Premesso che considero Be Here Now l'inizio della fine degli Oasis, questo disco è purtroppo il suo vero e proprio seguito. L'opener è l'inutile "Fuckin' In The Bushes", un riff di chitarra che si protrae per quattro minuti e che sta ad evidenziare il vuoto creativo presente in questo quarto album. Va un pò meglio con il singolo "Go let It Out", non con la psichedelica "Who Feels Love", ma con le due tracce seguenti andiamo incontro a momenti che avranno pochi rivali nella storia del rock (in senso negativo: "Put Your Money Where Your Mouth Is" è l'ennesimo plagio del nostro Noel e "Little James", la prima (purtroppo non l'ultima) composizione di Liam dedicata al primogenito, si conclude con un deprimente coro in stile "chiesa"...
L'unica perla dell'album è "Gas Panic", potente e dallo spirito dark, strepitosa anche quando è proposta dal vivo. Dopo due modeste composizioni in cui è Noel a cantare, il disco si chiude con altrettanto insignificanti pezzi degni dei peggiori Oasis già intravisti nel precedente album. Purtroppo i tempi di Definitely Maybe e Morning Glory sono finiti...
Ogni band ha il diritto di provare ad evolversi e a non fossilizzarsi troppo su un unico genere.
Questo non è assolutamente un cd memorabile, ma resta comunque interessante per i fan.
Questi non sono più gli Oasis che distruggevano alberghi e gettavano i letti nei parcheggi!
‘Gas Panic!’ è il vero capolavoro del cd; rock psichedelico che cattura per tutti e 6.30 minuti di durata.
La Sensazione che ho avuto quando ho ascoltato per la prima volta questo album è stata quella di esser sospeso nel vuoto, accompagnato dal suono della chitarra che mi dava una certa sensazione di malinconia.
Gli Oasis hanno raggiunto l'apice del loro rock... 'Go Let It Out' e 'Roll It Over' sono davvero delle belle canzoni per non parlare poi del capolavoro 'Gas Panic'!
È difficile trovare un album che cominci in modo migliore di "Standing On The Shoulder Of Giants".
Gas Panic! probabilmente la migliore canzone del disco, maledettamente psichedelica.
Il disco più enigmatico e sofferto della loro carriera.
Una patina psichedelica che rende le composizioni meno immediate ma ugualmente ben fruibili dopo non molti ascolti.