Copertina di Paul Chain Opera Decima - The World of the End
Cervovolante

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Per appassionati di musica dark, doom, sperimentale, elettronica anni '70 e prog italiano, oltre a cultori di sonorità d'avanguardia.
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LA RECENSIONE

Paul Chain è uno degli artisti maledetti della nostra penisola. Fondatore, assieme a Steve Sylvester, dei mitici Death SS, ha poi intrapreso una carriera solista sorprendente nel solco di sonorità coraggiose e sperimentali. Al di là di qualsiasi vuota etichetta e sterile classificazione ci troviamo di fronte ad un grande artista. Un disco come Violet Art Of Improvisation”= è, a suo modo, un capolavoro ineguagliato di grande musica in cui confluiscono svariate influenze come doom, sperimentazione, psichedelia e Krautrock. Paul Chain è infatti un grande estimatore del prog italiano anni ’70 e, non a caso, è stato il produttore degli A Piedi Nudi, un gruppo che ha rinverdito i fasti del mitico Balletto di Bronzo. Il musicista di Pesaro è anche devoto al Krautrock e al suono degli Amon Düül II e del maestro della Musica Cosmica Klaus Schulze.

E, in questo senso, Opera Decima (ristampato di recente in cd dalla Minotauro), uscito in un sontuoso confanetto limitato - per la mitica Minotauro di Pavia - che racchiudeva 3 Lp, è un omaggio all’elettronica tedesca degli anni ’70 e a Klaus Schulze . “Opera Decima” è dedicato a Johann Sebastian Bach. La prima traccia – “Dogma” lunga oltre 40 minuti, è un viaggio delirante e catartico nei meandri più oscuri della mente umana: è un autentico trip delirante con un organo malato e maligno in evidenza – non mancano i riferimenti a Irrlicht e Cyborg di Schulze - che fa fuoriuscire note che evocano una dimensione soprannaturale. Forse, se devo fare paragoni, mi viene in mente Anno Demoni"degli Antonius Rex che però non si erano spinti a livelli così estremi. Con “The Face” entriamo in territori ancora più sperimentali e astratti. “Domino” sembra suonata in una chiesa sconsacrata da un prete pazzo che, dal pulpito, evoca i Grandi Antichi lovecraftiani: la musica è pacata ma, allo stesso tempo, minacciosa: la seconda parte è pura Cosmica tedesca. Ma tutto il resto del disco si mantiene sempre su livelli d’eccellenza fra pulsazioni provenienti dallo spazio profondo come in “Sickness Radio” e ritmiche minimali in “Get Down”. Chiude, omaggiando ancora i Corrieri Cosmici, l’elettronica di “In Days Of Snow”.

Opera Decima è un disco di culto, un lavoro monumentale e nero a suo modo unico e originale: si tratta di un manifesto di arte dark purissima e senza compromessi.

https://paulchain.bandcamp.com/album/opera-decima

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Riassunto del Bot

Opera Decima di Paul Chain è un album monumentale che fonde sonorità doom, dark e sperimentali con la tradizione della musica elettronica tedesca anni '70. Dedicato a Bach, il disco si distingue per tracce lunghe e catartiche, evocando atmosfere oscure e cosmiche. Un'opera dura, di culto e unica, apprezzata per la sua originalità e profondità artistica.

Tracce

01   Dogma (Part I & II) (43:21)

02   The Face (23:20)

Paul Chain

Paolo Catena, noto come Paul Chain, è un musicista italiano di Pesaro. Fondatore con Steve Sylvester dei Death SS (1977), ha proseguito con i Violet Theatre (dal 1984) e poi in carriera solista, spaziando dal doom al rock cosmico. Celebre per l’uso di una lingua fonetica inventata e per collaborazioni come quella con Lee Dorrian. L’attività con il nome Paul Chain si è conclusa nel 2003.
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