Copertina di Muse Origin Of Symmetry
StefanoHab

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo e progressive, fan dei muse, ascoltatori curiosi di musica innovativa
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LA RECENSIONE

Non ce la faccio. Davvero non riesco a capire come una mente umana abbia potuto concepire un lavoro del genere. Semplicemente strabiliante. Conosciamo i Muse per il loro primo album "Showbiz" che già denotava le qualità di una band in gamba ma forse troppo vicina alle sonorità di altri gruppi, su tutti i Radiohead, con tutti quei suoni di pianoforte, etc. Insomma, "Showbiz" era un lavoro bellissimo ma forse non aveva la giusta carica per essere considerato un album di letale rock'n'roll.
Ebbene, tutto quello che mancava per rendere i Muse la band strabiliante che sono oggi lo troviamo in questo "Origin Of Symmetry", disco che definire spettacolare è dir poco.

È un rock particolare quello del trio inglese, una musica magica, incredibile, che ti prende, ti porta con sé e ti fa viaggiare attraverso mondi paralleli dove la simmetria ancora non esiste.

"New Born" apre l'album dolcissima su un tappeto di pianoforte, prima che la chitarra iperdistorta di Mattew Bellamy spazzi via tutto e tutti, come a mettere subito in chiaro che i Muse non sono più quelli di una volta. E così va avanti il CD, un viaggio in un mondo strano e malato, tra la voce soffusa e aspra di Matt, candide note di pianoforte che fanno il bello e il cattivo tempo, chitarre distorte che si disperdono in migliaia di soluzioni inverosimili, tra riff incazzati, assoli contorti e strabilianti, e un basso, quello di Chris, che si fa finalmente sentire in tutta la sua fottuta potenza!

Un quadro astratto del rock, un viaggio tra dimensioni inesplorate, con la psicotica "Space Dementia", la ballata "Plug In Baby" sostenuta da arpeggi distorti, l'incredibile "Citizen Erased" da rimanere a bocca aperta, la suadente "Darkshined" fino alla conclusiva e decadente "Megalomania" tutta basata sul gioco dell'organo e della voce, per vedere fino a che punto di sofferenza sa arrivare Mattew Bellamy (per la cronaca, il leader ha tre ruoli: voce, chitarra, tastiere). Per non parlare poi della cover di "Feeling Good"... gente, mettete una canzone come questa in mano ai Muse e ottenete un 'heavy soul' che è davvero qualcosa di spettacolare. Un capolavoro che vi farà rimanere a bocca aperta.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'album 'Origin Of Symmetry' dei Muse come un capolavoro di rock innovativo e potente che supera il precedente 'Showbiz'. L'autore descrive un viaggio sonoro che combina chitarre distorte, pianoforte, basso energico e la voce intensa di Matthew Bellamy. Le varie tracce sono analizzate come momenti di grande impatto emotivo e creativo, culminando nella cover di 'Feeling Good' definita spettacolare.

Muse

I Muse sono un trio britannico fondato nel 1994 a Teignmouth, noto per un approccio eclettico: dal rock alternativo all’elettronica, sinfonie barocche e derive pop mainstream. Celebri per live spettacolari, contaminazioni e testi distopici e paranoici.
81 Recensioni

Altre recensioni

Di  Sallu

 Tutto comincia piano e poi esplode, si sonnecchia per poi urlare, si raccontano sogni che si trasformano in incubi.

 I Muse forse sono ancora un po' troppo casinari e barocchi, per i miei gusti, ma questo cd è veramente bello.


Di  Starblazer

 Origin Of Symmetry è un capolavoro assoluto, l'E=MC2 del rock moderno.

 MUSE, GRAZIE DI ESISTERE.


Di  temi

 Origin Of Symmetry è un ottimo lavoro e ha confermato i Muse come una delle migliori band di ultima leva.

 Bellamy sfoggia un falsetto pazzesco, arrivando alle note più alte mai registrate da lui (Sol5).


Di  iosonoprog

 New Born, canzone eccezionale che inizia con un ottimo arrangiamento di pianoforte da far venire la pelle d’oca.

 Origin of Symmetry è sicuramente l’album di maggiore successo dei Muse ed anche che li ha consacrati come successori dei Radiohead sul trono dell’Alternative Rock Britannico.


Di  Tattone

 ‘Davvero troppa roba per non considerare il brano, come tanti altri di questo disco, un capolavoro.’

 ‘Considerato il coraggio, l’istrionismo e l’impatto della band, non mi sento di tenere conto di questo lieve calo finale.’