguarsi alle regole e agli schemi, né professionali né musicali né sentimentali.
Anima Latina sembra uno di quei quadri tridimensionali, ogni volta che lo si ascolta si colgono nuovi particolari.