Copertina di Paul Chain Cosmic Wind
brat12

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Per amanti della musica sperimentale, fan di doom e spacerock, ascoltatori di psichedelia e ambient, appassionati di soundscape e viaggi sonori
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LA RECENSIONE

2003 

Spazio profondo, attorno a noi solo il silenzioso e desolante buio dell'infinito. 

...

Spazio vuoto, i polmoni urlano la loro fame d'aria, la voce urla il suo inevitabile silenzio.

Poi, in lontananza, una luce rossa e gialla. Velocemente si avvicina a noi, una galassia. Ci fa suoi, ci ingloba e ci trasporta attraverso le profondità extrasensoriali dello spaziotempo del nostro io, dove materia e non materia si fondono a costruire immagini mnemoniche, pensieri, sensazioni.

Paul Chain dopo "Sign From Space" ci riprova con "Cosmic Wind". Riprova a separare  il nostro corpo dalla nostra percezione fisica; la nostra ragione, dal nostro presente. In un lavoro di quarantotto minuti suddivisi in  due tracce, l'ex Death SS manipola sonorità spacerock, doom, e  una buona dose di elettropsichedelica improvvisazione, al fine di lanciarci in un viaggio tra pianeti pulsanti, comete gassose, nubi elettriche, e cadute libere verso pallidi oblii. 

Stonermetal che diventa ambient, pensieri che diventano immagini,  suoni che diventano colori.

 

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Riassunto del Bot

Cosmic Wind di Paul Chain è un album sperimentale che mescola spacerock, doom e psichedelia elettro in un'esperienza sonora di quarantotto minuti. L'artista guida l'ascoltatore attraverso un viaggio immaginifico nello spazio profondo dove i suoni evocano immagini e sensazioni intense. Un lavoro che unisce ambient e stonermetal per trasportare corpo e mente oltre i confini della percezione fisica.

Tracce

01   Cosmic Wind Part 1 (25:55)

02   Cosmic Wind Part 2 (22:16)

Paul Chain

Paolo Catena, noto come Paul Chain, è un musicista italiano di Pesaro. Fondatore con Steve Sylvester dei Death SS (1977), ha proseguito con i Violet Theatre (dal 1984) e poi in carriera solista, spaziando dal doom al rock cosmico. Celebre per l’uso di una lingua fonetica inventata e per collaborazioni come quella con Lee Dorrian. L’attività con il nome Paul Chain si è conclusa nel 2003.
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