Scorrendo tra le pagine del DeDatabase mi sono accorto che mancava la recensione di uno dei più graffianti dischi Heavy metal di sempre... "Shout at the Devil"...
Questo album rappresenta a parer mio il punto più alto della carriera dei Motley Crue, che ci forniscono un cd veramente cattivo, aggressivo e pieno di rabbia allo stato puro.... un classico della musica heavy.... Saltare su letti e pogare come folli sembra la più naturale delle azioni di fronte a questo lavoro, non molto vario come musica, ma davvero trascinante.
La opener "In the Beginning" è solo un tetro discorso che ci accompagna alla corte della title track, canzone di altissima forza ed energia che ci fa subito intendere quello che sarà l'andazzo di tutto il disco; chitarre distorte, voce strillata e ritmica veloce saranno i principali protagonisti da qui in avanti. Dopo "Looks that Kill" e "Bastard" troviamo una specie di intermezzo acustico: "God Bless the Children of the Beast". ma la pace dura solo 1 minuto e 33 secondi. "Helter Skelter" è una vera scarica elettrica al cervello oltre che essere uno dei migliori brani dell'intero lavoro. Tutto procede, tra giochi di distorsioni, assoli e urli mozzafiato fino alla conclusiva "Danger" passando per l'altro capolavoro "Too Young to Fall in Love".
Un disco che non brilla assolutamente per originalità, ma che è invecchiato molto bene, ed è ancora capace di regalare emozioni come ogni sano disco di heavy metal....
Le quattro dannate puttane tornano sugli scaffali con un adrenalinico album di grandissimo hard rock quale è, e sarà, Shout at the Devil.
Un album che ormai è un classico a pieno merito, la band da qui in poi diverrà oggetto di paragone per chiunque voglia cimentarsi con l'hard rock ed il glam.
Fanno Punk Metal con un po' di Glam i Motley, qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima.
La produzione molto più curata canalizza la rabbia verso lidi più commerciali.
Questo lavoro si rivelerà non solo il loro più riuscito ma anche un album seminale per la scena Hair/Glam Metal Americana.
Si chiude così uno dei capitoli migliori della storia dei Motley Crue e del Glam metal in generale.