OSSI
OSSI

()

Voto:

Versioni: v1 > v2

Si presenta con una copertina decisamente psichedelica questo album che esce a nome OSSI. La cosa ha attirato subito, da vecchio frequentatore della scena garage-punk e neopsichedelica italiana, la mia attenzione. In realtà, dietro questa enigmatica sigla, troviamo Vittorio Nistri e Simone Tilli ovvero 2 membri della Deadburger Factory. Per chi ha ascoltato in passato i dischi dei Deadburger devo subito dire che ci troviamo fronte, in questo caso, ad una musica completamente diversa, molto in linea con le pulsioni psichiche evocate dalla visionaria copertina. Dove i Deadburger sono gli alfieri di un rock sperimentale che guarda alla contaminazione fra generi come jazz, elettronica e noise, gli OSSI hanno invece una visione “passatista” della musica (anche se, come vedremo, solo fino a un certo punto). Il loro è in effetti un rock psichedelico che paga il suo tributo a nomi storici come Fuzztones e Julian Cope ma anche a gruppi attuali come King Gizzard & The Lizard Wizard e Ty Segall. Tutto si spiega con la passione che Nistri e Tilli hanno sempre avuto per queste sonorità. Quindi hanno deciso di assoldare alcuni elementi che avessero il giusto “feeling” con questo nuovo progetto e chi allora meglio del mitico Dome La Muerte? Dome è lo storico chitarrista dei Not Moving, un gruppo importante della scena psichedelica italiana. Sempre alla chitarra è stato coinvolto anche Andrea Appino degli Zen Circus mentre alla batteria troviamo Bruno Dorella (Ovo, Bachi da Pietra). Al basso si cimenta in 3 tracce Carlo Sciannameo degli stessi Deadburger.

Nonostante le premesse, l’album suona molto meno “revivalista” di quel che si potrebbe pensare. Non siamo alle prese, per intenderci, con della musica sterilmente calligrafica verso certi modelli anni ‘60 come poteva talvolta capitare di ascoltare durante la citata stagione del revival garage-punk. Si è cercato di dare ad OSSI uno spirito moderno: l’attitudine sperimentale dei Deadburger fa ogni tanto inevitabilmente capolino. Non manca anche la componente elettronica anche se viene limitata a delle linee essenziali e grezze. I testi poi (rigorosamente cantati in italiano, altra scelta controcorrente in questo genere) sono assolutamente degni di interesse nel loro essere iconoclasti. Sono il documento della realta’ “ultra-weird” in cui viviamo come viene da loro stessi definita. Troviamo il campionamento di alcune voci fra cui quelle di personaggi politici come Salvini e l’ex assessore alla sanità lombarda Giulio Gallera. La nostra Italia attuale viene dissezionata senza pietà in tutte le sue follie e contraddizioni. I brani sono frizzanti ed energici: l’effetto complessivo è surreale: le atmosfere tipicamente anni ‘60 sono calate in un contesto contemporaneo sia per i testi sia per certe soluzioni sonore. Le chitarre acide al punto giusto e gli effetti elettronici creano il giusto amalgama. Sembra di ascoltare una versione garage-punk delle Mothers Of Invention!

Andrebbe inoltre segnalato l’aspetto grafico di quest’opera, di assoluto pregio e molto curato (nello stile che ha sempre contraddistinto i Deadburger) che riunisce 2 firme della storica rivista Frigidaire. Lo scheletrino che campeggia sulla front cover è di Andrea Pazienza mentre il logo (sempre sulla front cover) e i mostri sulla back cover sono invece opera di Ugo Delucchi (allievo di Pazienza). All’interno della copertina gatefold troviamo anche un booklet sempre di Delucchi. Il progetto grafico è di Gabriele Manconi. Non posso che consigliarvi caldamente questo disco di culto di questi fantastici storyteller psichedelici che portano una ventata di freschezza in un panorama musicale italiano asfittico e deprimente.

Disponibile su Bandcamp: https://snowdonia.bandcamp.com/album/ossi-album-su-lp

Carico i commenti... con calma