Lucio Battisti
Hegel

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Voto:

Con Hegel Battisti è al capolinea, a meno che negli anni trascorsi tra la pubblicazione di questo disco e la morte, il nostro cantautore abbia avuto la forza di andare oltre. E il punto è proprio questo: fin dove Battisti poteva arrivare dopo Hegel? Il disco è infatti l'approdo finale della fase più criptica del Battisti sperimentale.

Qui non si ammica più agli anni sessanta, che ancora emergevano nel precedente CSAR. Qui si va oltre: ascoltate i 4 minuti de La voce del viso, una canzone sparata a un bpm prossimo ai 180, un falsetto che ondeggia intorno a frequenze sconosciute anche ad interpreti donna, un testo contorto eppure clamorosamente chiaro, chitarre e tastiere effettate che si fondono le une con le altre. Gli strumenti tradizionali in tutto l'album sono meramente decorativi, le chitarre di CSAR sono sommerse dai loop elettronici, gli arrangiamenti orchestrali de La sposa occidentale sono tappeti di tastiere, la batteria fuoriesce oramai da un sintetizzatore.
Eppure questo disco non è un disco senz'anima, anzi, è una musica nuova, roboante, ridondante di sovrapposizioni di suoni, indissolubilmente invischiata in liriche praticamente perfette. Panella, il paroliere, fa il suo lavoro senza più porsi alcun problema sulla musicabilità del testo; sa che il Battisti degli anni '90 può scrivere la colonna sonora anche di un elenco telefonico, e quindi non scrive più rime ad effetto, non cerca assonanze assolutamente musicali, spesso ignora anche la fluidità del testo. I classici escamotage degli autori sono questa volta quasi elusi, anzi ingannati:

Ti spadroneggia allora il tuo godio,
disincantato in quanto,
più è restio al racconto lenitivo,
al riassunto giulivo, e non è riso appunto,
e non è pianto il tuo perché racconta il riso e il pianto è il suo riassunto

"riassunto" arriva quando ormai sembra troppo tardi, ma è una rima così nuova e azzeccata che l'aggancio riesce in pieno! Esempi del genere abbondano pressocchè ovunque e quando la musica non riesce ad inseguire il testo è il testo che si piega, col cantato, alla musica.
Hegel non è il capolavoro di Battisti e neanche un capolavoro in seno alla musica italiana.
E' più che altro un esperimento estremo, forse irripetibile, un limite massimo, un picco, irraggiungibile anche solo nel semplice livello tecnico-compositivo.
Non è un disco indispensabile, perchè non serve a capire nient'altro che il disco stesso. Se quindi siete coraggiosi compratelo. Se siete anche pazienti, ascoltatelo almeno venti volte. Se inoltre amate la musica al ventunesimo ascolto amerete anche questo disco.

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Ultimi Cinquanta commenti su SessantaDue

Eneathedevil
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Tu sei un apparentista? Bene, io sono uno sposoccidentalista, Bogus mi sa che è dongiovannista. Tutto quadra alla perfezione!
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milla
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Si, d'accordo in tutto con voiceface, altre elucubrazioni mi sembrano ridondanti, Hegel é senz'altro il punto massimo dell'onirico di tutta la musica che ho sentito fino ad oggi, e non solo di Battisti, parlo di musica italiana. Certo arruffa un pò lo stomaco e il cervello ma assolutamente GENIALE. Amo Battisti, però, tutto anche "Luisa Rossi" per dire.
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Mc Sampyr
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mi dispiace non mi piace battisti, è melenso e retorico...

