Lucio Battisti
Don Giovanni

()

Voto:

Conclusa ormai la collaborazione con Mogol, Battisti si cimenta in uno studio di ricerca musicale per ridefinire le sue nuove "vedute", dando alle stampe nel 1982 l'infelice "E Già", opera scritta a quattro mani con la moglie Grazia Letizia Veronesi (i maligni, nemmeno troppo maligni, dicono che le mani furono due, le sole di Lucio), ove la povertà lessicale e in parte strumentale si esplica in un disco frammentario e irriducibilmente new-age; critica e pubblico, di comune accordo, non accolgono di buon grado il nuovo lavoro battistiano, tanto distante dalle opere del periodo mogoliano: in "E Già" Battisti non viene riconosciuto più.

Nella presunta aporia di mezzi e idee, animato da grandi intenzioni, Lucio incontra alcuni mesi dopo un curioso personaggio della noblesse letteraria partenopea, un certo Pasquale Panella, "poeta maledetto" schivo e geloso del proprio lavoro quanto Battisti: alcuni lavori di Panella piacciono al cantautore, che incuriosito, vuole tentare la via della sperimentazione attraverso l'uso complesso della parola. Sotto felici auspici esce così, a 4 anni di distanza dall' ultimo lp, il primo lavoro firmato da Battisti e Panella, prima opera di un connubio che darà alla luce altri quattro lavori: il viscido e penetrante "Don Giovanni". La copertina del cd si presenta in veste fredda e anonima, troppo glaciale per potere incoraggiare i fan abituali dell' artista di Poggio Bustone: dietro, i curiosi testi del disco, che Panella ha confezionato per Battisti prima che quest'ultimo mettesse mano al lavoro. E' questa una delle interessanti innovazioni dei lavori battistiani: non più le ispirazioni di Mogol quando quest'ultimo ascoltava le musiche create da Lucio, bensì la completa sottomissione del cantante al paroliere, con l'adattamento di Battisti ai voli pindarici di Panella.

L'esordio non promette male: "Le Cose Che Pensano" è una canzone ruffiana, avvolgente al punto da farci credere che parli di qualcosa di incantevole, tanto struggente da far pensare che Lucio non abbia poi rotto del tutto col suo passato musicale; sembra "Le Cose Che Pensano" un pezzo incantevole, ma a ben vedere e sentire parla di teste che rotolano, di sangue, di tutto ciò che pare amore senza esserlo. E' questa la nuova poetica di Battisti, il completo rifiuto di parlare del pettegolezzo amoroso mogoliano in favore di una ridicolizzazione, attraverso la parola, di tutto ciò che è emozione e dolore: la scelta del macabro, del faceto, del motteggio individuano una nuova dimensione dell'amore, angosciosa quanto mortificante, visione che non può che portare il sentimento a collassare su sé stesso autodistruggendosi.

Insomma, se il Molleggiato dice di non saper "parlar d'amore", Lucio non "vuole" più parlar d'amore. L'orecchio dell'ascoltatore, sobillato perfidamente dalla prima traccia dell'album, inizia a scoraggiarsi con la successiva "Fatti Un Pianto", pezzo bislacco tra parvenza di sentimento e arte culinaria, ove si enuclea in maniera netta l'interesse panelliano per il gioco di parole, arma di divertimento, forse di sfoggio dinanzi alle modeste possibilità dell'uditorio.
Accusato spesso di volersi prendere gioco dell'ignoranza del pubblico il poeta napoletano si ripete nella quinta traccia dell'album, "Equivoci Amici", ove l'onanismo cerebrale si dilata abissalmente nell'elencazione parossistica di "casi umani" che a mo' di equivoci si "spaesano" invece di sposarsi, lavorano "all'estro" invece che all'estero, mettono "plancia" e non pancia: mero vanto ornamentale su motivo accattivante in perfetto stile anni '80.
A questo punto, dopo le parentesi rappresentate dalla macchinosa "Il Doppio del Gioco" e l' incomprensibile "Madre Pennuta", l'orecchio del fan di Battisti è ormai decisamente straziato, ampiamente basito da quel nuovo calderone di parole e impressioni che pare non appartenere al cantante di Poggio Bustone.
La title-track, sesta traccia, segna la fine del percorso intrapreso: attraverso lo svilimento della figura del Don Giovanni Battisti giunge a dimostrare che non è più possibile provare e parlare la lingua dell'amore; "Qui Don Giovanni, ma tu dimmi chi ti paga", dice il protagonista a chi si presume essere una prostituta: l'amore ridicolizzato, prodotto di consumazione mercenaria.
Dopo l'acustica "Che Vita Ha Fatto", ecco sopraggiungere "Il Diluvio", ineluttabile conclusione di un disco che non può che diluirsi nell'uggiosa incertezza di un temporale.

