Lucio Battisti
Don Giovanni

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Per la gioia di molti ho modificato la mia prima recensione. Spero sia "leggibile" ora.

Anno 1986.

Dopo ben tre anni e mezzo dall'ultimo album "E già", disco di svolta sia a livello di sonorità che di testi (questi ultimi scritti dalla moglie Grazia Letizia Veronese, in arte Velezia), pubblicato dopo la fine del sodalizio col paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol, il "a detta di molti" cantautore Lucio Battisti, nonché cantante e compositore rietino - divenuto famoso durante la fine degli anni 60' e tutti gli anni 70' con svariati singoli e album di successo, tra cui "Il Mio Canto Libero" e "Una Donna Per Amico" - pubblica finalmente una nuova opera, destinata a cambiare il destino del pop italiano da quegli anni a seguire. All'uscita del disco vi sono due categorie di pensiero:
1) chi pensa che Battisti si sia montato la testa dopo la fine del sodalizio con Mogol - tanto che il cantante stesso aveva, in precedenza, mandato alcune "frecciatine" a quest'ultimo nell'album "E già", l'esempio migliore è nella traccia "Mistero" - non accettando questa ventata di aria nuova, colma di un synth pop e una new wave allegata a testi ermetici che rimandano ad un artista che, allora, era all'apice del successo, ovvero il ripostese Franco Battiato.
2) chi pensa che le musiche di Battisti siano eccelse - Francesco De Gregori ne uscì pazzo al primo ascolto - che i testi del nuovo paroliere e poeta Pasquale Panella siano d'effetto e che l'album sia avanguardia pura. Un disco che, assieme agli altri quattro famosi "album bianchi" a seguire, verrà capito solo a venti/trent'anni dalla sua uscita.

Quello che segue è il mio pensiero.

L'album è avanguardia? Sì. Tutt'oggi i fan lo riconoscono come tale? Non tutti. C'è ancora chi lo ripudia? Certamente. Quindi: come mai questa parte di discografia di Battisti, quella con Panella come paroliere, non viene mai menzionata nei TG quando si parla di Battisti? Perché non si fa accenno a brani come "Le Cose Che Pensano" o la stessa "Don Giovanni"? Probabilmente il disco fu ed è tutt'oggi sottoposto ad una censura mediatica - nonostante le fortunate 250.000 copie vendute - specialmente per superficialità, poiché ai fan del Battisti di "Un'Avventura" non piace esplorare nuovi confini. O probabilmente in molti credevano che Battisti fosse morto musicalmente nel 1980 con "Una Giornata Uggiosa", ultimo album del periodo Mogol, e quindi avevano lasciato perdere sin da subito.

Vado, perciò, a elencare ogni canzone punto per punto.