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Eneathedevil
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Bogus e Odra, pestiamo a sangue Sampyr? :)
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bogusman
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"melenso e retorico"? a quale battisti ti riferisci? se dai una scorsa alle recensioni (o meglio ancora se ti ascolti la sua discografia intera) ti accorgerai che di Battisti ce ne sono stati diversi, tutti con linee poetico/musicali molto diverse fra loro, quando non contrastanti...
si, enea, penso di appartenere alla fazione dei dongiovannisti :-)
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Mc Sampyr
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mi spiace non mi piace Battisti, mia madre mi ci ha fatto l'overdose per 13 anni poi ho detto basta
poi ho preferito i Flaminio Maphia ai tempi di "sbroccatamente si vive la notte" eheh
ouch... ragazzi piano! ouch! cazzo ho sedici... argh!!
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odradek
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Enea, Mc Sampyr è giovane ed impulsivo, tu saggio e ormai un ometto. Toccherà a lui la parte sanguinaria. Io mi diverto un mondo a guardare, lo sai.... Tanto poi lui se li andrà ad ascoltare, specie i bianchi, e cambierà idea... Gli piace il rap, gode di quelle rime, evvabbè, ma ha letto Carver, da bambino. Vuoi che, passata la buriana, non resti un attimo in silenzio, a boccaperta, di fronte ai testi di Panella? Mc Sampyr è un coacervo di possibilità. Non lo picchio, lo invidio.... Un bacino sul collo, my sweet Devil
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voiceface
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molti di voi sono nella fase: questo disco è meglio dell'altro, io francamente penso sempre che il più bello sia l'ultimo che ho sentito!...i bianchi di Battisti sono un episodio unico, almeno nella musica italiana, sfuggono a qualsiasi canone, del tipo: questo pezzo è radiofonico, quello è da concerto, quest'altro è più emozionante: io non posso far altro che parlarne cercando di convincere qualcuno ad ascoltarli...per ora ce l'ho fatta solo con mio fratello!
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Mc Sampyr
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eheh, odra, sei davvero dolce sai?
Lucio l'ho ascoltato, dovrei rimanere come le espressioni delle copertine di Carver? ammetto che forse è così, ineffetti canzoni come Giardini Di Marzo in realtà mi piacciono, e sì godo delle rime del rap, com'è vero che mi sto affezionando al vecchio Jovanotti (quello dall'85 al 92) STRANO!!! ma daltronde è ancora presto, il rap mi muove l'intestino e il cuore e il cervello come fa il buon Carver, il vecchio Buk ed altri da Fante a Gautier ecc...
d'altronde non sai quanti problemi ho avuto a scuola perché non mi piacevano Neruda, Manzoni, Prevert, Pascoli, Pennac, Zola, Dostojevsky (del quale ho letto l'idiota e demoni, quindi neppure tutto) ed altri mostri sacri.
non sai quanti problemi con i coetanei per guardare con sguardo critico i miti Guevariani e Zapatisti, e della forza di molti neo fascisti, col risultato di stare sul cazzo ai sinistri e ai destri, ai nazi e ai bboy, e ritrovarmi quindi isolato.
non smetto mai di imparare e di guardare il mondo
meravigliato, schifato o allucinato
comunque, a bocca aperta
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kosmogabri
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allora qui sei in buona compagnia, Mc Sampyr. Bentornato :))
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Anonimo
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Mc Sampyr,il battisti di cui si parla qua non ha quasi nulla a che fare col battisti dei giardini di marzo che ti faceva ascoltare tua madre,è un battisti completamente diversi,che non moltissimi conoscono.ascoltalo,poi magari non t piacerà neppure questo,ma dagli una chance:)
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barrylindon
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Ha camminato in zone dove in pochi hanno camminato
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primiballi
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caro giovane Sampyr, che bella vita nelle Tue parole. Mi raccomando, dunque, anche perché di letteratura sembri capire, e vivi alcuni disagi identici ai miei (solo che io li ho vissuti negli eighties...), dammi retta su due / tre punti: asoltare e riascoltare tutti i bianconi di Lucio, anche se purtroppo non puoi più farlo man mano che escono..., e METTERE VIA, possibilmente nel cesso, tirando la corda, tutto ciò che quell'incapace di giovanotti ha concepito nella sua misera esistenza di musicista (come uomo ha la dignità che hanno gli altri, ma un profeta di tali banalità, perdipiù di successo, va boicottato con tutte le forze !). Saluti