Il nuovo Battisti, la nuova sfida sperimentale attraverso l'uso virtuosistico della parola e l'attenzione nei confronti delle sonorità elettroniche. Detto tra noi, caro fan del Battisti degli anni '70, conserva comunque "Don Giovanni", anche se non hai voglia al momento di riascoltarlo: un giorno capirai, voglio sperare, che non è solo fumo.
"Il vero è nella memoria e nella fantasia".

Questa DeRecensione di Don Giovanni è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/lucio-battisti/don-giovanni/recensione-eneathedevil

Area sponsor. La vedono solo gli utenti anonimi. Quindi Accedi!


Commenti (QuarantaDue)

G__á
Opera: | Recensione: |
due recensioni dello stesso disco arrivate contemporaneamente: ma vi siete messi d'accordo??:-)
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Hal
Hal
Opera: | Recensione: |
Che ozio nella tournee di mai più tornare nell'intronata routine del cantar leggero
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Socrates
Opera: | Recensione: |
In un'altra rece su Battisti mi sono già espresso in termini entusiastici su questo lavoro, sicuramente il più riuscito dell'era post Mogol. Mi fa piacere che tra i fans di Lucio vi siano, come vedo, anche estimatori di alcuni lavori della seconda fase della sua carriera, dai miei amici tanto vituperata.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

bogusman
Opera: | Recensione: |
Ottima recensione, caro Enea!
Ma perchè mi cestini così E già? il primo lato è molto bello, il secondo un po' meno, i testi se non altro denunciano una certa audacia...
Comunque considera che senza E già non sarebbe esistito neanche Don Giovanni
Incomprensibile Madre Pennuta? forse... ma senz'altro un capolavoro!
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

sylvian1982
Opera: | Recensione: |
Disco sopravvalutato e sottovalutato al tempo stesso. Grandi sonorità, ma i testi diciamolo francamente sono veri e proprio nonsense. Panella geniale, Panella folle o come lo si vuol chiamare, per me sono soltanto scioglilingua. Bravo, per carità, a trovare i versi e le cadenze giuste ma i significati di questi testi sono veramente incomprensibili a meno che qualcuno non sia un genio come Panella.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Socrates
Opera: | Recensione: |
La musicalità di un verso, per alcuni autori, può avere un valore maggiore del suo significato, come sai bene, Sylvian. Panella è uno che ci sa fare con le parole, con i significanti. Ma in talune occasioni, all'interno dell'album in questione, anche il significato, ben nascosto sotto apparenti nonsense, si rivela.

BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Socrates
Opera: | Recensione: |
Esempio:
"Son le cose
che pensano ed hanno di te
sentimento. esse t'amano e non io
come assente rimpiangono te
Son le cose prolungano te..."

BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Non so come dirvelo ancora... a me "E già" non piace proprio! Lo trovo banale, troppo infantile perchè si possa dire che è una meravigliosa opera naif, pieno di messaggi newagistici come "Rilassati ed Ascolta", "Scrivi il Tuo Nome" etc che possono appartenere ai peggiori Enigma, non certo ad un fine dicitore come Battisti, ora espressosi attraverso le emozioni di Mogol, ora spiegantesi mediante le finezze linguistiche di Panella. Si salvano la title-track e "Straniero".
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
"Madre Pennuta" capolavoro incomprensibile, non a caso ne ho citato un frammento alla fine della recensione
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

bogusman
Opera: | Recensione: |
allora sono proprio l'unico pazzo visionario ad avere intravisto in Madre Pennuta citazioni da "Quarto Potere" di Orson Welles?

BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Ma va... e perchè? Qualche riferimento al mito della giovinezza perduta, forse? Spiegati meglio
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

bogusman
Opera: | Recensione: |
non so, ma questo gamberetto del compleanno che porta il protagonista indietro verso una faraonica infanzia, mi ha ricordato lo slittino di Quarto Potere... poi ci sono anche allusioni a sfere da souvenir mai agitate (Q.P. inizia con una sfera che si rompe...)
Magari sono solo mie proiezioni...
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Grasshopper
Opera: | Recensione: |
Pefettamente in sintonia con sylvian1982: musicalmente un Battisti in stato di grazia, ma dopo quasi vent'anni non sono riuscito ancora a digerire i rebus, le sciarade e i lucchetti di Panella. Sentire violentare la melodia della bellissima "Le cose che pensano" da una serie infinita e cacofonica di rime in "ai" mi fa venire la tentazione maligna di aggiungerci un verso che finisca con la parola "tranvai". Tanto più o meno il significato rimarrebbe lo stesso.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Non tanto il discorso sul gamberetto, ma le "sfere da souvenir" mi fanno pensare al sussurrato "Rosebud" di Welles... potrebbe anche essere, ottima intuizione, Bogus
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

bogusman
Opera: | Recensione: |
Grazie Enea! penso ci sia anche qualche citaziona criptata dal Don Giovanni di Mozart, peccato la mia beluina ignoranza in ambito di musica classica...
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Hal
Hal
Opera: | Recensione: |
Mozart-Da Ponte? Interessante pensarci .... "Poi penso, che t'amo, no, anzi, che strazio" Chissà bogusman, forse qualche riferimento criptato come dici può essere racchiuso in questo verso. In fondo Don Giovanni nel mito non amava le donne ma sè stesso. Un dissoluto appunto e per questo viene punito. Un dissoluto che distruggeva le donne che incontrava. Ma se non ricordo male il mito di Don Giovanni vive al di là dell'opera lirica di Mozart, credo che ci siano riferimenti nella letteratura spagnola... boh dovrei controllare. In ogni caso presenta sempre queste caratteristiche. Però l'accostamento con Panella può essere una lettura forzata. Non so ... Ciao
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Dunque, con Mozart credo ci siano poche convergenze: l'opera è tersa di quella grazia ammiccante che contraddistingue tutte le opere di Wolfgang (o perlomeno le più note: l' omonima, "Il Ratto dal Serraglio, "Il Flauto Magico", "Le Nozze di Figaro", "Così Fan Tutte"), tranne che per la famosa scena dell' apparizione del padre, ove il tono si incupisce sensibilmente; non mi sembra di poter constatare punti di convergenza, almeno a livello musicale -ammesso ovviamente, che nemmeno io me ne intendo molto-; tuttalpiù, a livello contenutistico vanno fatte ricerche, come dice Hal, per quanto riguarda il mito di Don Giovanni, indipendentemente dall 'opera di Mozart
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
A proposito di richiami e allusioni, mi è piaciuto molto il tuo riferimento a Fellini riguardo "C.S.A.R."; è vero, "C.S.A.R.", come tutti i dischi di Panella-Battisti, tra cui, anche e soprattutto questo, è un po' simile a quelle masturbazioni compiaciute felliniane stile "8 e mezzo" o "Giulietta degli Spiriti"...ASA NISI MASA!
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

bogusman
Opera: | Recensione: |
Grazie ancora Enea. Sai, per il discorso del mito di Don Giovanni sono andato un po' per esclusione; se non c'è nessun riferimento nè all'opera, nè al mito, perchè un titolo così "significante"?
...Uffa! accidenti a me! ora per non fare brutta figura mi toccherà documentarmi!
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Ma come "perchè un titolo così?"??? Ma se l' ho scritto pur nella recensione! Don Giovanni come personificazione dell' amore tout court sbaffeggiata da B.-P. in principio al nuovo proposito di non parlare più di emozioni e sentimenti amorosi! E questa non mi sembra una congettura, ma una certezza, dato che effettivamente avrai notato che ogni emozione, ogni brivido con Panella vengono negati (su input dello stesso battisti? Par di sì)
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

