Se stamattina, mentre ero in macchina ed ascoltavo per la primissima volta questo album, avessi avuto a disposizione un portatile o un PC tramite il quale buttare giù questa recensione, avrei più o meno scritto questo:
"Sono incazzato nero. Soprattutto con me stesso. Avrei dovuto capirlo che correvo il rischio di buttare via i miei soldi. Del resto quella recensione che avevo letto non a caso citava (devo dedurre a questi punto) quell'opera celebrativa del mieloso e sovraarrangiato nulla musicale che è See You On The Other Side in accostamento a questo The Secret Migration. Un'altra recensione diceva che era un'opera piatta, di maniera, senza nessuna idea di rilievo, noiosa. E questo disco forse non lo avrei comprato se non avessi però anche letto recensioni del tipo 'Sicuro album dell'anno', 'La consacrazione definitva dela grandezza dei Mercury Rev'. Alla fine la mia ingordigia musicale mi ha fregato. Ma mi voglio vendicare su Debaser, per cui Voto Finale: 1 di 5"
e sarei riuscito a seguire in pieno un consiglio che lessi tempo fa su Debaser, e cioè di far aumentare il numero di stroncature rispetto alle esaltazioni degli album recensiti.Ma il portatile non lo avevo, per cui mi trovo ora a scrivere quanto segue, e devo fare in fretta prima che a forza di riascoltarlo non finisca per definirlo "quasi" bello: "Trattasi effettivamente di album piatto, noioso e manierato. Non so se anche per colpa degli arrangiamenti di Dave Fridmann (troppo simili a quelli usati nell'ultimo degli Sparklehorse). Dave Fridmann che comunque continuo a considerare uno dei migliori arrangiatori "alternativi", se non altro per quello che ha fatto con i Flaming Flips. Flaming Lips che a questo punto ritengo forse gli unici (forse per la loro reale "anarchia creativa") capaci di non lasciare uniformare ed in fondo appiattire i loro album a vantaggio e per causa dei pur sontuosi arrangiamenti del Nostro. Penso che in The Secret Migration ci siano comuqnue ¾ canzoni che si salvano (la prima, la penultima in particolare). Per il resto è veramente difficile arrivare alla fine, quanto le canzoni si assomigliano e sono amorfe e prive di idee e citazioni assolutamente fuori luogo e malriuscite. Pensate che in una canzone fanno apertamente il verso agli Smashing Pumkins di Mellon Collie (!!!). In un'altra mi sembra quasi che citino CSN&Y. Volete un consiglio?. Lasciate stare.
PS: Non c'entra niente ma vi volevo segnalare che prima di questo grande acquisto stavo ascoltando solo Goodbye and Hello di Tim Buckley (mannaggia a me, se avessi continuato a farlo...). Conoscete Morning Glory? Fatelo, appena potete, e preparate i fazzoletti, per quanto è struggente e soprattutto "VERA".
Premere i tasti dello stereo con dentro "The Secret Migration" è come sfogliare le pagine di "Racconti Fantastici Dell’Ottocento" di Italo Calvino.
I racconti dei Mercury Rev sono 'sonici', di suoni soprannaturali: tappeti d’archi, scintillii levigati, la voce eterea di Jonathan, le chitarre allucinate di Grasshopper.
La band ha attenuato i toni "ipnotici" e ritornata a un rock più genuino.
Purtroppo pecca del disco sono canzoni come "My Love", che suonano ripetitive e noiose.