Copertina di Penetration Moving Targets
Yosif

• Voto:

Per appassionati di punk rock, fan del punk anni '70, amanti della musica britannica, collezionisti di vinili e riedizioni, ascoltatori di voce femminile energica nel rock
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LA RECENSIONE

Tra le tante rilevanti band dell'ondata punk 77 britannica, un occhio di riguardo va sicuramente ai Penetration, gruppo fondato nel 1976 in quel di Durham, tra i pochi ad essere capitanati da una leader femminile. E che leader, quella carismatica ed energica Pauline Murray all'epoca appena 18enne, che tanto ricordava, nella voce incredibilmente simile, la grande Siouxsie Sioux, che in seguito prenderà parte anche al progetto "The Invisible Girls" seguita a ruota da Robert Blamire (già bassista degli stessi Penetration). Il chitarrista Neale Floyd, il tastierista/chitarrista Fred Purser e il batterista Gary Stallman completavano il quadro di questa band scioltasi appena 3 anni dopo, nel 1979.

Ogni appassionato che si rispetti conoscerà sicuramente il classicone punk "Don't Dictate" (1977), cavallo portante della discografia Penetration, ed ormai tra i brani più annoverati e rispolverati dell'imponente scena britannica, ma questo "Moving Targets", album d'esordio del 1978, non è solo quanto si ci potesse aspettare con questo primo singolo uscito un anno prima, (che comunque fu omesso dall'lp originale), e l'accattivante voce della versatile Murray (come non puo conquistarti quella vocina di "Nostalgia", e gli strilli di "Movement); tanti sono infatti gli ottimi spunti che tale disco offre, a partire da un ottimo Robert, per passare a svariati interessanti episodi evidenziati in seguito, nell'arco dei suoi 51 minuti di durata. La versione in mio possesso, qui recensita, e ad oggi quella più reperibile, è la riedizione 2006, edita su Captain Oi!, uguale nell'artwork e nell'ordine della track originale, se non fosse che agli 11 pezzi di quest'ultima, aggiunge 5 brani (4 tratti dai vinili dei due singoli Life's A Gamble, e Firing Squad, bellissimi i cori in entrambi), e chiaramente Don't Dictate.

Ma quando si parla di Moving Targets, bisogna far presente la sua doppia (diciamo pure tripla) natura*, e gli interessanti spunti di cui parlavo: chi infatti col singolone portante potesse aver pensato ad un concept album-band completamente Punk oriented, sarà rimasto spiazzato e si sarà dovuto ricredere ascoltando questo album, che tra le molteplici influenze, puo essere inquadrato come un ibrido tra punk rock, new wave, e rock*. Rispetto alle altre storiche band e prodotti UK del periodo, i Penetration potevano vantare anche una produzione meno lo-fi, un suono decisamente più professionale, e alcune buone trovate (basti pensare alle inserzioni di marimba sulla cadenzata "Too Many Friends", o i rumori metallici e riff oscuri/ossessivi della cover di Patti Smith "Freemoney"). Ecco quindi Pauline dare il 100 % con fare dinamico e potente, sulla cavalcata "Future Daze" (particolarissimi i gorgheggi vocali nel ritornello), la tagliente e veloce "Money Talks", e la superba "Silent Community" (addirittura Michael Jackson 10 anni dopo, nella totale ignoranza generale ne sgamerà il giro per la sua hit Smooth Criminal), ma se ne esce bene anche nei frangenti più lenti e riflessivi, come la bellissima "Reunion", con le sue campane, (dove viene scomodata niente di meno che un improbabile Hotel California a cui si rifà vagamente), e nei brani a cavallo di questi 2 concept, vedasi "Lover Of Outrage" e "Vision", canzoni che partono con modalità semi-ballad, con tanto di introduzione lenta e Pauline in versione aggraziata, e chiudono in un continuo crescendo con chorus scatenati, in particolare gli ultimi 30 secondi di Vision, -complici chitarrista e batterista in grande spolvero- sono qualcosa di spettacolare. I due si ripeteranno a grandi livelli su "Stone Heroes", con i suoi martellanti ritmi di batteria, e insoliti assoli orientaleggianti.

La sola presenza di Don't Dictate (traccia numero 12, la prima delle 5 track aggiunte), in questa riedizione lo rende sicuramente un prezzo pregiato, ed un prodotto senza dubbio appetibile, il brano, è inutile ricordarlo, è un pezzo di storia che vale l'intera spesa. Un album e una band, che sebbene non abbia avuto molto eco (eccezione fatta per quest'ultima), ha contribuito alla causa britannica, e merita di essere ricordata su queste pagine, curioso come Moving Targets dopo 33 anni suoni ancora attualissimo!

TRACKLIST

Future Daze | Life?s A Gamble | Lover Of Outrage | Vision | Silent Community | Stone Heroes | Movement | Too Many Friends | Reunion | Nostalgia | Free Money BONUS TRACKS Don?t Dictate | Money Talks | Firing Squad | Never | V.I.P.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album d'esordio 'Moving Targets' dei Penetration, una band punk britannica degli anni '70 guidata dalla carismatica Pauline Murray. Pur essendo noti soprattutto per il singolo 'Don’t Dictate', il disco si distingue per un mix di punk, new wave e rock con una produzione più curata. La riedizione 2006 include tracce bonus che arricchiscono l’esperienza musicale. L’album è considerato ancora attuale e merita attenzione per la sua singolare triplice natura sonora.

Tracce video

01   Future Daze (02:58)

02   Life's a Gamble (02:59)

03   Lovers of Outrage (03:56)

04   Vision (03:24)

05   Silent Community (03:29)

06   Stone Heroes (03:15)

07   Movement (03:22)

08   Too Many Friends (03:13)

09   Reunion (03:59)

10   Nostalgia (03:49)

11   Freemoney (04:48)

Penetration

Penetration è una band punk britannica formata a Durham nel 1976, guidata dalla cantante Pauline Murray. Il singolo "Don't Dictate" (1977) e l'album d'esordio "Moving Targets" (1978) sono i lavori più noti. La formazione si sciolse nel 1979.
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