bogusman
Opera: | Recensione: |
non so se c'è un effettivo proposito di "non parlare più di emozioni e sentimenti amorosi". Mi sembra che la posizione dei due sia una costante ambiguità nei confronti delle emozioni. C'è ironia a chili, gusto dello sberleffo, quello si, ma non la totale glacialità emozionale. Credo che la totale epurazione di qualsiasi sentimento arrivi solo con CSAR...
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Prescindendo dal fatto che riguardo al titolo mi sembra comunque che la spiegazione da me avanzata sia plausibile, facciamo un po' di mente locale riguardo al "non amore" di Battisti del dopo '86; "L' Apparenza",'88: le più intense "Specchi Opposti", title-track, "A Portata di Mano", "Per Nome"; la quarta non ha assolutamente partecipazione emotiva dell' autore (terza persona, non si accenna comunque all'amore), le prime tre hanno un sound che sembra voler far riferimento all' amore, ma senza che se ne parli in maniera esplicita, e addirittura nella title-track c'è più una presa in giro delle premure affettive vuoi dell' amante vuoi del partner, riflessiva ma non sentimentale "Specchi Opposti"...
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
"La Sposa Occidentale",'90: "Tu non ti pungi più", "Mi Riposa", "Alcune Noncuranze", "Timida Molto Audace" sono puri sfottò dell' amore, dell' esperienza erotica che lega l' autore alla donna, ed emblematica è la title-track ove ogni sforzo dell' amante non è che un proposito mai realizzato: vorrebbe portare i fiori ma non li porta, vorrebbe alzare con le sue leve i binari ma non lo fa, etc etc; "Potrebbe essere sera" come "Per Nome": struggente e sentimentale, ma imperniata sull' unica persona della donna racchiusa nel suo vanto ornamentale, senza parvenza di partecipazione emotiva da parte del gemello (ancora la terza persona), interessante "Campati in Aria", come soprattutto "I Ritorni", dove di amore si parla e come: forse il brano più controverso riguardo questa mia tesi: l'eccezione che conferma la regola? Non direi, perchè se ascolti bene le parole Battisti dice espressamente: "E' sempre per prova che sulle labbra torna la parola 'amore', per prova, per esercizio, perchè si sa che poi non si sa mai", quidi il solito svilimento dell' amore stesso. "C.S.A.R.",'92: abbiamo accennato, l'unica sentimentale è "Però il Rinoceronte", ma anche questa in terza persona; "Hegel",'94: parla di una vecchia storia di amore -di Panella, credo-, senza approfondirla più di tanto da quel punto di vista, forse da questo punto di vista proprio la title-track è la più melensa, ma si fa proprio per dire...! Comunque, robetta, l' impressione che si ha è che di amore si parli poco, e laddove accade, soprattutto ne "La Sposa Occidentale", avviene solo per ragioni di sfottò... da approfondire
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

RIBALDO: per me straparli... se ne parla TANTISSIMO invece... solo che non se parla nell'accezione convenzionale. non è più l'amore struggente ed eterno e, diciamolo, ipocrita e convenzionale. non è più del cantar leggero l'amore sul serio... perchè troppo spesso l'amore è compromesso, mezze verità mezze bugie dette anche a se stessi che da soli si sta male... ecco, ho strapalrato anch'io!
bogusman
Opera: | Recensione: |
La tua analisi delle tracce residue di sentimenti nell'ultima produzione battistiana è esaustiva e plausibile, tuttavia mi chiedo quanto significato possano avere alcune "certezze" interpretative (mi riferisco anche alle mie sul titolo) nei confronti di una produzione che come costanti sembra avere solo l'allusione e l'ambiguità. Prima ancora che a negare il sentimento sembra che Battisti-Panella fossero interessati a negare il "senso" che sta ancora più in alto rispetto all'amore, in un ipotetico ordine gerarchico dei valori tradizionali della canzone Italiana e non solo...
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