  1. "Le Cose Che Pensano". L'introduzione del disco è accompagnata sia da "nascenti" sintetizzatori, sia da un graffiante pianoforte. A seguire una batteria tipica degli anni 80', quindi un sound riconoscibile: l'atmosfera è romantica, sebbene la voce di Battisti e il testo rimandino al dolore provato per l'amor perduto, per un amore che attinge al nome di straniera - "come stai, ti smemorai / ti stemperai e lei come sta / la straniera, lei come sta" - e che verrà ricordato nell'unico posto degno dei ricordi, la mente. La voce di Battisti è un eco del Battisti passato con la particolare novità di una voce diversa: difatti, di album in album, la voce del cantante diventerà sempre più monotona, robotica, inumana, virtuale. Alla sua voce si sposa un clima denso di vivacità e al contempo di malinconia, degne di una chiusura magistrale, con un coro R&B molto presente nel disco e una leggera suspence sul finale. Panella ci presenta un testo pieno di riferimenti al passato remoto, metodo che prende fiato in altri modi nelle prossime tracce.
  2. "Fatti Un Pianto". Segue, allo struggente inizio, una traccia energicamente carica, come fosse una traccia di ripresa emotiva. In questo brano, Panella associa l'arte della cucina all'amore, decostruendo e ricostruendo il tema dell'amore da capo evidenziandone particolari allusivi: "da un chilo di affetti un etto di marmellata / se sbatti un addio / c'esce un omelette / le cosce dorate van fritte / coi sorrisi fai i croquettes". Battisti personifica il brano caratterizzandolo da uno stile pop rock, associato come sempre al synth pop ma anche ai fiati, un esempio sono i due notevoli assoli di sassofono all'interno del brano. Una nota particolare: il brano pare abbia qualche assonanza con un altro brano degli Audio 2 - duo cui il cantante aveva la voce molto simile a quella di Battisti - ovvero "Sono Le Venti", del 1995.
  3. "Il Doppio Del Gioco". Un notevole groove di basso introduce il brano. Le liriche di Panella assumono le caratteristiche acrobazie a mo' di giochi di parole e doppi sensi: " son lenti affluenti / i suoi pianti a dirotto / son diamanti striscianti che il silenzio hanno rotto". Da notare come certi versi assumano la musicalità degna dei migliori testi decadentisti, con effetti sonori attaccati l'uno con l'altro. I cori battistiani sono presenti e sembrano esprimere metafore panelliane molto ricorrenti, le quali terminano la canzone con echi che ripetono le strofe affibiate.
  4. "Madre Pennuta". Questo è sicuramente uno dei migliori brani che Battisti abbia mai composto. Un mix di synth pop, new wave, avant-pop e musica sperimentale; tutti questi generi musicali in un solo brano. Qualsiasi strumento è di rilevanza: dall'immensità della batteria - ricordiamo essere una drum machine - alla potenza dei sintetizzatori, fino ad arrivare agli archi che sembrano riportare Battisti in un universo alternativo: è come se il cantante stesso stesse esordendo nuovamente con un nuovo stile di canzone, senza fare caso al fatto che alcune delle canzoni del disco siano costituite da una struttura diversa dalla forma canzone - cosa che sarà più evidente dal disco seguente, "L'Apparenza" - ed è come se la musica leggera, unita all'avanguardia pura, lo stesse facendo esprimere al meglio. Battisti è gioioso e questo è certo: inoltre, è spaventoso quanto sia totalmente irriconoscibile la sua voce all'interno di questa canzone. Vogliamo parlare della magnificenza del testo? Ermetismo puro. Suoni e immagini di tutti i giorni come "un tir che si ritira" o "il sole al nadir" incrociano l'infanzia del cantante: " finita la storia / e caduto l'impero / di vivere dal vero / ecco me di anni tre". Ovvio il parallelismo con la decadenza della seconda guerra mondiale e gli anni di Battisti. Eppure, se dobbiamo essere proprio tecnici, a fine guerra Lucio non aveva nemmeno due anni: chi lo sa? Sappiamo solo che i due hanno partorito una canzone nucleare, piena di ritmi tribali iniziali e preponderante di un'elettronica pura che persiste per tutta la durata della canzone.
  5. "Equivoci Amici". Personalmente considero questa traccia una delle più belle e anche una tra le più sottovalutate non solo del periodo Panella, ma dell'intero repertorio Battistiano. Quella che ci viene presentata è una sfilza di nomi ambigui, sperimentazione (da parte di Panella) di giochi di parole: "uno andò saldato / uno vive all'estro / uno s'è spaesato / uno ha messo plancia / e fa il trans-aitante / uno fa le more / uno sta invecchiando / perché è / un nobile scotch". In mezzo a questa cavalcata di surrealismo si mischiano i meravigliosi virtuosismi di Battisti, che farebbero invidia al giornalista che, in una puntata di "Per Voi Giovani" del '69, reputò la sua voce non gradevole. Il riff di synth finale è sicuramente una delle cose più belle mai ascoltate in queste disco e non. Questa traccia, inoltre, la ritengo un anti-tormentone: è costituita da una musica viva nel suo genere alternata ad un testo completamente folle che riduce, in un attimo, il suo "impatto" da brano commerciale. Forse è per questo che la considero speciale.
  6. "Don Giovanni". Ora è il turno della temuta title track. Un ritmo di batteria minimale - tre kick e due beat ripetuti all'infinito - e un'atmosfera orchestrale (che fanno del brano due interpretazioni, ovvero un rimando a Mozart o la figura in sè) vanno a costituire una delle opere massime di tutta la discografia Battistiana e probabilmente uno dei migliori brani della musica italiana. Fosse stata presentata al Sanremo di quell'anno avrebbe sicuramente stravinto. Utopia a parte, il testo mette a risalto il confronto col passato del cantante da "fumista", specializzato nell'accogliere il fumo inalato dalle parole di Mogol, parole che non gli appartenevano ma che aveva cantato per una decina d'anni. Queste liriche sono il testamento da accomunare al vecchio Battisti, colui che "riveste quello che vuole" perché amato da tutto e tutti, un semplice ragazzo che ama la musica e che viene amato, a sua volta, per le sue produzioni. Tuttavia, Battisti è sempre stato un cantante a metà, un fumista che sin da sempre si è dovuto rivolgere a colui che spargeva il suo fumo, e Panella è colui che ha dato vita alle sue parole, rendendo ancora più difficili, di comprensione, le volontà e i significati dei testi. "Che ozio nella tournee / di mai più tornare / nell'intronata routine / del cantar leggero / l'amore sul serio". Queste sono frasi impossibili da dimenticare, frasi cantate da un interprete che appallottola il suo passato, o perlomeno alcune cose che l'hanno caratterizzato, gettando nel cestino l'immagine di cantante da musica leggera che tutt'oggi i media continuano a dargli. Il Battisti vero e proprio non è quello che parla continuamente di amore perduto, ma colui che, sperimentando nelle profondità dell'essere umano, va a cercare una melodia da associare ad un testo che, con calma, poi verrà capito; di certo Battisti ha continuato a parlar d'amore, ma in diverso modo. Questo è il motivo per cui gli album bianchi esistono, ed questo è il motivo per cui molti dei fan di vecchia data si son sentiti traditi da questa sua nuova faccia, la Vera Faccia di Lucio Battisti, lo "scorbuitico di turno" colui che, negli ultimi di anni di vita, non degnava di fare autografi o foto con i fan perché, come detto da Battisti stesso in una sua ultima intervista in radio: "un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro. L'artista non esiste. Esiste la sua arte.".
  7. "Che Vita Ha Fatto". Questa è la prima traccia che mi ha fatto appassionare del Lucio post-Mogol. Ci sono rimandi jazz iniziali che sfociano, soprattutto durante la parte strumentale, ad un intenso assolo orchestrale che unisce in modo affascinante i fiati e gli archi con il synth pop, un qualcosa che ho sempre amato: l'elettronica, musica generata dall'uomo, si "accoppia" con il suo genere iniziale, il genere madre di tutti i generi creati dall'uomo, la musica orchestrale che, al contempo, sembra fungere da musica classica. E infatti è come se Battisti stesso diventasse un capostipite del suo genere, un Mozart del pop avanguardista. Anche qui non mancano giochi di parole panelliani con un forte uso del passato remoto: "lei m'amo, tu l'amasti, io no / i verbi la tradirono / che c'entro io".
  8. "Il Diluvio". A concludere il disco è una traccia che si contraddistingue dalle altre per la lunga introduzione, cosa che Battisti abolirà nei futuri dischi seppur con rare eccezioni. Qui vi è una vivace descrizione della pioggia che scende verso gli ombrellai che "hanno la fortuna" di possedere ombrelli con cui ripararsi. La musica che descrive tale scena si converte in un suono simile a quello della pioggia, è come se si tramutasse. La voce di Battisti rimanda al Battiato in voga in quegli anni e conferma la somiglianza di sperimentazione tra i due artisti. La traccia si conclude con un suono astrale che parla direttamente all'ascoltatore: il viaggio pieno di sfumature, iniziato con un tragico ricordo, è finito con il suono che accompagna i giorni nostri, la pioggia. Ed è così che si conclude "Don Giovanni", a parer mio, uno dei migliori dischi di tutti i tempi.