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Mc Sampyr
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jovanotti è un fallito e come dice fabri fibra, è un pensionato del rap ormai, ma nel periodo suddetto ha avuto un gran merito, massificare il rap in Italia, certo non è una bella balia, ma probabilmente molti dei vecchi seguaci rap, che sono stati pure importanti, non lo sarebbero stati se da poppanti non avessero ascoltato jova
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puntiniCAZpuntini
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Le prime demo dell'allora conosciuto come Militant Havana risalgono allo stesso periodo del primo disco del Jova, anche prima qualche tempo prima. Le prime mosse del Rap italiano risalgono alla Break Dance di Torino & Milano nei primissimi anni 80, militanza di cui ancora si vanta Sandrino Sborone Orrù aka Dj Gruff. Jovanotti non è mai stato nè sarà mai nulla nel rap italiano, nè balia nè pensionato nè niente, e nessun vecchio seguace del Rap lo ha mai ascoltato. Forse i bimbi attuali avranno anche ascoltato il giovinotto, ma quelli vecchi ti garantisco di no, ma proprio no, per il semplice fatto che lo facevano da prima di lui, ma da molto prima di lui.
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Mc Sampyr
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hai ragione mo che ci penso "l'old school" è un'altra
jovanotti l'ha solo reso commerciale
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Mc Sampyr
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e poi c'èra già stato Angiò
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voiceface
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ci dovrebbe essere un forum per parlare di queste cose...visto che la recensione l'ho scritta io e l'ho fatto con tanta passione, vorrei che almeno in questa pagina si parlasse di questa, se se ne vuole parlare...
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Eneathedevil
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Odradek, non so se sono pronto a questo genere di rapporto con te. Tu mi attrai, ti lasci desiderare, però non vorrei che la credo palese differenza di età ci riducesse in una situaione imbarazzante: io ho le mie esigenze di donna, tu le tue di uomo. Non so, magari lascia tempo al tempo, e comincerò ad amarti passionalmente anch'io. IIntanto c'è già una forte attrazione, ed è qualcosa
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Eneathedevil
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Ops, ma come fa notare Voice, questo è uno spazio per commentare la sua recensione, quindi basta con i nostri tafferugli sentimentali, Odra. Rispondo piuttosto al recensore: non credo di trovarmi in nessuna fase di appassionamento all' opera di Lucio, più che altro ci sono momenti in cui ascolto più un disco di un altro, ma avendoli già ascoltati e amati a sufficienza credo di potere essere in grado di giudicare un lavoro meglio di un altro, e poichè, indipendentemente dall' iterazione di ascolto "La Sposa Occidentale" mi sembra il più affascinante e denso della coppia B-P, mi fregio di essere uno sposoccidentalista. ;) Riguardo la critica del Sampyrello concordo con l' ottimo Bogus, che ultimamente dice cose molto belle ed equilibrate, soprattutto perchè le penso anch' io :D
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Anonimo
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Gli ultimi due di Battisti sono gli unici che ancora non ho.
E forse non avro' mai.
Non perche' ''a me MI piaceva solo il Battisti primi temBi'' (la solita storia...),
ma perchè sono quelli che si appressano alla sua morte,forse,Battisti nella sua musica
finale si avvicina alle posizioni estreme di Carmelo Bene quando diceva 'Io sono gia' morto'.
Il bianco delle sue ultime copertine ha la mistica indu' della Fine (il bianco è il colore del lutto,in India).
E dell'inizio.
Io mi rincarnero' in altre forme,e con questi ultimi lavori ho già iniziato a farlo.
I testi di Panella,per quanto incensati,questi si,non mi sono mai piaciuti troppo.
Il Divertissemente,per quanto colto ed inteligenDe,alla fine stanca,e francamente,
4 LP 4,sempre con dei testi che alla fine fanno somigliare il disco un minestrone genovese,stufano...
E anche Lucio,forse,se ne era accorto...
In un certo qual modo,ad un certo punto,avrei preferito un Battisti meno verboso,
con lavori magari di testi brevi,di frase dette e non dette,atmosfere rarefatte,
(un apologia di Anima Latina? Forse,ma con gli strumenti del nostro tempo),
lui non aveva certo problemi con la musica,ma il rapporto con Pannella era durato
anche troppo...
Si sa' che Lucio aveva un PC,componesse dei MIDI,sperimentava su tutto e con tutto,
capire i suoi ultimi lavori non è in fondo difficile...
Anzi,probabilmente,lui si è divertito molto di piu' negli ultimi anni,finalmente libero
dall'ossessione delle vendite milionarie...

