Copertina di Oasis Be Here Now
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Per appassionati di rock britannico, fan di oasis, critici musicali, ascoltatori curiosi di musica anni '90.
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LA RECENSIONE

Liam e Noel Gallagher sono due figli di zoccola con dei moci vileda al posto delle sopracciglia. Questo è un fatto assodato. Bonhead, Guigsy, Alan White? Un contorno di bastardi in brodo vegetale che non aggiunge (per fortuna) nulla.

Tre froci che stavano lì solo per fare casino e bere birra e poi, e poi Bonhead è un rognoso con gli occhi a palla come quelli di un pesce morto, un sottoproletario che puzza come una scatoletta di tonno al naturale aperta da sette anni. L’andropausa di un mondo. La tragedia del negativo. La tragedia dei Gallagher. Il problema è che quei due grandissimi stronzoni si sono disintossicati. Quella protesi della sua stessa minchia (che non è altro) di Noel Gallagher ha smesso di tirare merda su per il naso, la cocaina ha smesso di bruciargli le mucose e lui ha smesso di scrivere quella specie di sudiciume che, se vogliamo, dopo una botta in testa, poteva anche essere passabile come musica.

Ma niente di strepitoso: la colonna sonora ideale da tenere in sottofondo mentre provvedi all’igiene orale e passi dall’arcata dentaria inferiore a quella superiore. Ora quel minchia ci propina unicamente roba somministrabile solo a un ego generosamente carburato a latte di capra e cipolle fritte. Ma insomma! E noi.. lì, ad ogni album: questo è l’album della rinascita! Qui faranno un botto! Ma chi, ma come, ma che cosa!!! Col cazzo che compro un altro dei vostri dischi, tiè! Il primo barlume di diarrea è stato partorito con “Be Here Now”: una nenia sfrancica gonadi che dura undici tracce più il finale di “All Around The World” come traccia nascosta, bravi, bis, un altro di questo! Tua suocera.

Il disco inizia con “Do You Know What I Mean” e Liam Gallagher lì che inizia a lamentarsi così, un ibrido tra uno che è in preda a un attacco di colite spastica e un altro a cui hanno infilato un pezzo di legno nel culo. Una merda che va avanti per cinque minuti buoni, fin quando non decidi che ti sei completamente scacato e cambi canzone. Olè! Alziamo gli amplificatori! Questi cinque tossici a pois di Manchester pensano di essere i figli adottivi di Maynard dei Tool. Andate a sfracellarvi contro un muro. Poi c’è "Magic Pie: ora, dico io, chi ha dato il permesso di cantare a Noel Gallagher, quel cane di caccia bastardo, un lurido rosso pel di carota, uno stronzo in argento ottocentoventicinque, uno che sul palco dovrebbe salirci solo per smontarli i microfoni.. mah.. E ora due litanie speciali per teenagers che si spruzzano nelle mutande: “Stand By Me” e “I Hope I think I Know”... basta, per favore, andate a scopare, andate a legna, andate a un concerto di Povia, fate qualsiasi cosa. Musicalmente è finto, finto in maniera imbarazzante, roba che persino Boy George o quei tre cornuti che cantano “ Vamos A La Playa” avrebbero potuto inventarsi qualcosa di meglio, avendo come paroliere Nino Buonocore. Ma chi cazzo se l’ è comprato sto disco nel novantasette? Voglio i vostri nomi! Siete voi i nuovi terroristi, ma avete idea di che casino avete combinato sparando in giro per il mondo questi cinque tagliapalle assurdi???? Lo schifo emerge in tutta la sua completezza quando arriva “ Fade In Out” , la canzone che Natale Gallagher ha scritto mentre si faceva una pugnetta orchestrale sul tappeto nel bagno di casa sua guardando una foto di Cesara Buonamici, poi ha chiamato quell’altro finocchio immondo di Johnny Depp a suonare la slide e olè! Un bel piatto di genuina merda fumante, per tutti, per voi, anime pure del mio bidet. Il mio intestino inizia a chiamare l’ unità di crisi quando arriva “All Around The World” . Davvero non ci sono parole, basta sul serio, sono disgustato, a che cazzo mi serve quella chitarra acustica in mezzo a tutto quel casino? Vabbè. . siamo quasi alla fine, un’ altra striscia di coca e parte “It’ s Getting Better” .

E’ finita: avresti solo voglia di prenderli tutti quanti a calci nel culo fino a fargli seccare le palle, ma dico davvero, credetemi, uno schifo di melassa sdolcinata, pseudo ribelle per ultrapensionati novantenni che si pisciano nei mutandoni di lana. Avresti solo voglia di infilare una mano in bocca a Liam Gallagher e strappargli le tonsille per quanto fa schifo la sua voce da casalinga disperata che tromba con il commesso della “Folletto” . Prego madre natura di infradiciarlo di grappoli di foruncoli sul pene.

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Riassunto del Bot

La recensione esprime un giudizio fortemente critico e ironico sull'album Be Here Now degli Oasis, criticando in maniera aspra i membri della band e la qualità delle tracce. Viene sottolineata la delusione rispetto al passato e la percezione di un prodotto artefatto e poco interessante. L'opera è vista come un momento negativo nella carriera dei Gallagher.

Tracce testi video

01   D'You Know What I Mean? (07:44)

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02   My Big Mouth (05:04)

05   I Hope, I Think, I Know (04:24)

06   The Girl in the Dirty Shirt (05:49)

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07   Fade In-Out (06:54)

08   Don't Go Away (04:50)

09   Be Here Now (05:15)

10   All Around the World (09:22)

11   It's Gettin' Better (Man!!) (07:01)

12   All Around the World (reprise) (02:08)

Oasis

Gli Oasis sono stati una band simbolo del britpop britannico, guidati dai fratelli Noel e Liam Gallagher, noti per la loro rivalità, i continui cambi di formazione, le risse e una popolarità epocale negli anni '90. Icone working class, hanno segnato una generazione con melodie semplici, riff easy-listening, arroganza smisurata e una disarmante attitudine da stadio.
101 Recensioni

Altre recensioni

Di  Sallu

 Questo è un gran disco: carico di energia, rock allo stato puro.

 Io credo che Be Here Now sia un album sottovalutato, e di ciò ne sono convinto.


Di  TONI E FURMINI

 Finalmente Gli Oasis tornano gli Oasis, la traccia 4 è Stand by me canzone profonda e semplice che colpisce subito le persone.

 Sicuramente questo è uno dei peggiori cd degli Oasis, alla vigilia della sua uscita c'era grande attesa attorno a lui e lui ha deluso i fan.


Di  Lito

 Tutti i lavori degli Oasis hanno qualcosa da dire.

 Sembra proprio un cd da mettere in macchina, mentre si sta guidando verso chissà dove e chissà con quali pensieri per la testa.


Di  Kecco

 Unostile inconfondibile, accordi, suoni, musicalità, voci... espresso ai massimi livelli.

 Indescrivibile la goduria nell'ascoltare un album con cotanta perfezione sia testuale che musicale.


Di  ibelluca91

 Gli Oasis sembrano la copia di loro stessi e sembrano non potersi rialzare più dal baratro in cui sono caduti.

 "All around the world" è il capolavoro dell’album, con un ritmo incalzante e un finale quasi degno di "Champagne Supernova".