Come già detto nella mia introduzione, "Don Giovanni" sconcertò la critica e a molti fan non piacque il disco per il suo impatto, anche se lo stesso nipote di Battisti, Andrea Barbacane - il quale su YouTube ha un canale dove pubblica, o pubblicava, video su suo zio Lucio - ha ammesso "Don Giovanni" è l'unico disco veramente ascoltabile del periodo post-Mogol, probabilmente perché è il primo ed unico, assieme a "E già", che unisce la sperimentazione Battistiana attiva sin dai tempi di "Amore E Non Amore" con la voce di un Battisti commercialmente ascoltabile. E invece no. Ho dimenticato, infatti, di dire la mia impressione riguardo gli arrangiamenti e il sound del disco: i primi sono spaziali, di un'altra galassia direi... se penso a "Madre Pennuta" mi immagino gli alieni ad ascoltarla. Per quanto riguarda il secondo vorrei esprimere una mia interpretazione. Considerando che i testi di Panella sono al di là dell'ermetismo probabilmente, ripeto è una mia opinione, Battisti ha voluto rendere il tutto volutamente incomprensibile. La traccia che mi ha portato a questa tesi è "Fatti un pianto", dove le strofe finali sono quasi criptici, poiché gli arrangiamenti vanno a sovrastare il cantato di Battisti. Alcuni hanno addirittura ipotizzato che la dizione di Battisti non fosse adatta a mantenere in piedi testi simili, ma secondo me è un effetto voluto, anche perché in album successivi accadrà la stessa cosa, ma in vesti diverse. Basti pensare a "Così Gli Dei Sarebbero" dell'album "CSAR", possibilmente il brano più difficile del periodo post-Mogol che, nonostante tutto, rimane indecifrabile anche ascoltando accuratamente la musica e il testo. Forse, però, sto mettendo due album diversi a confronto, perché mentre "Don Giovanni" è l'inizio di una nuova fase della vita di Battisti - consideriamola una rinascita - "CSAR" è una parte molto oscura, quelle con cui devi sbatterci la testa notte e giorno per capirne gli intenti.

Il mio consiglio è quello di ascoltare l'album più e più volte, ma non solo "Don Giovanni" bensì tutti i dischi bianchi, album sottovalutati poiché ritenuti incomprensibili o "diversi" dalla discografia con Mogol. Comunque non fraintendete: anche a me piacciono i testi di Mogol, ma preferisco ovviamente quelli di Panella. Inutile dire che qui il genio fra i tre sia Lucio, perché lo si sa.

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Ultimi Trenta commenti su TrentaTre

snes
snes
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Non era un cantautore, era un interprete. (I cantautori scrivono ne canzoni che cantano (quindi scrivono i testi). Di tutto il resto non so niente. Non sono mai stato un suo fan, mi e' antipatico mogol, e se dici battisti oltre alla motocicletta e le bionde trecce mi viene in mente solo il mio caro angelo (li ci sono pezzi che mi eran piaciuti molto). Quindi bella li', ben venuto, evita il mefitico Track by Track che appesantisce tutto, e boh, se posso darti un altro consiglio nella prossima recensione il grassetto non usarlo proprio.
Ah, connquel nome li mi fai un po' paura: non facciamo che adesso ci spammi tutta la discografia di battisti nelle prossime due settimane, la gente si offenderebbe.


Battisti: Ma guarda, ripeto, visto che l'ho scritto in un altro commento. Ho creato il nickname per sbaglio e volevo modificarlo, ma non so se mi è possibile farlo. Comunque grazie per i consigli! Per quanto riguarda gli album di Battisti ti consiglio di ascoltare assolutamente "Anima Latina", un album del periodo Mogol diversissimo rispetto agli altri e tutti gli album bianchi. Grazie ancora!
macmaranza: Sì, "Anima Latina" è il miglior disco di Battisti. Per quanto riguarda il periodo Panella - e questo disco in particolare - io l'ho sempre considerato musicalmente straordinario se non eccelso, ma totalmente privo di senso nelle liriche. Ermetismo, allitterazioni e quant'altro si voglia non significano nulla se non si capisce un cazzo. Sono parole buttate lì, tra le sapienti architetture armoniche di un compositore che delle parole non sapeva proprio che farsene.
JonatanCoe
JonatanCoe
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Fosse solo per l'incredibile sforzo profuso altresí per un messaggio di benvenuto ti do un bel 5 suggerendo però (consiglio spassionato) di essere un pò più sintetico. Non che non siano interessanti le cose che hai scritto ma ci sono credenti che non hanno mai letto il vangelo.


Battisti: Hai ragione. Ti ringrazio molto per il voto e per i consigli! ;)
JonatanCoe: Di consigli abbiamo bisogno tutti, io per primo. Grazie a te.
Falloppio: Jon io però la penso al contrario. Mi sono divertito a leggerla, canticchiando gli spezzoni di parole suggerite.
Fosse stato sintetico, avrebbe perso di interesse.
Poi io sono un amante degli album bianchi, che ce lo dico a fa'....
JonatanCoe: Ahahah, non c'era bisogno di scomodare la bibbia degli album bianchi da lassù, per poco John non ti mandava na saetta! Anche a me, talvolta, piacciono le recensioni lunghe (proprio ieri mi sono gustato la gemma di lector) ma il pensiero comune non è in linea con il nostro e dacchè qui, tutti noi (compreso me), scriviamo per rendere partecipi gli altri delle nostre passioni, è un gran peccato attirare le attenzioni principalmente sulla forma piuttosto che sui contenuti, attenzioni che spesso deficitano a prescindere, perchè stanchi del lavoro di una giornata o delle varie vicissitudini della vita. Detto ciò, sia chiaro, può continuare a fare come meglio crede, è una persona capace e preparata, lo si evince dallo scritto, ma la lunga stesura (specie se lunghissima) lo penalizzerà, lo sappiamo entrambi. Un saluto a Turin!
iside
iside Divèrs
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O la riediti completamente, eliminando il 99% del grassetto o non la leggo tutta.


JOHNDOE: Come osi ricattare BATTISTI???
iside: cesare?
JOHNDOE
JOHNDOE
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Bravo Battisti

NO non cambiare nick sei BATTISTI ormai

mandane a bomba ma magari sua meno GRASSETTO

Benvenuto

LUCIO BATTISTI è stato il più grande?

SI.


