Copertina di Peter Gabriel Peter Gabriel IV
Grasshopper

• Voto:

Per appassionati di musica world, fan di peter gabriel e genesis, amanti della musica etnica e sperimentale, cultori degli anni '80
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Dopo i primi due timidi e incerti tentativi di spiccare il volo dal caldo e sicuro nido Genesis e dopo un terzo album già più maturo e personale, al quarto tentativo Peter Gabriel trova finalmente la corrente amica, quella che gli permetterà di raggiungere quote elevatissime, con un picco da vertigini nel capolavoro "Passion", vero modello da porre all'attenzione di chi elargisce troppo facilmente qua e là patenti di "musica etnica". La sua inquieta fame di ricerca musicale comincia ad essere saziata grazie alla scoperta del primitivo fascino dei suoni tribali africani, adattati al gusto occidentale mediante certosine elaborazioni elettroniche, che Peter realizza da maestro nel personale studio di registrazione, che è poi la sua casa. Il suono di questo album va in direzione opposta alle tendenze in voga negli anni '80: invece di un impasto di morbidi bassi e pulite batterie, qui prevale una base ritmica secca e prepotente, che a tratti sembra offuscare gli altri strumenti e anche la voce. Ciò è particolarmente evidente nei brani di ispirazione africana, come la scatenata "Kiss Of Life", vero festival del tamburo, e soprattutto la travolgente "The Rhythm Of The Heat", con partenza in sordina e magico crescendo di tensione, creato sia dalla batteria, sempre più perentoria, sia dalla voce di P.G., sempre più drammatica, con la ciliegina sulla torta della fragorosa entrata di una sezione di vere percussioni africane nel pirotecnico finale. Altro capolavoro concepito in crescendo è "San Jacinto": qui il compito di creare un clima di attesa è affidato ad un motivo orientaleggiante suonato dalle tastiere, che sembra avvolgersi su sé stesso fino ad ipnotizzare l'ascoltatore, preparandolo ad apprezzare in pieno il maestoso e coinvolgente finale. Del resto, sia pure architettata in modo più complesso, anche la suggestiva "Lay Your Hands On Me" basa molto del suo fascino sul crescendo che dalle strofe quasi sussurrate porta alla disperazione lancinante del motivo principale, sottolineata anche da nervose scariche di batteria. Anche i brani più elementari valorizzano le sonorità delle percussioni: vale per "Shock The Monkey", il successone del disco, e per l'altrettanto brillante "I Have The Touch". Poderosi interventi di batteria non mancano neanche in quello che sembrerebbe avvicinarsi ad un lento, "The Family And The Fishing Net", momento più tetro e misterioso del disco e unico esempio di continuità con il clima prevalente nel terzo album. In mezzo a tanto movimento spicca un solo esemplare di canzone melodica, uno solo ma di rara bellezza: con "Wallflower" Peter Gabriel fa capire che se il suo interesse è attualmente rivolto ai ritmi primitivi, non vuol dire che le origini genesiane siano state dimenticate: dal vellutato inizio, con note di pianoforte che emergono da una nebbia di suoni elettronici, al sontuoso finale, decisamente strappalacrime, è commmozione pura. Rende più vario e completo un ottimo disco.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Peter Gabriel IV segna il punto di svolta artistica della carriera solista di Gabriel, che fonde ritmi tribali africani con elettronica sofisticata. L'album si distingue per batterie decise e la sua forte impronta etnica, evidenziata in brani come "The Rhythm Of The Heat" e "Kiss Of Life". La presenza di una sola ballata, "Wallflower", arricchisce il disco con un tocco emotivo e melodico. Un'opera matura e innovativa, apprezzata per la sua originalità e forza ritmica.

Tracce testi video

01   The Rhythm Of The Heat (05:15)

Leggi il testo

03   I Have The Touch (04:33)

Leggi il testo

04   The Family And The Fishing Net (07:02)

05   Shock The Monkey (05:25)

Leggi il testo

06   Lay Your Hands On Me (06:03)

Peter Gabriel

Peter Brian Gabriel (nato il 13 febbraio 1950) è un cantante, autore e produttore inglese; fu il cantante originale dei Genesis e ha sviluppato una lunga carriera solista che spazia dal rock sperimentale alla world music e alle colonne sonore.
46 Recensioni

Altre recensioni

Di  paolofreddie

 Avrei bisogno di sentire i brividi sulla schiena e sulla testa al partire di "The Rhythm of the Heat".

 Vi piacerebbe stare in un'isola deserta, seduti sulla spiaggia con i piedi nell'acqua fresca, pronti a risporcarli e a metterli in moto al suono della vostra musica?


Di  R13569920

 Un ascolto scioccante, un album innovativo e coraggiosissimo.

 Un disco da portarsi sull'isola deserta, da regalare ai propri figli perché sappiano e non vengano sommersi dal ciarpame musicale e culturale.