Copertina di Opeth Ghost Reveries
fjelltronen

• Voto:

Per appassionati di metal progressivo, amanti della musica atmosferica e chi cerca album intensi e ricchi di sentimento.
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LA RECENSIONE

L'umido abbraccio autunnale, pioggia di emozioni recondite, preziosamente custodite tra foreste di antichi ontani. Venti di solitudine, sussurri dolorosi, sfuggenti boccoli biondi di aurea grazia, silenziose giornate illuminate da focolari freddi e spenti.
La malinconia sfavillante arde nei suoni di chitarre dalle tetre distorsioni, le carezze di tastiere nel buio di notti novembrine e gli acustici baci rubati ad estati orgasmiche.
Una voce dagli assurdi connotati narra storie tristi che di melenso nulla posseggono. Gutturalmente rabbiosa a tratti, stempera gli atteggiamenti sguaiati con tonalità tra il leggiadro e il litanioso.
Debordanti aperture sinfoniche danno sfogo alla convulsa bellezza di paesaggi delicati ma profondamente tenebrosi. Il romanticismo dilaniato serpeggia tra i contorni di lande abbandonate al gelo spietato, mentre calano le ombre su serate illuminate da fioche luci soffuse.
Il cantante è solo, piange di rabbia lancinante ma allieta simultaneamente con note di purezza mai dimenticata, ci trascina nel vortice di brezze autunnali, verso parchi silenziosi dove verdi manti erbosi fondono lacrime di brina luccicante in specchi d'acqua dai fodali scuri e fangosi.
Suoni metallici schiaffeggiano armonici tappeti melodiosi dolcemente vellutati, prepararano il viandante ad un lungo viaggio, una cavalcata in groppa a bianchi puledri dalle bronzee criniere. Criniere come fluttuanti lingue nebbiose annuncianti l'arrivo della regina dei sogni feriti e delle occasioni perdute, donna a lungo agognata e sempre sfuggente.
Il suo abbraccio apre le porte alla stagione delle nevicate, alla bellezza di terre fulgidamente sospese nel biancore accecante di ghiacciai eterni.
Un ultimo etereo sospiro conduce il viaggiatore al cuore, al centro di un inverno intriso di passioni incontenibili. Lentamente la sorgente delle lacrime si estingue ed i capelli si asciugano. "Ghost reveries" termina nel silenzio.


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Riassunto del Bot

La recensione celebra Ghost Reveries di Opeth come un album intenso e poetico, capace di trasportare l'ascoltatore in un viaggio emozionale tra paesaggi sonori cupi e raffinati. Le sfumature vocali e le aperture sinfoniche si fondono in un racconto musicale profondo, carico di malinconia e bellezza oscura. Un'opera vibrante, ricca di dettagli e sentimento, perfetta per chi ama il metal d'autore.

Tracce testi video

01   Ghost of Perdition (10:29)

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02   The Baying of the Hounds (10:41)

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03   Beneath the Mire (07:57)

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05   Reverie / Harlequin Forest (11:39)

07   The Grand Conjuration (10:21)

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Opeth

Gli Opeth sono un gruppo svedese nato nei primi anni '90, noto per la sua evoluzione dal death metal progressivo al progressive rock ispirato agli anni '70. Guidati da Mikael Åkerfeldt, hanno saputo mischiare growl e acustiche delicate, citazionismi prog e bordate metal, conquistando sia pubblico metal che prog.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  HenryChinaski1

 «Fin dalla cangiante opener 'Ghost of Perdition', la nuova emanazione degli Opeth si configura come una delle loro migliori uscite in assoluto.»

 «Un album che arricchirebbe anche, e soprattutto, chi di metal non ha mai apprezzato niente, ed è convinto che il genere sia solo grezzume.»


Di  Moro1

 I maestri svedesi hanno rinunciato alla tecnica fine a se stessa puntando su una musica sempre più emozionale.

 "Hours of the Wealth" è uno dei più bei arpeggi scritti dagli Opeth in tutta la loro discografia.


Di  malamela

 I tributi che gli Opeth in questo cd pagati ai Tool... è troppo, e non giustificato.

 Per definirlo in poche parole: Prevedibile, già ascoltato, nulla di nuovo.


Di  dying_sun

 È senz'altro eterogeneo quanto profondamente logico, è una cella infestata dopo un'ora di libertà, una luna spettrale dopo una giornata di sole.

 Ghost Of Perdition è una canzone degli Opeth, indubbiamente.