Battisti: COME SI CAMBIA NICKNAMEEE??
sfascia carrozze: Si ma non si alteri:
è molto semplicissimo (cambiare nomenclativo):
NON SI CAMBIA
JOHNDOE: vero, pensa che lui voleva chiamarsi RIPARA FRULLATORI ma per errore è rimasto SFASCIA CARROZZE
sfascia carrozze: La Sua gnoranza è seconda sola alla Sua peristalsi.
Lo seppia.
JOHNDOE: vediamo se è seconda, di sicuro è nelle posizioni alte, ora intanto vado a vedere cosa significhi PERISTALSI
JOHNDOE: ok visto
beh anche la tua peristalsi è molto molto efficiente credimi
musicalrust
musicalrust
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Per me ha scritto anche musiche e testi del disco.
Quindi il doppio five è d'uopo!
Anche il Lucio originale sarebbe fiero di te.


sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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"Quello che segue è il mio pensiero"
Ah, buono a sapersi.
In effetti poteva anche essere il pensiero di qualcun altro.
#forse


Battisti: Eeee già
Stanlio: ehm, aneffett' quello stupendo di Patty (marò che stratosferica fica anche in sto videoplayback) esse poteva PATTY PRAVO "PENSIERO STUPENDO"

Oppure quello dei mitichi antenati Puh... Pooh - Pensiero ariehm, chilossà?
Battisti
Battisti
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Battisti
Battisti
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zaireeka
zaireeka
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Ma perché ora lo hai tolto tutto?? Ti sei offeso?


JOHNDOE: E' INSICURISSIMO
iside: Sempre a lamentarti... Almeno l 'ho letta quasi tutta...
Battisti: Offeso? L'ho semplicemente rieditata.
zaireeka: Se sapessi come sono stato “criticato” e preso per culo e a pesci in faccia io quando mandai la mia prima recensione (nel lontano 2004, che nostalgia..).. Non te la prendere.. e rimetti qualche bold, così lunga non puoi esimerti
Stanlio
Stanlio
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Cacchio, non si finisce mai d'impare, "ripostese" non l'avevo mai sentito prima (anche se, come c'insegna il dizionario Olivetti, andrebbe scritto con l'accento sulla seconda e, così: ripostése, ma fa niente, che tanto siam usi a sorvolare a codeste quisquìlie noi del DeB), per il resto non dar troppo retta a tutti e men che meno a me.

Bravo, bell'inizio o come si dice: bona la prima... e benvenuto tra de noantri.


Carlos
Carlos
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Non esiste una recensione del genere.


lector
lector
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Intanto benvenuto!
Per il resto ci risentiamo alla prossima.....


Falloppio
Falloppio
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Bravo. Ho apprezzato tantissimo il track by track. Questo disco merita un'analisi dettagliata.
Un disco sublime che introduce il capolavoro della Sposa Occidentale.
Anzi, di più. E non scherzo. Si potrebbe recensire anche solo una canzone alla volta dei dischi bianchi.
Si potrebbe dibattere sull'interpretazione dei testi di Panella. Ore ed ore
"Non penso quindi tu sei"

Questo disco lo adoro!!!


Battisti: Infatti, ho in mente di recensire un disco ogni settimana. Ovviamente non ci sarà una cronologia, per quanto riguarda gli album.
sfascia carrozze: Il trecche-bai-trecche è stato inserito tra i flagelli dell'umanità (DeBaserica) a partire dal 1973.
Così, per saperlo.
MrDaveBoy73: mio anno di nascita giusto per dire ..
Mauro82
Mauro82
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Secondo me questo è il miglior disco di Battisti, c'è veramente da rimanere a bocca aperta. Bella anche la recensione


Battisti: Grazie mille! :)
CosmicJocker
CosmicJocker
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Mah.. già la vivisezione track by track è pratica insopportabile, se poi fatta per artisti di cui, ai più, è noto pure il numero di scarpe..
Credo però nella genuinità del tuo trasporto..
Benvenuto!



sfascia carrozze: Il trecche-bai-trecche è stato inserito tra i flagelli dell'umanità (DeBaserica) a partire dal 1973.
Così, per saperlo.
(autocit.)
CosmicJocker: Ecche non lo so!? Mentre Lei e G mostravate al mondo le Tavole della Legge ogniduno ha mollato il Vitello d'Oro per seguirvi nel DeSerto..
sfascia carrozze: Ecco, appunto, chi è che s'è freGato le tavole?
Che stiamo mangiando in piedi da un pezzo, ormai.
Stanlio: a freGarsele o Barabba potrebbe esser stato o quei 2 incrociati a fianco del redentore, ecchillossape dopo tutti sti millenni...
sfascia carrozze: Comunque, Le volevo dire, che per stare sicuri sul DeBasio la DeMascherina va messa soprattutto sopra gl'occhi.
Come fossero due fette di presciutto.
Ecco.
Stanlio: eeeh ma hannoi musulmanici non possiam avvicinarcisici alla carne di porco, al massimo eccezionalmente una tantum c'è consentito aver qualichi contatto hatù per tù con quella di qualche porca purchè strettamente ḥalāl (in arabo: حلال‎ ovverossia: 'lecito'), comprende compadre? no? allo un disegnino abbisognasti, ecchilo ) ma VM18 è... un link lungo
Stanlio: *allora
templare
templare
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Parto dal presupposto che di Battisti non si butta via nulla. Il disco (come tutti quelli in collaborazione con Panella) ho dovuto ascoltarlo più volte, apprezzandolo di volta in volta. La recensione è......faraonica.


Battisti: Grazie mille!
TataOgg: Questa é una sfida allora..
JOHNDOE
JOHNDOE
Opera:
Recensione:
@[Battisti]

ti do un consiglio... qua a quelli nuovi tutti dicono le cose, devi fare cosi no cosà blablabla
tu dì di sì ok grazie grazie ma poi fai come ti pare che sennò ti snaturi


iside: Sei un terrorista. Io taccio la linea e lui esegue gli ordini. #forse
MrDaveBoy73
MrDaveBoy73
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Ottima e appassionata recensione col track by track che io apprezzo. a me piacciono i dischi bianchi (questo un po' meno ma se li vuoi capire devi ascoltarli tutti in successione per un mese e ogni giorno e dopo un po' rifare lo stesso ) io cosa gli Ei sarebbero la capisco e capisco anche il criptico sarà per la mia pazzia......o libertà.....bel disco, ma preferico quelli dopo tipo CSAR o la sposa occidentale perfino Hegel (io poi che sono un appassionato di Hegel e Heidegger) forse sono pezi di vita raccontati mentre uno cammina magari pensieri che arrivano messi lì, (si direbbe a caso ma no è così) poi è un altro altro modo di scrivere sono da considerare solo le frasi (quasi sempree non tutto il verso e poi c'è un inciso chiaro, sifficientemente chiaro diciamo ..., qualcosa che ti fa capire la situazione oggettiva, il resto sono come le nuvolette dei fumeti mentre uno cammina pensa e parla fra se unitamente a un osservatore terzo e a parte ,....e la musica che interferisce sul cantato certamente è voluta , ciao D


