Copertina di Panda Bear Sinister Grift
mojo

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Per amanti del pop psichedelico, fan di panda bear, appassionati di musica indie e sperimentale
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LA RECENSIONE

Con tanti saluti a Brian Wilson e al magic pop dei sessanta. Anche se poi, di primo acchito, a venirmi in mente è stata Cindy Lee. Ma Cindy Lee era un filmino super otto fuori fuoco, un solaio pieno di polvere. Qui invece una intera impresa di pulizie rassetta e mette le cose a posto. Difficile essere più cristallini. E poi, ok, un colpo al cerchio e uno alla botte, perché se mezzo disco è pieno di sole, l’altro mezzo viaggia dentro quella gentilissima trance chiamata malinconia. Che poi, aldilà del mezzo e mezzo, è anche vero che le cose si confondono, un filino di luce spariglia sempre l’ombra e un filino d’ombra spariglia sempre la luce. Secondo i filosofi è così che vengon fuori le scintille.

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Riassunto del Bot

Sinister Grift di Panda Bear è un album che equilibria magistralmente sonorità pop cristalline con una delicata malinconia. La recensione sottolinea l'influenza del pop anni sessanta, citando Brian Wilson, e una produzione pulita e raffinata. L'opera è un viaggio tra luce e ombra, con atmosfere trasognate che mescolano brillanti momenti di solarità a tocchi di dolce tristezza.

Panda Bear

Panda Bear è lo pseudonimo di Noah Lennox, musicista statunitense e membro fondatore degli Animal Collective. Trasferitosi a Lisbona, è noto per un pop visionario fatto di armonie stratificate, campionamenti e riverberi. Tra i suoi lavori più celebri spiccano Person Pitch e Tomboy, oltre alla collaborazione con Sonic Boom in Reset.
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