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voiceface
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se la melodia e la musica diventano complesse allora il testo deve in qualche modo adattarsi...Battisti è stato l'unico a farlo compiutamente, almeno in Italia. Forse era anche giusto che con HEGEL la collaborazione con Panella (con quel Panella) finisse, ma ciò non toglie che l'esperienza dei dischi bianchi resterà li, ad imperitura memoria di cosa un genio ha saputo fare e quanto superficiale e chiuso possa essere un mercato discografico che non lo ha saputo recepire
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Mc Sampyr
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forse l'unico, ma dopo De André
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Anonimo
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Siete tutti troppo insignificanti per commentare con vostri giudizzi un genio come Lucio Battisti
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voiceface
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intanto anche tu hai espresso giudizi, uno universale ("siamo tutti insignificanti", ma sarebbe stato meglio dire stupidi, perchè nessuno è insignificante di per sè) e un altro particolare (il 3 che dai alla recensione e il 5 che dai al disco)
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GianlucaGT
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Scusami tanto voiceface per il commento, non sapevo che scrivere e poi volevo giusto provare a far appare sullo schermo una mia scritta...perdonami anche per il pessimo voto che ho dato alla tua recensione.
Comunque vedi che ho inserito anch'io una mia recensione su Hegel, visto che sei cosi esperto potrei avere l'onore di un tuo commento?
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saridda
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E io sono una zarista! Hegel più accattivante che penetrante, CSAR capolavoro assoluto e ineguagliato della ditta LB-PP.
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ilnomechenonho
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Invece io non penso che con Hegel si dovesse necessariamente concludere la collaborazione. Almeno altri 2 o 3 ci stavano benissimo. Hegel mi pare bello come gli altri forse più ostico in alcuni brani ma bello. Niente è indispensabile ma essendoci solo 40 canzoni edite di Pa-Ba xche privarsi delle ultim 8? Ciao
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Babel
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Mah...a me questo ermetismo mi pare un (bel) po forzato....
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Neu!
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a me sinceramente questi dischi dell'ultimo Battisti non sembreno affatto "strani". cioè, non saranno canzonette, ma che ci trovate di "strano" o di avanti. Battisti non era 40 anni avanti, ci sono migliaia di dischi prima molto più radicali di questo. invito ad ascoltare "Twis Infinitives" dei Royal Trux o "trout Mask Replica" di Captain Beefheart tutti quelli che considerano questo disco "avanti". detto questo la mia considerazine che ho detto non aveva alcuno scopo denigratorio.
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voiceface
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il fatto che ci sono artisti che sono avanti, non significa che anche Battisti con i bianchi di Panella non lo fosse...per essere avanti ci sono diverse vie. C'è chi esplora strade assolutamente nuove, tipo Stockhausen, chi invece cerca di reinterpretare quello che già c'è in un'altra chiave. Battisti rientra nel secondo caso, che personalmente è quella preferisco.
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primiballi
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infatti battisti non era avanti (fosse stato avanti gli altri adesso sarebbero lì...non a gorgheggiare alla pausini o a far finta d'esser cantautori alla britti o alla giovannotti...). Battisti, l'ho sempre sostenuto, era "altrove". Come Bowie e pochissimi altri link rotto
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StefanoNIP
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Mi sono avvicinato ai lavori di Battisti-Panella solo nell'ultimo anno e per semplice curiosità. Tra l'altro, proprio dopo avere letto le recensioni e i commenti dei vari album che appaiono in questo sito. E l'unico che mi mancava, e che ho appena acquistato in una fiera di collezionismo musicale (ma quanto è difficile trovarli!) è proprio Hegel. L'ho acquistato un po' titubante perché nella maggior parte dei post era stato definito il meno riuscito della coppia, scritto da Panella più per impegni contrattuali che per ispirazione. E invece è uno di quelli che mi è piaciuto di più, assieme a CSAR (che ho letteralmente divorato) e che è il mio preferito. Posso dire che mi definisco un CSARista con tendenze Don Giovanniste. Ho apprezzato molto anche La sposa occidentale, anche se musicalmente l'avrei visto meglio con gli arrangiamenti più "pompati" dei due album seguenti. L'unico che mi ha stancato subito (e che ho rivenduto dopo averne masterizzato solo un paio di pezzi) è l'Apparenza: l'ho trovato debole, ripetitivo e piuttosto noiosetto.
Comunque, dopo avere amato CSAR, non poteva non piacermi Hegel che ne rappresenta un'evoluzione e che ho trovato di un fascino ancora più particolare. L'unica canzone che non mi è piaciuta è Stanze come questa, mentre mi hanno conquistato la potenza di Hegel e di Almeno l'inizio, e la dolcezza di La bellezza riunita e di Estetica: forse la volontà di Battisti di ritornare -sia pure in modo completamente diverso- al romanticismo della sua produzione passata.
La cosa che ho notato è un senso di forzatura dei testi, tutti piuttosto cupi e con meno trovate linguistiche geniali di quelli che l'hanno preceduto. Ho notato, ad esempio, la mancanza di temi scherzosi che invece sono presenti in tutti gli album precedenti, Da DG (Fatti un pianto, Madre pennuta, Equivoci amici) a CSAR (La metro eccetera, Tutte le pompe). Forse proprio perchè, come hanno detto in molti, Panella si era stancato, soprattutto con un lavoro pesante e prettamente filosofico.
Musicalmente, invece, Battisti l'ho trovato sempre molto ispirato e geniale. Un disco da rivalutare.