nix
nix
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non sono daccordo con chi dice che Battisti fosse un interprete e non un cantautore (snes). Interprete è chi interpreta canzoni altrui, sposando temporaneamente un repertorio altrui. Battisti cantava canzoni che erano sue, nonostante il fatto che i testi li scrivesse un paroliere (prima Mogol, poi la moglie, poi Panella). I parolieri erano "al suo servizio" e gli sottoponevano testi che lui faceva propri a tal punto da divenirne quasi un "secondo autore". Acqua azzurra acqua chiara o non è francesca sono in tutto e per tutto canzoni di Battisti, e il fatto che i testi fossero scritti da altri, in questo caso, è del tutto accessorio. Insomma, era un cantautore con la particolarità che i testi erano scritti da altri. Il cantautore cammina sul proprio territorio artistico, l'interprete percorre per un tratto un territorio altrui, poi ne esce e ritorna a casa sua. In questo senso, interprete per eccellenza potrebbe essere una Mina, che cantava i Beatles o le canzoni napoletane. Non esistono dischi come Battisti canta i Beatles o Battisti canta Brasil. E non riusciamo neanche a immaginarceli, e questo esattamente perché non era un interprete.
Quando l'interprete Mina ha cantato Battisti, ha cantato canzoni scritte da Mogol. Ma era sempre Mina che interpretava Battisti.
Una disamina accurata e appassionata. La trovo ben fatta. Bravo.


MrDaveBoy73: ma con lei/lui no si potrà mai essere d'accordo_, o fare una conversazione decente...
è nato per questo
creare disaccordo,
non dagli neanche retta.
Battisti: Grazie mille! ;)
Falloppio: Grande Nix. Apprezzo e condivido il tuo commento.
Isvd
Isvd
Opera:
Recensione:
Nix, c'è un piccolo problema però.
Quando il prode Battisti sottopose i suoi testi e le sue canzoni a Mogol, grazie all'intercessione della signoae Leroux, amica dello stesso Rapetti.
Il giudizio del paroliere fu negativa, perché il valore artistico di Battisti senza
lo stesso Mogol era mediocre.
Fortuna volle che per pena, e lo puoi verificare tramite interviste dello stesso Rapetti, Mogol accetto di seguire Battisti e la sua storia cambio.


nix: lsvd, qualificando come "accessorio" il ruolo di Mogol non volevo sottovalutarne la sua importanza. Sul piano artistico non mi metto certo a discutere il valore di uno dei più grandi parolieri della canzone italiana.
Accessorio nel senso che il prodotto finale era qualcosa profondamente di Battisti. Balla Linda non era Battisti che interpreta roba altrui (come Mina con Jannacci), ma era Battisti che canta roba sua (seppure con testi scritti da altri). Inoltre, non mi stupisce che l'incontro con Mogol abbia fatto scoccare una scintilla. Può darsi che Mogol abbia consentito a Battisti di trovare la sua vena (aurifera), cosa che ancora, evidentemente, non era accaduta prima di conoscerlo.
iside: infatti mogol senza battisti ha scritto canzoni bellissime...
Isvd: Battisti e stato scoperto da Matano, a cui tra l'altro ha dato un calcio in culo o quasi, dopo la notorietà.
Mogol e stato fondamentale per Battisti che infatti dopo con album insulsi come l'apparenza o Hegel, non ha ottenuto più nulla.
Battisti, non è un cantautore ne un interprete, e un musicista, scrittore di musiche che studiava tantissimo per essere al top.
La sua fortuna e bravura e stata quella di capire con chi collaborare al momento giusto.
Cito, non sono Mogol ma La formula 3 è il grande Phil palmer.
nix: se diciamo "cantante" non sbagliamo
Carlos: Ognuno ha le sue capacità, che con l'esperienza e la teoria riprodotta nuovamenre sull'esperienza si possono anche migliorare. I tuoi commenti sono l'esempio dell'ottusità a mio parere. Sciorinare fatti e misfatti e retroscena al pari di dei onniscienti come se questi potessero spiegare l'alchimia di un pezzo o di un album scritto NEL COMPLESSO da due persone. Ma non solo, si parla di un intero percorso musicale in cui c'è una continua ricerca artistica tra alti e bassi che sfocia negli ultimi incredibili album. E proprio per questo ottuso è anche perché non si può parlare sul serio nel definire Hegel un album insulso. Il Pop italiano si è fermato a quel disco per quel che mi riguarda. E senza per quel che mi riguarda. Quel tipo di sonorità che ci sono in Hegel oggi stanno lentamente invecchiando male nei dischi esteri a mio parere. Mentre il suo adattamento al canto della musica leggera italiana è proprio ciò che lo rende quasi senza tempo e per cui suona ancora da Dio e lo rende pressoché unico nel panorama musicale internazionale. Non c'è niente che assomigli a quel connubio. E infatti i dementi che oggi vedi a Sanscemo oggi fanno successo nella loro pochezza, imitando artisti internazionali che andavano di moda 30 anni fa.
snes: di sicuro non era un cantautore.
JOHNDOE: @[Isvd] ALBUM INSULSI COME L'APPARENZA

fatte ricoverà... ma non subito che adesso non c'è posto...

ok nell'accezione classica NO non era un cantautore ma come dice nix le canzoni erano SUE, non solo, Battisti diceva a Mogol "questa canzone parla di questo e quello" Mogol capiva e scriveva i testi.
snes: "Mogol capiva e scriveva i testi."
eh, perfetto.
il cantautore si scrive i testi. non solo, devono pure essere testi poetici con sottotesti, possibili interpretazioni, cazzi e mazzi, e puzzare di salotto intellettuale. questo almeno nell'accezione che generalmente viene data al termine "cantautore", a meno che max pezzali non sia considerato un cantautore.
nix: boh, questi discorsi sul salotto intellettuale mi sembrano un pò datati, fuori tempo, in ogni caso concordo che, se certamente non è stato un interprete, non possiamo neanche dire che fosse un cantautore, perché è vero che il cantautore si scrive i testi. Il pericolo è di disquisire sul "sesso degli angeli", siamo quasi al limite. Direi che è stato un cantante e un grande artista e musicista.
nix: intendo datati e fuori tempo come lo è max pezzali
snes: So che son fuori tempo, ma non ho mai sentito parlare di Immanuel Casto come di un cantautore.
Di sicuro si scrive i testi.
E sì: "cantante" è senza dubbio il termine corretto.
nix: e forse proprio la difficoltà che abbiamo a classificarlo applicando etichette e categorie più o meno superate, forse proprio questa difficoltà a rientrare in classificazioni è la prova della sua unicità e modernità. In certi casi è stato veramente avanti, e in altri persino fuori dal tempo.
snes: Ma no è facile, guarda: "Battisti era un cantante". Fila tutto liscio senza intoppi. Quanto poi fosse unico e irraggiungibile lo lascio a voi.
nix
nix
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si si, per me cantante va bene, ma qualcosa non va? Ti trema la voce, ma hai la fronte imperlata? Ti sento spaventato, timoroso. Di che hai paura snes?
Tranquillo,
"stasera ho trovato il giusto tono...
...sono buono"


Falloppio: I gelati io li mangio solo in cono...
snes
snes
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?


