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Pink Floyd - The Gunner's Dream "The Final Cut" dei Pink Floyd, fu un album profondamente introspettivo, più che un lavoro collettivo quasi un’opera solista di George Roger Waters, arrivò dopo l'enorme successo di "The Wall" e ne riprese in parte il tono cupo e teatrale, ma si sposta ancora più decisamente su temi personali e politici. Fu dedicato al padre di Waters, deceduto durante il secondo conflitto mondiale, e ruota intorno al trauma della guerra, alla memoria ed alla disillusione del mondo moderno, non è proprio un concept album nel senso classico, però i brani sono legati da un filo emotivo e narrativo molto forte, ovvero raccontano la rabbia, la perdita e il senso di tradimento nei confronti dei leader politici, uno dei bersagli principali è in particolare il governo di Margaret Thatcher con la Guerra delle Falkland.
Waters esprime una feroce critica alla guerra, descritta come un inutile sacrificio umano, conducendo l’ascoltatore in una visione disincantata e amara, a livello musicale è assai diverso dai "classici" Pink Floyd, con meno spazio alle lunghe parti strumentali, con più enfasi sul cantato, sui testi e gli arrangiamenti orchestrali. Qui David Jon Gilmour con la sua chitarra è meno dominante rispetto agli altri album, ciò riflette anche le tensioni interne nella band, che proprio in quel periodo si stava sfaldando. Era il 21 Marzo del '83 quando uscì "The Final Cut". #storie
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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