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emily
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"Non è indispensabile", "non è un capolavoro"... eppure gli dài 5. Perchè definire "criptico" questo disco se non lo si sa cogliere? Panella gioca con le parole per la loro valenza sonora e per divertissement... il senso è altro, forse è poesia e null'altro e tutto.


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voiceface
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mi sembra giusto rispondere...dunque, l'album non è un capolavoro in seno all'opera di Battisti, non è indispensabile perchè è un lavoro terminale sui cui niente affonda le sue radici. Il 5 è quindi una valutazione più che altro emotiva (è sicuramente fra gli album che ho ascoltato di più nella mia vita) e soprattutto un giudizio sull'originalità: non credo ci siano album in giro minimamente paragonabili a questo. Panella gioca si con le parole, ma tranne in sporadici casi, non si affida al non-sense. Gran parte di ciò che scrive ha una ragion d'essere, che sia solo una sensazione, un ragionamento filosofico, un'idea balzana brillatagli in testa, ma a tutto, o quasi, si può dare una spiegazione. Se sia poesia, non so. E' sicuramente però una forma originale di scrittura per la canzone popolare.
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giampy1985
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Redirecting...
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Luix
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Dico solo questo: in "Tubinga" Battisti è immensamente grande... più di tutto il resto dell'album.
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danno
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lo amo.
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teenagelobotomy
teenagelobotomy Divèrs
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"...d'altronde e d'altro canto, a volte essere nemici facilita. piacersi è così inutile..." disco fantastico. perfette le ultime parole della rece.
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Kyrielison
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Mamma, mamma, mamma, che album.
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Fletchge
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"gli anni Sessanta ancora emergevano nel precedente CSAR".. ma che minchia scrivete?
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nicola
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MOLTO probabile che le macchinette con cui voi ascoltate la musica non sono in grado di tirare fuori l'anima dei dischi tradizionali figuriamoci quelli dell'ultimo battisti .....ho sentito Eghel L'unico disco italiano interessante e con dentro qualcosa di nuovo ...tecnologicamente avanzatissimo ....suoni da paura o meglio tutto al contrario non vado avanti anche perché' quella roba li non e musica ....battiato a confronto fa suonino ma ripeto per le vostre macchinette va bene così un'altra cosa di battisti molto bella che fa il contrario di cil che fanno certi musicisti di cultura .....Eghel ammazza gran parte della musica degli ultimi 30 anni
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nicola
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I dischi di battisti sono gli unici con un sound internazionale .....e di livello ...che differenza passa tra battisti e i suoi colleghi italiani?
I dischi realizzati in italia hanno un suono cadaverico .....baglioni fa venir da ridere ....battiato anche de andre' non so normalità e tutto normale ccon dischi come osar eghel be le cose sono diverse molto diverse personalmente mi piace il suono del contrario
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ZannaB: Eppure io Pata te l'avevo detto di smettere con la tequila...
hjhhjij: Si infatti, è lui che interpreta suo cuggino.
hjhhjij
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Si, abbiamo proprio il nuovo fenomeno, il cugino di Patatrac.
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nicola
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le orecchie dove cazzo le avete ?

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nicola
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patatrac mi piace ......grazie ....pero come dico io

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nicola
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purtroppo comunque hai ragione in italia ci sono persone che non capiscono un cazzo e tu sei tra queste
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hjhhjij: Ok Pata, tranquillo, come al solito, ti vogliamo bene, apprezzo l'idea del nuovo personaggio.
rafssru
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avanti di vent'anni, capolavoro che riassume i quattro album precedenti e manda Lucio Battisti nell'eternità musicale. un genio regalatoci dall'aLTO.
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mattmatt
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Innanzitutto bella recensione. Sentita e partecipata.
'Hegel', album ancor più misterioso, se possibile, dei già criptici precedenti.
Lo ascolto ancora molto e lo amo. Certo, ci sono momenti meravigliosi, ed altri che non
raggiungono l'apice, ma rimane un grande disco. Capisco le persone che lo giudicano
''da poco'': brani come 'Almeno l'inizio' e 'Tubinga' possono suonare come ''buttati là''.
Ma come non rimanere abbagliati dalla bellezza di 'La Moda nel Respiro', 'Estetica', 'Stanze
Come Questa'?
Devo ammettere che, seppur bellissimo, questo album a mio parere mostra dei segni di
debolezza rispetto ai precedenti. Fra i dischi bianchi, credo sia quello meno curato
dal punto di vista sonico e strumentale: suona più ''grezzo'', con meno dettagli e ricercatezze
nelle sonorità elettroniche. 'CSAR', ad esempio, pur essendo un album prevalentemente
elettronico, aveva suoni decisamente più caldi ed avvolgenti; 'Hegel' al contrario mi sembra sonicamente meno raffinato.
E' facile tacciare 'Hegel' di essere un mero esercizio fine a se stesso. Forse lo è, ma non mi importa
perchè a me trasmette molto.
Rimango ancora scioccato che Lucio abbia avuto il coraggio di fare un disco del genere.
Imperscrutabile, gelido, affascinante.

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silvietto
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Spezzo una lancia a favore di nicola, la Musica ha bisogno di macchinette adatte a farla risaltare, Hegel è fra i dischi che ne hanno maggior bisogno, ma non l'unico fra quelli del secondo Battisti. Provate con Anima Latina o il Nostro caro Angelo ed un impianto come si deve: li riscoprirete. Lo stesso per Hegel, bassi da favola avvolgenti. Unico appunto una voce un po' troppo omnipresente ed insistita, ma forse era quella che voleva lasciarci al di la di musica & testi.
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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