Falloppio: Largo all'avanguardia....!!!
snes: "Avanguardia" di che secolo?
nix
nix
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... era una canzone degli skiantos


Isvd
Isvd
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Battisti non era un cantante, perché non aveva una grande estensione, ma lavorando come un forsennato durante gli anni ha imparato a cantare le sue musiche, non è quindi un cantautore per i motivi detto sopra, e non è nemmeno un interprete.
Battisti e dal mio punto di vista, un grande musicista, che sapeva connettere molto bene l'armonia e la melodia.
Detto questo Hegel e l'apparenza sono dischi che non hanno canzoni di spessore, ma probabilmente è un mio parere.


snes: va beh dai, se è un cantante Jiovanotti lo è anche Battisti...
Isvd: Il discorso su Battisti non l'ho iniziato ieri, poi se volete informatevi sulle parole pronunciate da Mogol.
Ragazzi, quello che dico io e una storia con testimonianze, e narrazioni dei protagonisti.
Mogol non era minimamente interessato a Battisti.
Lucio aveva difficoltà a farsi conoscere, e nessuno a parte Matano lo calcolava.
Lui è stato un fenomeno a capire e comprendere che Mogol era il top per lui.
Isvd: E Mogol spinto dalla pena, o se volete interesse provocato da Cristine Leroux, sua amica, si convince.
snes: tutto quel che vuoi, io sto dicendo solo che se in una recensione uno indicizza Battisti come "Cantante" nessuno può dirgli niente, se lo apostrofa invece come "cantautore" qualcuno potrebbe avere da ridire.
Per il resto fate vobis.
Carlos: Senza "probabilmente": è un tuo parere.
JOHNDOE: massì non era un cantautore su questo siamo d'accordo ma poi ecco vedo che ISVD, il peggiore, ci mette il carico: non era manco un cantante perchè non aveva l'estensione blablabla
io non so più che dire, tra l'altro attacchi battisti sulle origini: l'ha scoperto matano se non era per mogol: TUTTE CAZZATE

se non era per matano emogol sarebbe stato per qualcun altro ma tanto sarebbe venuto fuori lo stesso

e poi ti dico un'altra cosa sul "cantante": c'è un celebre video sugil archivi RAI, Mina e Battisti che duettano. Inizia Mina ed il pubblico fa eeee e applaude, poi quando entra Lucio Battisti il pubblico fa EEEEEEEEEEE e APPLAUDE MOLTO PIU' FORTE. E tu che sei lì a vedere il video percepisci l'energia, la potenza, l'immensità, il carisma, il magnetismo di un grande artista, un artista MOLTO più grande di Mina.

Non so se mi spiego. Ci fate una brutta figura a sminuire Battisti. è come se diceste beh sì Maradona era bravo ma giocava solo col sinistro.
Falloppio: @[Isvd] scrivi 'non aveva una grande estensione'. Probabilmente non hai mai preso una chitarra in mano da ragazzo. Cantare i pezzi di Battisti sono imprese titaniche.... "Come può lo scoglio, arginare il mare....."
snes: Riba, non sminuisco battisti: non scriveva i testi: ok, non era un cantautore. Cantava i testi di mogol? I testi di mogol sono musica leggera, non cantautorato.
Questo significa sminuire Battisti solo agli occhi di chi da Battisti e' accecato. Conta poco.
JOHNDOE: ce l'avevo con isvd non con te, so che tu battisti lo conosci di striscio e non ti fa impazzire sono gusti, ma non ti ho mai sentito dire che fa cagare

i testi di mogol a volte sono leggeri a volte sono buoni, molto buoni, non li ho mai paragonati ai testi dei GRANDI cantautori italiani e sappiamo di chi parliamo

prendi adesso un altro Lucio. Lucio Dalla. Anche lui fu un cantautore, eppure, i testi più belli (tra i più belli di sempre della canzone italiana degli ultimi 50 anni) non li scrisse lui ma Roversi. Lui divenne cantautore nel 77 quando scrisse le musiche ed i testi di Com'è profondo il mare, ma i testi dei tre album precedenti, sono superiori.

Alla fine poco importa e poco conta chi scriva i testi, conta il risultato finale.
snes: Eccoro: roversi mogol se lo rolla lo brucia e se lo fuma. Canti roversi e capisco ti diano del "cantautore" poi trovo sia errata come definizione, ma lo capisco. Se canti Mogol no. Capisco perche' si cercadse di paragonare i dischi di battisi ("spensierati") a quelli dei suoi connazionali politicamente piu' impegnati. Ma no: non era il cantautore alternativo ai famosi nomi schierati contro il potere: faceva proprio un altro sport. Gli fosse fregato di esser ricordato per i testi se li sarebbe fatti scrivere da qualcun altro.
Isvd: Fallopio io non dico le cose tanto per dirle e mi baso su testimonianze dirette.
Era lo stesso Battisti che non voleva cantare in pubblico le sue canzoni, infatti era tale la sua timidezza, o se vuoi riserbo che dopo il 1980 non ha più fatto apparizioni televisive.
I live di Battisti poi, non per sentito dire, ma per testimonianze dirette di gente che ha suonato con lui erano inferiori alle sue prestazioni su disco.
Isvd: Detto questo le canzoni di Battisti, sono difficilissime da interpretare perché la sua grande bravura era la capacità di trasmettere emozioni, con una timbrica unica.
Isvd: Ma la capacità è di trasmettere emozioni e la tecnica, sono due cose diverse.
Falloppio: Io ho ascoltato Lucio nelle trasmissioni dell'epoca e la voce era quella dei dischi. Comunque aveva un'alta tonalità. Se poi dal vivo zoppicava, questo non lo so. Potevo chiedere a Ivan Graziani quando ho suonato con lui.
MrDaveBoy73: @snes ah ah ah ah
MrDaveBoy73: @snes scusa la risata ma non vorrai paragonare Jovanotti a Battisti per favore ...ma le spari grosse eh....
snes: Quella frase vuol dire che se uno come jovanotti, che a cantare manco ci prova, viene classificato come "cantante" allora lo e' sicuramente anche uno come Battisti, che a differenza di jovanotti ha sempre cantato...
Non c'e' nessun paragone...Per curiosita': ti capita mai di capire qualche cosa?
iside
iside Divèrs
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@[Isvd] questo lo dice Mogol e Lucio non può smentirlo. Comunque, tutti ricordano Mogol per le canzoni con Battisti non per altre.


Falloppio: (Ops..... Cocciante..... Mango.....)
iside: Anche altri, però viene sempre ricordato per le canzoni con Battisti così come Battisti viene sempre ricordato per le canzoni con Mogol. Io ho sempre ritenuto che i testi venissero a 4 mani. così come quelli del duo Luporini/Gaber. @[Falloppio]
Isvd: Ti smentisco Iside e tu che ascoltavi una volta e portavi in giro Fausto Rossi, lo dovresti sapere che i testi sono importanti.
Mogol ha lavorato con moltissimi artisti italiani, e non solo con Battisti.
Poi ho detto che Lucio era un grande musicisti, mi sembra che sia un complimento e non un atto di malvagia ambiguità.
iside: mai detto che non abbia lavorato con (quasi) tutti i cantanti italiani. però Mogol viene forse ricordato per "qualcuno renda l'anima"? viene forse ricordato per le canzoni con Cocciante o Celentano? no, viene sempre ricordato, parlo della massa, per le canzoni con Lucio. Analizzando i testi firmati per Lucio e firmati per altri io ci noto uno "spessore" diverso come se a quei testi qualcun altro ci avesse messo le mani.
Isvd: Iside, sei rimasto a Faust'o 1978, giusto? Dai
Ascolta.
Adriano Celentano - L'Arcobaleno (Mogol - Gianni Bella).
iside: al limite al faust'o di j'accuse...
iside: ...Ho scritto "qualcuno mi renda l'anima" ma dovevo scrivere "un uomo da bruciare" sempre di Reanto Zero...
Isvd: JOHNDOE: I testi invece sono molto importanti, addirittura a volte fondamentali.
Battisti non è detto che sarebbe uscito senza un buon paroliere, prima di Mogol non lo considerava nessuno, l'unico era Matano, che nei campioni aveva capito soprattutto il suo talento come chitarrista.
La tenacia e la fortuna lo portarono tramite la Leroux a Mogol e li cambio tutto.
Io dico che Battisti senza Mogol non era al massimo del suo potenziale, e infatti questi dischi sono di buon livello, ma niente di più.
Erano una ditta che a livello commerciale funzionava bene, poi a livello artistico si può anche dire che Hegel o l'apparenza o Don Giovanni, sono dei capolavori.
Scaruffi il dio dei critici musicali ad un disco dei Resident diede anche 9, con questo I resident comunque non si riescono ad ascoltare sempre.

Isvd: Perché? Perché i resident non sono un prodotto di massa ma di nicchia, la vera forza e riuscire a produrre dei prodotti di successo che siano anche qualitativi.
JOHNDOE: per me anche i bianchi sono al livello dei precedenti
certo molto meno commerciali sia nelle sonorità che nei testi
e ripeto dopo che battisti aveva composto il brano musicale dava delle indicazioni a mogol sul tipo di storia da raccontare, mogol non aveva carta bianca
certo battisti con le parole non ci sapeva fare ma questo è un altro discorso
si veda il suo brano d'esordio per una lira, il testo originale di battisti era diverso non era buono
battisti all'epoca aveva 22 anni era un ragazzo, ebbe l'umiltà di farsi da parte nella stesura dei testi
Isvd: Sul fatto che Mogol avesse oppure no carta bianca, non te lo so dire, quello che ti posso dire è che Emozioni, parla di uno spaccato di vita di Mogol.
Poi ci sono molte persone che sostengono la tesi che Battisti era penoso con le parole.
Io non sottovaluterei Rapetti, e le decine di canzoni che ha fatto con molti artisti italiani.
Battisti, senza Mogol, non avrebbe fatto tutto quel percorso, di questo ne sono sicuro.
Mogol ha raffinato le sue idee, poi Lucio ci ha messo lo studio e la tecnica musicale perché ripeto lui prima di tutto era un grande musicista, un grande innovatore.
Isvd: Con questo ho trovato, invece vergognoso il comportamento della Veronese che ha distrutto questo matrimonio artistico.
La Veronese e stata la vera sciagura di Lucio, una donna mediocre senza nessuno talento, altro che velezia.
JOHNDOE: No, io infatti non appartengo alla schiera di chi lo sottovaluta. Anzi, ammetto che la miscela Battisti-Mogol fu incredibile. Ma va pur detto che, forse, lo stesso Mogol trasse una particolare ispirazione proprio dalla musica di Battisti.
Però Mogol verrà ricordato per Battisti.
Lucio Battisti, verrà ricordato per se stesso.
JOHNDOE: Sì, sulla moglie sono pienamente d'accordo, fu lei il suo "inferno rosa".
Falloppio: Però Mogol verrà ricordato per Battisti.
Lucio Battisti, verrà ricordato per se stesso.
Bella affermazione!!!
iside: e con l'affermazione di @[JOHNDOE] si chiude il cerchio con la mia di due giorni fa.
Isvd
Isvd
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Io ho detto che Battisti e un grande musicista, non mi sembra poco.
Poi ho detto che è uno stakanovista, grande ascoltatore, e persona che sapeva far fruttare i suoi ascolti.
Direi che non è poco.


Green
Green
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Bravo a ricordarti di Don Giovanni. Io lo apprezzai subito, anzi rivalutai il Battisti un po' melenso e cantautorale. Questa e' una grande opera di rottura ( qualcuno potra' dire di maroni....ok)


TataOgg
TataOgg
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Troppo lunga ma apprezzo l'impresa di descrivere bene un disco. Battisti ci provo ad ascoltarlo ma dopo pochi pezzi mi annoio, eppure a leggere tutti i commenti sopra capisco che sto sbagliando... Grazie per avermelo ricordato. 🖖


Mauro82: Siamo in due, anche a me non è mai piaciuto più di tanto (salvo eccezioni), però riconosco la sua (immensa) grandezza artistica. Dischi come "Anima latina" sono la perfezione assoluta.
TataOgg: Io riproverò con CSAR, se da un taglio al passato c'è qualche possibilità...
Mauro82: Tutti i bianchi sono dei disconi! CSAR per me è il migliore (dopo "Don Giovanni"). "La sposa occidentale" è il meno bello ma rimane comunque un grande disco.
fedezan76: Anche a me Battisti annoia, e pure tanto. Non sono riuscito ad apprezzare nemmeno Anima Latina, che pur qui dentro me l'avevano consigliato in tanti.
TataOgg: Anima latina l'ho sentito anche io perché consigliato ma non mi ha preso, anche se ne riconosco il valore. E poi l'aura di star che lo avvolge mi ha sempre urtato, anche per i bitols é stato così ... Probabilmente serve la giusta motivazione o una terapia d'urto.
Falloppio: Per Mauro, la prima parte della Sposa Occidentale, sono 2 minuti di storia sublime.... Ti piacciono i dolci...
Mauro82: Per me la Sposa rimane il meno bello, ma meno di 5 non se lo prende! Punti di vista.
fedezan76: @[TataOgg] il mio è un discorso puramente musicale, di solito non mi lascio condizionare da fattori come simpatia (mi piace Morrissey per dire) o Mainstream (adoro i Suede e pure i primi Muse). E confesso di aver sfruttato Battisti da ragazzetto per far colpo sulle ragazze. Le classiche strimpellate in spiaggia.
TataOgg: Nemmeno io mi lascio condizionare, infatti ascolto un sacco di gentaglia.
Non intendo simpatia verso il cantante (nel caso Battisti mi pare di ricordare non fosse particolarmente simpatico machissene), parlo proprio del fastidio che si prova quando qualcuno vuole per forza convincerti di qualcosa.. del tipo: se non ascolti scarafaggi o battisti non capisci un cazzo di musica, loro sono il meglio ebbasta! Questa cosa mi ha rovinato.
Non abbiamo la stessa età ma, si, Battisti si cantava in spiaggia. E non rinnegare niente!
fedezan76: E mica rinnego, Battisti faceva cuccare. Io ci provavo a piazzare Timoria o Alice in Chains, che ai tempi si suonavano col gruppo. Ma non avevano lo stesso effetto...
TataOgg: Ma come? Più Battisti dei Timoria? Io ero più da Timoria, assolutamente! Ricordo ancora la cover band dei Timoria del mio liceo.... "♥"
fedezan76: I Timoria erano accessibili, ma li ascoltavano solo gli appassionati di rock... Se volevi fare ber... cantare anche le donzelle serviva altro...
TataOgg: avevi amiche strane..
Giwa
Giwa
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Lucio Battisti ho sempre cercato di scinderlo da Mogol perchè era fin troppo ben chiaro quanto il cantante/musicista fosse ostaggio di quel Rapetti dai testi a volte imbarazzanti e fortemente maschilisti nonchè autoreferenziali. Senza voler negare che alcuni restino comunque dei piccoli capolavori. Battisti riesce a divincolarsi, anche se in parte, con Anima Latina, disco dal parto difficilissimo tanto che buona parte veniva rimaneggiata la notte all'insaputa di Mogol che mai approvò in pieno quel disco che invece resta uno dei capolavori della musica e non solo italiana. Il resto lo ha benissimo esposto il recensore in questa bellissima disanima di Don Giovanni, grande e incompreso album, come del resto tutta la trilogia con Panella. Dischi quasi sempre ignorati, mai citati nelle varie trasmissioni dedicate a Battisti, peggior sorte per E Già, totalmente dimenticato, il disco del riscatto.


Battisti: Ti ringrazio per il bellissimo commento! Una volta a settimana recensirò un disco di Battisti. ;)
snes: UNA OGNI DUE!!! ma no vah, anche una alla settimana ci può stare.
Battisti: Oooookay! ;)
Eneathedevil
Eneathedevil Divèrs
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Recensione più lunga delle braccia di Mister Muscolo in massima estensione, ma apprezzabile per entusiasmo e capacità analitica. Su Don Giovanni ne avevo scritta una anch'io una quindicina di anni fa e caspiterina, non avevo mai fatto caso alla possibile interpretazione sull'"ecco me di anni tre" in riferimento alla Seconda Guerra Mondiale, quindi devo dire che la recensione ha fornito uno spunto interessante. Che però potrebbe negare l'assunto, giacché mentre i testi del periodo mogoliano sono sicuramente in più di un passaggio significativi dell'esperienza battistiana (hai citato Barbacane: secondo me una delle cose più interessanti che ha detto nelle sue interviste è che "Questo Inferno Rosa", pezzo che ritengo tra i migliori dell'intera carriera di LB, sembra una trasposizione in musica del rapporto tra Lucio e la moglie Grazia Letizia Veronese), quelli del periodo panelliano sembrano correre su un binario diverso da quello delle musiche e non a caso di parlò di una comunicazione dei testi da parte di Panella tramite corrispondenza, quindi risulta difficile pensare a possibili riferimenti autobiografici di Battisti nel periodo panelliano. Ma entriamo in un ginepraio in men che non si dica, dal momento che è innegabile che le parole della title-track siano rappresentative del pensiero del cantante, come giustamente sottolineato nella recensione, quindi diciamo certo che almeno in questo disco il dubbio che in più punti emerga l'esperienza battistiana è più che lecito.

Per inciso, a Don Giovanni preferisco i tre successivi, specialmente l'oscuro C.S.A.R. per il fumo che getta negli occhi. Hegel un gradino indietro.


Falloppio: Commento più lungo del doppio delle braccia di Mister Muscolo .... ahahahah
Martello: E te devo ringrazià per quella rece de Don Giovanni, sennò i dischi bianchi col cavolo che me li ascoltavo
Battisti: Grazie mille per il commento. Sono molto curioso della tua opinione sui dischi "E già" e "La Sposa Occidentale".

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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