Lemmy Kilminster è un gran puttaniere, un lurido razzista e uno sfacciato maschilista. Questo “signore” divide i suoi interessi tra una bella scopata ed una sbronza colossale. Ma questo poco di buono, che la doccia la fa a ritmi di stipendio, è soprattutto il leader indiscusso della band che ridefinì l’hard rock sulla base di quel heavy metal tanto odiato e criticato.

La loro musica è becera, schiacciasassi e il loro sound rozzo è uno dei preferiti tra i bikers di tutto il mondo.
Elementi poco affidabili, che passano giornate intere tra slot machines, prostitute, alcool e musica sfrenata! Ed è proprio la loro musica che appassiona, dando la giusta carica; i fan godono al solo pensiero di vederli suonare dal vivo perché sanno quello che gli aspetta. Sanno che da quasi trenta anni il nome Motorhead è un istituzione dell’hard rock-metal più sudicio e brutale!

Questo disco fa parte della discografia essenziale della band londinese, ormai dedita più che altro a limitarsi di sfracellare palchi, senza preoccupazioni per nuovi album. Lo stile del disco è quello degli inizi (1980) prima delle dipartite di Eddie Clarke e Phil Taylor. Le sonorità sono sempre trasandate e le gracchiate di Lemmy sono accompagnate da ritmi energici e trascinanti. Il suo Rickenbaker viaggia selvaggio e istintivo, come una bestia allo stato brado in cerca di libertà. I soli di chitarra sono concisi e veloci, tipici del rock’n' roll, e le melodie irrompono sempre prepotentemente! L’inizio, con la bluesrock title-track, è indemoniato e il resto del disco è adrenalina pura senza nessuna fermata.

I Motorhead sono delle sporche belve, puzzano, sono barbari e grezzi. Sono dei brutti ceffi che nel bene e nel male sono state da esempio per molte grandi metal band, tra cui i Metallica. Sono dei vecchi ubriaconi, che però riescono ancora a fare “muovere” le persone, continuando a rievocare la faccia più immonda della generazione di 30 anni fa. Metallari, punks, hippies, bikers: tutti vedono in questi omoni con giacche di pelle, stivali e baffi, come un culto. Un culto che nonostante di tempo ne sia passato e ne passerà, resterà sempre lo stesso: il culto irrefrenabile di scatenarsi con la musica dei Motorhead!!

“We are Motörhead and we’re gonna kick your ass!”

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