LA RECENSIONE

"Far far from here" direbbe qualcuno.

Non si andava così lontano da casa dai tempi di "Tab....25" dei Monster Magnet. 
Lontani da non distinguere più il sopra e il sotto, nei pressi di un buco nero virare di novanta gradi e ritornare a seguire, a debita distanza, l'ammiraglia Hawkwind. Veleggiando immersi nella flotta, fra Ozric Tentacles, Farflung, Amon Duul II e Vibravoid.
Monili di luce alla ricerca di un pomodoro nero.

Gli OSC sono un collettivo formato da nove elementi, provenienti da Danimarca Stati Uniti e Svezia.
I loro dischi sono lunghe, spontanee, jam session di qualche cosa che potrebbe essere sintetizzato in "spaceprogkrauthardrock", che si perdono tra sintetizzatori, effetti digitali e mixer analogici.

Lontani dalla possibilità di inutili etichette nel 2007 riportano sulla terra questo black tomato. Due flussi sonori divisi rispettivamente in cinque e tre sub-brani, e a chiudere una breve suite di follia spaziotemporale.

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Riassunto del Bot

The Black Tomato degli Oresund Space Collective propone un viaggio sonoro immersivo nel mondo del spaceprogkrauthardrock. Formato da nove elementi internazionali, il collettivo realizza lunghe jam session che fondono sintetizzatori e effetti analogici. L'album del 2007 si distingue per la sua originalità e per la capacità di evocare paesaggi spaziali e psichedelici, ricordando band come Hawkwind e Ozric Tentacles.

Tracce

01   Rumble, Part I (07:38)

02   Rumble, Part II (10:15)

03   Rumble, Part III (09:37)

04   Rumble, Part IV (08:05)

05   Rumble, Part V (02:58)

06   The Black Tomato, Part I (08:02)

07   The Black Tomato, Part II (11:45)

08   The Black Tomato, Part III (12:19)

09   Viking Cleaner (06:28)

Øresund Space Collective

Collettivo nato nell’aprile 2004 nell’area dell’Øresund, con musicisti da Danimarca, Svezia e USA. Propone space/kraut psichedelico in jam totalmente improvvisate, spesso registrate e mixate in analogico.
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