bogusman
Opera: | Recensione: |
Da un'intervista a Panella apparsa su "La Repubblica" all'indomani dell'uscita di Hegel:
"Il pubblico si è ridotto a cercare un senso, cioè a voler sapere se lo hanno derubato sul peso.
(...) da quello che scrivo io non si ricava un senso, perché non c'è ricavo, non c'è un utile, non c'è un guadagno. Io rifiuto la concezione del senso come lucro.
(...) E poi sono contro la riduzione della figura retorica in senso perché la figura retorica è il corpo della scrittura. C'è chi vuol sapere quanto pesa, chi vuol trovare il senso mancante, come se ciò fosse possibile."


BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

bogusman
Opera: | Recensione: |
Da un'intervista a Panella apparsa su "La Repubblica" all'indomani dell'uscita di C.S.A.R.:
"Già, la famosa storia del comunicare, tanto più si comunica, meno si è chiari. Si può essere didattici, sicuramente, si può essere didascalici, esemplificativi, semplici, ma in assoluta malafede, ed io parlo di quella semplicità ridicola di cui parlano molti, dai politici in giù, persino in letteratura.
Stanno lì che difendono questa semplicità espositiva, tirando fuori la solita storia che chi parla oscuro lo fa per casta; ma oscuro che, oscuro cosa, visto che in me si potrebbe dire che non c'è nemmeno un parlare, non c'è nemmeno il parlare, io sono precedente al chiaro, altro che oscuro, non mi pongo il problema della chiarezza, sono pre-claro".

o ancora, dalle parti de "L'apparenza":
"Le parole si presentano già come doppie, sono loro ad essere già doppie di senso, solo che quando le uso io evidentemente vivono un risveglio, entrano in un candore, e qualcuno dice: - Ho sentito quella parola, vorrà dire almeno sei cose-, e magari è una delle prime ed ultime volte che la sentono. Io tolgo ogni possibilità alla parola di essere letterariamente univoca, non la voglio univoca, perché generalemente è l'abitudine che determina il senso letterario della parola. Nel parlare si può scherzare con le parole, ma nello scrivere molto meno."

BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Socrates
Opera: | Recensione: |
Non conoscevo quest'intervista, ma mi sembra estremamente esplicativa e vicina a quanto io intendevo in precedenza. La polisemia dei suoi versi consente letture diverse e mai banali, e i vostri post ne sono la prova.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Interessante, ciò potrebbe condurre ad aprire un'altra importante discussione sul potere evocativo della parola e non solo, per le quali cose possiedo interessante bio-discografia di Battisti ove compare intervista a Panella, ma meglio lassà stare o ci intrippiamo ulteriormente. Sul senso sono abbastanza d' accordo, però, come ripeto, la mia lettura a proposito del titolo del cd mi sembra plausibile, perchè perlomeno non in contrasto con quanto si ascolta nella produzione panelliana... PLAUSIBILE, non si tratta di una "certezza interpretativa"; mi sembra che sia stato desiderio esplicito di Battisti all' inizio della collaborazione col poeta partenopeo voler rompere col passato mogoliano e quindi conseguentemente con il contenuto amoroso delle emozioni che raccontava attraverso voce e musica.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Ho notato che precedentemente ho utilizzato a proposito delle mie tesi il termine "certezza": faccio ammenda...diciamo pure che sono "interpretazioni più che probabili" (quando mi sbilancio, eheh)
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Anonimo
Opera: | Recensione: |
Non riesco assolutamente a capire la critiche mosse verso E Già, che secondo me sopravanza di molto alcuni lavori fatti da Battisti con Mogol
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Anonimo
Opera: | Recensione: |
quali?
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Anonimo
Opera: | Recensione: |
APRILE 1986
Prenotai il disco 1 settimana prima dell'uscita,per comprare finalmente un LP di Battisti
nuovo e non già vecchio di 10 anni o prestato\regalato (...fregato...:-))) da altri.
Per sentirmi 'anni 70',immaginando un LP alla 'Amore non amore' o alla 'Anima Latina',
e portre i basettoni del 1972...
Avevo 18 anni,avevo gia' fatto una prima maturazione nell'ascolto con Anima Latina,due
anni prima (da bambino ricordavo di una strana canzone che diceva 'Fà l'amore nelle vigne',
quando ascoltai che era di Battisti,in preda ad'una emozione incredibile,lo dichiarai il mio Idolo (pur odiando gia' allora questa parolona,,,).
Esce Don Giovanni,e crollano i miei sogni (stereotipati,ed in fondo anacronistici...).
Eppure quel disco mi ha fatto compagnia,era figlio del suo tempo,ed io figlio del mio tempo,
i miei 18 anni sono legati anche a Don Giovanni.
Si fanno tante chiacchiere attorno alla musica,ma alla fine un disco è qualcosa che è attaccata a dei ricordi.
E Don Giovanni me ne ricorda di cose,luogni e situazioni...
Il disco: bello,ma di difficile assimilazione,non immediata,quindi,piu' longevo...

BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

a
a
Opera: | Recensione: |
00101010110
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Deneil
Opera: | Recensione: |
a se non ti piacciono i dischi con panella non devi per forza scivere minchiate..
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Anonimo
Opera: | Recensione: |
Disco splendido, la recensione ha un grava errore: in Don Giovanni i testi vengono dopo la musica, scritta precedentemente con testi di Velezia (E Già), e riscritti totalmente da Panella (che è di origine partenopea e francese, ma è romano). Come già detto, i testi possono piacere o meno, ma si deve riconoscere che l'intento di oscurare il senso a favore di altro sia pienamente riuscito.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Eneathedevil
Opera: | Recensione: |
Uhè, fetentone anonimo, scusa, ma ti leggo solo ora. Interessante la tua disamina, ma ho preferito scrivere così, perché ancora si dibatte molto sul fatto che sia nato prima l'uovo o la gallina in Don Giovanni. Prestando fede alla testimonianza, di Panella, raccolta nel volume "Lucio Battisti - Innocenti Evasioni" di Amodio-Gnocchi-Ronconi secondo cui lo stesso avrebbe "scritto i testi su melodie ancora canoniche nella forma, spesso con la strofa e con l'inciso" ho ritenuto appunto che fosse più Battisti che Panella a dover affinare il lavoro: al poeta romano (mai detto che fosse nato a Napoli, tra l'altro: ho detto che la sua persona faceva parte della noblesse partenopea) era concessa una cert libertà per ciò che riguarda ondamentalmente delle musiche embrionali.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

giampy1985
Opera: | Recensione: |
I testi di "Don Giovanni" sono stati scritti DOPO la musica, al cotnrario dei successivi
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

giampy1985
Opera: | Recensione: |
fireman
Opera: | Recensione: |
non è affatto vero che in don giovanni la melodia è sottomessa ai testi: battisti aveva già completato le musiche quando queste sono passate nelle mani di panella. e questa considerazione fa una bella differenza nella valutazione di un album (non della qualità ma del percorso)
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

lolindir
Opera: | Recensione: |
Pasquale Panella Romano e'... tacci vostra.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Fletchge
Opera: | Recensione: |
spiace dirlo, però questa "recensione" è una tragicomica accozzaglia di minchiate..
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

nes: argomenta, mongoloide!
Fletchge: perchè? non capiresti nulla, cretino..
nes: per una questione di educazione, dici che uno h detto una minchiata (cosa poco carina) ok, va bene, però ci spieghi il motivo della tua uscita. ripeto è solo una questione di educazione, mamma e papà non ti hanno insegnato nulla oltre che ad ascoltare 'sto pirla?
Fletchge: prima insulti e poi fai la morale? oltre che coglione sei pure ipocrita..
rafssru
Opera: | Recensione: |
Buonissimo disco, tuttavia non da 5 stelle, che spetteranno al successivo "L'apparenza" personalmente. Comunque un capolavoro almeno una spanna sopra a tutti i dischi dei colleghi di quell'anno. 8 brani veramente sopra la media, sospesi tra assurdità e gioco, eterei. Un disco fantastico.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: