Peter Gabriel
Peter Gabriel IV

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Il giorno dopo l’uscita nei negozi del quarto album senza titolo di Peter Gabriel (1982, ‘Security’ negli States) un amico ed io evitammo la scuola per comprarlo, e ci chiudemmo a casa per ascoltarcelo in santa pace, pieni di aspettativa per quello che il meraviglioso predecessore di due anni prima lasciava intuire. Un attento esame della copertina ci indusse a fare penombra nella stanza per una questione d’atmosfera, e nel silenzio la puntina scese sul lontano crescendo di tamburi sintetizzati di ‘Rhythm Of The Heat’. Dopo i primi due brani eravamo letteralmente agghiacciati, e le temporanee pause di relativa normalità non servirono a lenire il pathos della terribile ‘Family And The Fishing Net’ o della drammatica ‘Lay Your Hands On Me’. Un ascolto scioccante, un album innovativo e coraggiosissimo, un motivo in più per accettare l’ormai lontana e compiuta defezione dell’Arcangelo Gabriele dal libro della Genesi. Troppo diverso, troppo alieno ed intellettuale, troppo lontano dal rock delle origini.

‘Peter Gabriel IV’ (com’è sempre stato chiamato il disco) è ancora oggi uno degli ascolti che hanno segnato la vita e la sensibilità artistica di tanti fra noi. La bellezza cristallina del terzo album, molto futuribile nel suono eppure in qualche modo ancora comprensibile e ‘rock’, sfocia qui in un saggio drammatico, coinvolgente ed avvincente sull’antropologia dell’uomo, sulle diversità e sulle culture presenti e scomparse, sulla world music e sull’inconscio collettivo e primevo, sulle paure dell’uomo e sull’Africa che c’è in ognuno di noi. Gabriel mette la sua ultima terribile maschera – una maschera africana – e non a caso chiama a partecipare l’amico Peter Hammill, il cui contributo al kick-start del pregevole progetto Womad era stato nel 1980 il terribile e misterioso brano ‘A Ritual Mask’, incubo africano di rara forza e dissonanza. (Lo stesso contributo inedito di PG, 'Across The River', prefigurava per chi aveva avuto l’attenzione di far caso al doppio vinile tematiche ed epicità proprie dell’album a venire).

L’apertura è delle più intense che sia dato immaginare, laddove un gorgheggio strozzato sopra l’ipnotico tappeto delle percussioni ci scaraventa nell’incubo primevo delle scioccanti esperienze di Carl Gustav Jung in Africa. L’oscuro africano, la forza della terra e quella della lancia che ferisce ed uccide, il retaggio ed il richiamo del sangue, il rifiuto della tecnologia e del mondo occidentale (‘smash the radio’) trovano un culmine terribile nel frastuono tribale dei Drums of Burundi, per spegnersi in un’eco piena di pathos ed accogliere le marimbe asimmetriche di ‘San Jacinto’. È un pattern circolare in tempi dispari, ripreso direttamente dal minimalismo di Steve Reich, quello che ci porta in un luogo immaginario di sepoltura dei pellerossa, intriso di analoga magia e di spiriti elementali: un luogo di forza e suggestione supreme, in cui dalla terra salgono le voci degli Indiani morti che parlano di un popolo fiero e coraggioso, della sua tenacia, del suo diritto a vivere e della sua unione con gli spiriti degli animali e della natura. Un brano struggente e liricissimo, forse la migliore interpretazione di sempre di Peter Gabriel (palesemente molto coinvolto a livello emozionale), che vede nella conclusione della prima parte (‘I hold the line…’) il punto più epico della sua testimonianza civile, culturale e politica. Anche in concerto il lungo brano si concluderà con le voci dei pellerossa morti, una terribile denuncia per una terribile pagina della storia dell'uomo, e migliaia e migliaia di spettatori nelle arene di tutto il mondo alzeranno nuovamente il pugno e le voci con Peter, come avevano gridato e continueranno a gridare per la sacra memoria di Steven Biko e dei martiri dell’apartheid.

Inutile dire che il resto dell’album si mantiene sulle coordinate aliene dei due pezzi iniziali. Chiarito il contesto in modo perentorio, l’autore si permette qualche ottimo interludio solo apparentemente meno impegnativo – ‘I Have The Touch’, la famosa ‘Shock The Monkey’, la conclusiva ‘Kiss Of Life’ (in 10/4!) – in mancanza di cui avremmo collassato ben prima di consumare l’album, ma la ricerca sonora resta ai livelli più alti con uso costante di steel drums, noise gate, dell’innovativo stick bass di Tony Levin, delle percussioni tribali di Jerry Marotta e soprattutto del Fairlight, che qui non viene certo usato come sui dischi di Ramazzotti (non mi dispiace per Ramazzotti). Il superbo campionatore Fairlight consente a David Lord e Larry Fast, ed allo stesso Gabriel, di utilizzare frammenti dei suoni ambientali più sinistri ed inconsueti (suoni dell'acua, del vento e delle rocce), e processarli per modificare il suono degli strumenti, in particolare (ma non solo) delle tastiere. Lo stranissimo pattern percussivo dell’inquietante e tribale ‘Lay Your Hands On Me’ (durante la cui esecuzione PG inizierà a farsi prendere e trasportare fisicamente dal pubblico) deriva, ad esempio, dal suono di un ciottolo che rotola.

Suoni e fischi e voci cavernose, e batteria al contrario, e stick bass e Fairlight come se piovesse compongono invece la terribile ‘The Family And The Fishing Net’, in cui l’apporto anche concettuale di Peter Hammill si fa notevole. È il brano più ‘pauroso’ ed oscuro mai realizzato da Peter Gabriel, storia e incubo sanguinoso di tremendi riti tribali di matrimonio e congiunzione di sangue e carne, un pezzo senza risoluzione e senza uscita dotato di una metrica irregolare e minacciosa. Un incubo anche dal vivo, che sull’album contrasta con l’unico brano veramente pieno di luce del disco: la bellissima e vibrante ‘Wallflower’, canzone di denuncia ma anche di speranza, storia e resoconto di tutti i torturati ed uccisi per motivi ideologici nel mondo con particolare riferimento ai desaparecidos sudamericani. Come sempre, Gabriel non si limita a cantare e piangere la loro sorte ma invita all’impegno civile e politico, la voce è ferma ed è fiera, il pugno è alzato ancora una volta, ed il nostro con il suo, ancora una volta. Peter venne in Italia nel tour che seguì all’album e mi persi anche io nella marea delle voci e delle mani alzate, uno dei live set più belli e coinvolgenti cui abbia mai avuto la fortuna di partecipare, anche perché in quegli anni il nostro aveva una voce senza pari ed una presenza scenica ed intensità espressiva davvero ineguagliate.

Al termine dell’estenuante serie di concerti, Peter pubblicherà un entusiasmante doppio live e si fermerà tre anni per ripensare il proprio percorso artistico, consapevole di non poter andare oltre in questa direzione. Coronamento e summa di tutte le intuizioni che lo avevano portato nel giro di sei anni da ‘Here Comes The Flood’ a ‘San Jacinto’, il quarto album di Gabriel resta l’opera più estrema ed incisiva mai registrata da questo artista ed una delle più personali e coraggiose mai realizzate. Un disco da portarsi sull'isola deserta, da regalare ai propri figli perché sappiano e non vengano sommersi dal ciarpame musicale e culturale, un album che prende allo stomaco e brilla di una luce inestinguibile nonostante i trentadue anni di distanza dalla sua uscita.

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Commenti (Venti)

hjhhjij
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Recensione perfetta, disco da brividi. Ah, i cori di Hammill su "The Family and the Fishing Net" (in cui davvero nelle liriche sembra di sentire, come dici tu, un forte apporto anche concettuale del genio di Ealing) sono un qualcosa di sublime, come sublime è l'intensità di "San Jacinto". Straordinario, sebbene abbia una predilezione particolare per il capolavoro precedente e sebbene dovessi scegliere, pistola puntata alla testa, un disco solo di Gabriel io sceglierei "Passion". A parte questo qui è tutto perfetto. Ps: la mia memoria fa brutti scherzi (a 21 anni, andiamo bene) ma il falsetto di "Shock the Monkey" era di Gabriel o di Hammill ?
BËL (00)
BRÜ (00)

R13569920: Direi di Gabriel...
hjhhjij: Ah perché Hammill partecipa anche a quel pezzo ai cori e non so dove lessi anni addietro che quel falsetto era di Hammill, cosa di cui non sono mai stato certo, infatti...
De...Marga...
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Doppio cinque ed ennesima pagina da cineteca; e che bello leggere questa corrispondenza, questa sorta di simbiosi mediatica che si è creata tra il recensore ed il ragazzo della capitale (hjhhjij). Bravi ad entrambi. Aggiungo che il brano "The Family and The Fishing Net" è stato ripreso da un mio carissimo conoscente musicale, un parente in parole povere: Les Claypool (cugggino) ed i suoi PRIMUS. Alegar.
BËL (00)
BRÜ (00)

R13569920: Eh, eh... conosco la bella cover dei Primus, piuttosto fedele all'originale. Les Claypool ha un tocco nello scegliere i brani da reinterpretare... Have A Cigar, per esempio... insolita.
hjhhjij: Belle le cover dei Primus, anche "Intruder" è niente male DeM.
De...Marga...: Dico una "bestemmia": la versione di "Have a Cigar" dei Primus la preferisco a quella originale dei Floyd...Orrore o forse no!!!
hjhhjij: Tu con i Primus sei come me con i Van Der Graaf quindi ti capisco. Ma non concordo. C'è un Roy Harper in più in mezzo (e devo proprio decidermi ad ascoltarlo quel mostro)
hjhhjij: Oh, grande cover eh, non fraintendiamo.
De...Marga...: Che poi non ho detto che quella originale sia brutta, intendiamoci. Ma come dici giustamente tu io dei PRAIMUS preferisco tutto a tutti.
hjhhjij: Già, io posso solo dire che in entrambe le versioni è un ottimo brano. Ed ecco una questione che mi interessa: la pronuncia del nome. Lo so che loro lo hanno americanizzato e quindi dovrebbe essere Praimus eppure il loro nome viene dal latino e io l'ho sempre pronunciato Primus così come è scritto :)
De...Marga...: Ho scoperto i PRAIMUS (Primus) con il disco sulla navigazzzione nei mari di formaggio ed inizialmente lo pronunciavo alla latina. Poi fu lo stesso Les ad illuminarmi la prima volta che li ho visti dal vivo: PRAIMUS. E così sia. Comunque un monumento, per me tutta la loro discografia...PORK SODA...(Mai neim is mad................).
hjhhjij: E certo è l'ironizzazione e la parodia del latino, che ti aspettavi da quel pazzo demente furioso ? :D
federock: Allora: il pezzo dei Pink è un pezzodellamadonna. La cover è buona ma non aggiunge nulla di chè, quindi rimane l'originale il top, anche e soprattutto per la performance incredibile di questo Roy Harper che in effetti manco io conoscevo. Hijijiji hai 21 anni???? Zio cane e conosci già tutta sta musica? Non sei mai andato a scuola, dì la verità, e hai passato tutto il tempo della tua vita sui dischi.... non si spiega altrimenti la cosa!!!!
hjhhjij: Ma io Roy Harper lo conosco, malauguratamente, ancora solo per "Have a Cigar". Non ho voluto ascoltare niente a pezzi e bocconi (tranne passaggi di "Stormcock" che dev'essere una roba assurda) perché è davvero uno da ascoltare con grande attenzione. Con Harper sto messo come te, so solo che tanta gente qui di cui mi fido ne dice mirabilie e so che corrisponde ai miei gusti (piuttosto larghi lo ammetto).
hjhhjij: Inoltre in questi giorni-settimane 3-4 utenti di numero hanno tirato fuori almeno 100 gruppi-artisti che non conosco e che potrebbero pure piacermi. Maledetti!
EverardBereguad
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Scusate ma la cover dei Primus non era "Intruder"?
BËL (00)
BRÜ (00)

R13569920: Anche.
Stanlio
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Se non ricordo male, diversi brani qui citati sono andati a comporre parte della colonna sonora di "Birdy - Le ali della libertà" un bel film del 1984 di Alan Parker.
BËL (00)
BRÜ (00)

R13569920: Brani da PG3 e PG4, in versione strumentale.
Buzzin' Fly
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.Peter Gabriel solista non mi ha mai entusiasmato, come del resto non mi sono mai interessati più di tanto i Genesis. Questo è l'unico suo lavoro che mi piace veramente. Dovrei sentire " Passion"
BËL (00)
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TheJargonKing
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capolavoro, caposaldo, pietra miliare, disco da isola deserte. E' stato detto di tutto ... ed è tutto vero.
BËL (00)
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urlicht
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Ormai nemmeno commento più. Leggo e mi beo.
BËL (01)
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hellraiser
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Lo conosco molto bene per i suoi lavori con i Genesis, quasi per nulla da solista, anche se molti suoi dischi mi son sempre stati consigliati... Il tuo è un ritmo di scrittura impressionante ma di ottima qualità, bravo come al solito.
BËL (00)
BRÜ (00)

hjhhjij: Non so, dischi come "Passion" ti piacerebbero sicuramente, dischi come "So" non credo più di tanto. Questo qui boh, non ci metto la mano sul fuoco per via di certi suoni, dei synth e di alcuni brani dei più leggeri, di sicuro ti piacerebbe parzialmente. Io punterei sul "II" (sotto l'ala protettrice di Robert Fripp) "III" e "Passion", anche il primo e "Us" potrebbero piacerti.
hellraiser: Ho ereditato sempre dal mio povero cugino (oltre all'intera discografia degli U2 sigh..) anche "So" ed avevo preso anni addietro (97/98??) "Up". Questi tuoi consigli (cui ne avevamo già parlato mesi fa) me li ero già segnati e sono in lista di attesa. Mi incuriosisce molto saperne di più, tra l'altro sono facilmente reperibili e costano a Cuneo sui 9 euro l'uno, grazie come sempre dei consigli, approfondirò sicuro (troppa roba!!!)...
hjhhjij: Lo so, lo so, troppa roba, è al contempo una cosa buona e una cosa brutta.
federock: minkia Cuneo... a Sanremo costerebbero 12... sti cazzo di liguri...!!! Su Gabriel sono messo come te, ho solo Us che non mi dispiace ma non ci impazzisco (bella Secret Garden) e devo approfondire i primi. Hihjijihijiihiji (o come cazzo ti chiami-scrivi!) già mi diede sti consigli e alcuni assaggi su Youtube mi hanno fatto mettere III nel carrello di Amazon... prima o poi farò st'ordine...
hellraiser: Vero, frequento nelle ferie estive un bel negozietto di dischi a Loano, piccolo ma ben fornito, però i prezzi sono tutti dai 2 ai 5 euri in più che da noi, però va bene così, tanto più di un paio all'anno non ne prendo, ciao Fede, salutami la riviera, son da mesi che non ci faccio un salto mannaggia!
bluesboy94
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La carriera solista Gabriel la sto approfondendo in questi ultimi 2/3 mesi, quindi mi astengo dal votare. L'unica sua opera che conosco per intero è "Passion", un capolavoro di quelli epocali. Bravo , come da abitudine, il recensore.
BËL (00)
BRÜ (00)

templare
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Ribadisoc una mia opinione: PGIII-PGIV e Passion......il TOP !!!!!!!!
BËL (00)
BRÜ (00)

Dragonstar
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Ultimamente vanno di moda i classici... Ah, dimenticavo: disco superbo!
BËL (00)
BRÜ (00)

SilasLang
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Gran bel disco. Anche se il predecessore per i miei gusti rimane imbattibile. Ps. Mai amato i Genesis (a parte un paio di album) ma il Gabriel solista mi ha rapito.
BËL (00)
BRÜ (00)

imasoulman: anche per me III rimane inarrivabile (che canzoni e che razza di parterre de rois, a suonarle)
SilasLang: Un capolavoro quel disco. Uno dei miei preferiti di sempre. Pezzi come "Intruder", "Biko"....
hjhhjij: Basta vedere gli ospiti: l'ultima ospitata di Fripp che poi rapisce Levin e se lo porta nei nuovi King Crimson, l'amico di sempre Philco che approfitta dell'invenzione sonora (la batteria senza piatti) di Fripp e Gabriel e fa meraviglie e ai cori Kate Bush (bello eh ? Chi aveva ai cori Peter Gabriel in "III" e "IV" ? Be, nell'uno Kate Bush nell'altro Peter Hammill. Ah...). Poi vabè, Levin, Marotta, Rodhes, tutti i suoi fissi tra i migliori session-man di sempre, musicisti testicolarmente enormi. Comunque "III" e "IV" sono lì, uno vale l'altro però c'è un pezzo che fa pendere il mio bilancino a favore, come per voi, del disco targato 1980: "Family Snapshot".
imasoulman: ...No Self Control, I Don't Remember, Family Snapshot...And Through the WIre, Not One of Us....Questo, Lodger di Bowie e Discipline dei Crimson sono, per me i tre archetipi dei "classici" che hanno rimodellato la new-wave battendola sul suo stesso terreno di gioco, anzi contribuendo a spingerla un pò più avanti terreno. Ah poi visto dal vivo al Ruffini proprio in quel tour (1980) fu a dir poco clamoroso (e per nulla teatrale)
SilasLang: Invidia...caro Soulman. Cazzo, avevo 5 anni nell'80...
imasoulman: scusa hjh...ma Dave Gregory che fai? Lo dai in pasto ai cani? ;)
imasoulman: l'invidia è mia...i lustri col tempo si pagano...cmq erano quindici, allora, e in meno di un anno: Cramps/Police - rigorosamente in quest'ordine eh? -, Ramones, Madness, I CLASH GRATUITI CON LE BOTTE E I LACRIMOGENI, Devo, Tubes, Peter Gabriel...robetta eh?
hjhhjij: No visto che su "Family Snapshot" ci suona proprio lui :) Se è per questo allora li cito tutti: il simpatico bassista (che suona in metà dei brani) e il simpatico percussionista che Collins si porto dietro dai Brand X (aka John Giblin e Morris Pert) ad esempio. E le tastiere di Larry Fast ? E Paul Weller ? E Dick Morrissey ? Ecco, ci sono tutti. Parlavi di parterre de rois.
hjhhjij: " Cramps/Police - rigorosamente in quest'ordine eh? -, Ramones, Madness, I CLASH GRATUITI CON LE BOTTE E I LACRIMOGENI, Devo, Tubes, Peter Gabriel..." Tacci vostra. Io nel mio piccolo: Van Der Graaf Generator (ma va ?) Springsteen, Hackett, Neil Young, però tutti da vecchiarelli, almeno mi sono scelto i vecchiarelli che si sono conservati divinamente.
SilasLang: Argh...ci mancava che mi dicevi Joy Division ed iniziavo a prendere a testate la scrivania :D In compenso crescendo mi consolo di aver visto Nirvana, Helmet, Melvins, Soundgarden (quelli veri, nel '92), Faith No More (idem), Neurosis, Jon Spencer Blues Explosion, Screaming Trees, Alice In Chains ecc...ma rosico lo stesso...ahahahah
imasoulman: e mai, per dire, i Firehose che calarono ben due volte in tre anni (89 e 91)? e i Fugazi, (90)? (per dire i primi due che mi vengono in mente). No, dai
SilasLang: i Fugazi si...i FireHose mai. Vidi i Jane's Addiction a Milano nel '90, al City Square. Conservo ancora il ticket. Fu quello il concerto che mi stravolse l'esistenza. Fino ad allora in pratica mi cibavo di synthpop, roba come Visage, Human League, Depeche Mode (che adoro ancora), Duran Duran.....Con i Jane's ebbe inizio il putiferio.
hjhhjij: Ragazzi è bello leggervi.
SilasLang: Oh e i My Bloody Valentine a Londra. Uno dei concerti in assoluto più spacca-timpani della mia vita. Era poco dopo l'uscita di 'Loveless'. I miei nonni materni sono Inglesi, quindi almeno da questo lato sono stato fortunato. Scappavo oltremanica spesso e volentieri da ragazzetto. Mi dividevo tra i concerti e i primi raves, squats, ecc ecc...Bei tempi. Anche se ci ho lasciato un buon 60% di udito e molti molti neuroni XD Vado a cena..
R13569920: D'accordo con imasoulman, solo che al posto di Lodger ci metterei Heroes.
hjhhjij: Interessante osservazione. "Heroes" lo trovo superiore (la vetta di Bowie con "Low") però il comunque ottimo "Lodger" per il discorso fatto da ima e la "comunanza" con gli altri due dischi presi ad esempio lo trovo anche io più adatto, sebbene chicco come intendi giustamente tu, l'importanza e la lungimiranza dei primi due dischi berlinesi di Bowie (& Eno) per certa New-Wave che sarebbe venuta poi è chiaramente enorme. Oddio, spero di esser stato abbastanza chiaro.
Stanlio: senza voler insegnare niente a nessuno, ma è davvero brutto leggere predecessore, riferito ad un disco o ad una cosa in generale, meglio usarlo solamente quando ci si riferisce ad una persona, eccezion fatta in matematica riferendosi ad un numero...
R13569920: Voleva essere intenzionale, e riferirsi - non nel significato ontologico, bensì metaforico - al primato detenuto sino ad allora dal terzo album di Peter Gabriel. Trattavasi di ipostasi, se vogliamo, o più propriamente di metasemema metonimico; comunque di malaproprismo, motivo per cui eviterò di farne uso in prosieguo.
R13569920: 'Heroes' è anche un disco new wave, per la presenza di brani notevolissimi come 'Beauty And The Beast', 'Joe The Lion' e 'Blackout' (per non parlare di 'Sons Of The Silent Age'), che vengono però solitamente e comprensibilmente messi in ombra dalla accecante bellezza della title track e dalla sperimentazione di 'V2 Schneider' e della suite 'Sense Of Doubt / Moss Garden / Neukoln'. 'Heroes' è molto meglio di 'Lodger', anche a parere di Bowie, senza nulla voler togliere a 'Red Sails' o 'Look Back In Anger', soprattutto quest'ultima. Più new wave - addirittura 'no wave' - trovo allora il successivo 'Scary Monsters'.
hjhhjij: Calma calma quei brani li non sono in ombra manco per niente (poi su "Blackout" c'è Fripp che mi manda davvero in estasi) sono pezzi capolavoro di un disco perfetto. Però più che New Wave è davvero uno dei dischi pionieri del genere (grazie ai brani che hai detto) ha posto basi fondamentali. E anche io lo preferisco a "Lodger" che resta comunque un disco, a mio avviso, irresistibile. Solo che "Lodger" lo vedo anche io come disco meno "assoluto" e più inquadrabile nel genere e, come gli altri due dischi citati da ima, viene da un artista che partito molto prima e con tutt'altro stile ha saputo rinnovarsi e insegnare qualcosa ad una corrente nuova contribuendo ad arricchirla e rivoluzionarla ulteriormente ("Discipline" dei Crimson, che parte dai Talking Heads e poi prende strade tutte sue, la dice lunga in tal senso). In questo senso "Low" e "Heroes" sono due dischi fondamentali e pionieristici ma come esempio di ciò che intendeva, credo, imasoulman "Lodger" sebbene inferiore (di poco, per me) calza molto bene. "Scary Monsters" piace moltissimo anche a me ed è certamente molto vicino a certe coordinate. Guarda caso c'è di nuovo Fripp alla chitarra che, tra Eno, Talking Heads, Bowie e i suoi stessi King Crimson oltre che a pioniere del progressive è stato pure, 5-10 anni dopo, pioniere della New-Wave. Se non ci inchiniamo di fronte a lui, allora di fronte a chi ?
Stanlio: Purtroppo l'unico "primate" che doveva essere "detenuto" l'hanno spedito ai servizi sociali con buona pace dei "predecessori" frodatori & frodati, e come pare disse anche Uiliam Sciecspir: "Ai successori l'ardua sentenza!" Bon, proseguiamo in pace amen...
imasoulman: il discorso su Lodger è un vecchio pallino del sottoscritto. Ci trovo dentro un varietà che non è riscontrabile nei certamente più significativi predecessori (dei quali trovo Low leggermente superiore). L'africa di Byrne prima di Remain in Light in African Night Flight, il viaggio in levare non in Giamaica bensì nelle steppe dell'Eurasia di Yassassin, il pop storto e asimmetrico che fa tanto Devoto-McGeoch di Red Sails e Boys keep Swinging, il boogie'n'roll di Look Back in Anger...certo, a livello di suoni la new wave è più in Low ed Heroes e fors'anche in Scary Monsters. Ma la capacità sincretica di questo disco (davvero futuristica, senza usare troppi trucchi sonori, anzi suonando come un disco quasi anni '60) è per me la sua vera forza. Oh poi, ovvio che parliamo di tre lavori giganteschi dai quali come per il maiale non si butta via niente
R13569920: Chettedevodì, quando uscì 'Lodger' ero ancora preso dalla magia di 'Heroes' e lo interpretai come un passo indietro, o quantomeno una replica meno brillante del precedente (non predecessore). Ricordo bene che anche la critica musicale fu un po' delusa, anche e soprattutto perché i singoli 'DJ' e 'Boys Keep Swinging' sembravano indicare una svolta commerciale di questa proto-wave di Bowie. In realtà, come sempre, il Duca era in assai anticipo sui tempi e aveva già digerito il grido epico ed esistenziale di 'Heroes', la decadenza par excellence di 'Sons Of The Silent Age', il rock futuribile di 'Blackout' e 'Joe The Lion' e l'ambient dei brani strumentali, per dirigersi a grandi falcate verso gli anni Ottanta.
SilasLang: "è davvero brutto leggere predecessore" E sti cazzi. Non sto mica li a prendermi sul serio sillaba per sillaba quando scrivo su Debaser...
Stanlio: se non ti prendi sul serio tu rischi che poi non lo faranno i tuoi predecessori e nemmeno i tuoi success... ehm succedanei
R13569920: Malapropismo, appunto. Ho già chiesto venia per l'errore, amico Silas: l'attento Stanlio ha testè dimostrato, ahimè, un'incipiente propensione all'erotismo anale (Freud dixit, non confondiamo la classificazione di studio con bizarri ma legittimi gusti sessuali) però un poco di ragione l'aveva, l'utilizzo della metonimia da parte mia - per quanto legittimo - non era giustificato più di tanto nel contesto. Se fosse vivo Cesare Marchi non avrebbe apprezzato. Però, amico Stanlio, per quanto io abbia evitato di sottolineare la probabile puntigliosità dell'appunto, capisco (e ti chiedo di sforzarti in tal senso) che esso possa essere sembrato ipercilioso ad alcuni dei nostri corrispondenti.
Stanlio: non ci vedo nulla di così sprezzante in un suggerimento comunque quando le code di paglia dei predecessori prendono fuoco poi è difficile godere (ogni riferimento anale è puramente casuale...)
R13569920: Oltre che il Vocabolario potresti leggere anche Freud, amico Stanlio, altrimenti non è Cultura, è Cul... Tura. Se poi rispondessi anche sul piano dell'utilizzo delle figure retoriche, nell'ambito del quale ho cercato di motivare il mio volontario errore, dimostreresti di poter davvero correggere gli altri. In ogni caso non c'è da preoccuparsi, il tesserino stampa non l'ho più da tanti anni e non corro il rischio di contaminare altro che il DeBaser. Me ne dispiace, ma mi accorgo di non essere il solo a scrivere in libertà, spesso sul cellulare e senza poter rileggere, più sovente in un generale stato di rilassamento che credo sia quello che ci fa godere della reciproca compagnia (qui non ho la sensazione di sostenere un esame). Per il resto chiedo nuovamente perdono, non ho potuto studiare e sono autodidatta in tutto, ne scrivo e ne dico di sfondoni.
Stanlio: Caro chiccottana adesso non per voler sfoggiare chissà quale cultura o intellettualità che proprio non credo di possedere, ma mi vedo costretto a chiederti chi ti dice che non abbia letto Freud, o l'allievo (che poi ha superato il maestro) Jung, Fromm ancora nei lontani anni '80 e poi successivamete? Per quanto mi riguarda ognuno è libero di scrivere come più gli aggrada inserendo volutamente o meno termini più o meno corretti e appropriati, a me piace tantissimo giocare con le parole e ci mancherebbe altro, però non capisco tutta questa menata perchè (anche senza vocabolario mi ha colpito la parola predecessore reiterata anche da SilasLang) ve l'ho fatto presente, non c'è niente da perdonare, per quanto mi riguarda continuerò se ne ho voglia a rimarcare gli svarioni sempre in relax poichè non ho mai avuto tendenze da docente di qualsivoglia natura non essendo mai andato oltre un attestato di studio triennale di "addetto alla contabilità d'azienda" conseguito nel lontano 1976 e mai usufruito. Relax all togheter now my dear friends. Frankie goes to hollywood Relax (Body Double) & All together now
federock
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recensione orribile, incompetente e scritta male.
Così, tanto per variare, sennò anche sta volta mi tocca farti i soliti complimenti....
Gabriel non mi ha mai intrigato, ma recentemente sto ragazzetto de Roma de 21 anni m'ha messo in testa di dar credito all'ex Genesis, e lo farò, diamine, lo farò!
BËL (00)
BRÜ (00)

hjhhjij: E si dai, che se non sbaglio "III" ti stava pure piacendo. O me lo sono sognato ? (Veramente, non me lo ricordo).
dosankos
dosankos Divèrs
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Inutile tergiversare... dal "I" a qui è un tripudio d'ogni ben di Satana
BËL (00)
BRÜ (00)

SydBarrett96
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Masterpiece assoluto.
BËL (00)
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Lao Tze
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due cose che ci tenevo a rimarcare, dentro un Mastodonte di cui s'è detto e scritto tutto: la prima è la partecipazione di Roberto Laneri, e non per patriottismo. La seconda è il ruolo fondamentale di David Rhodes nella costruzione del sound di questo Gabriel e non solo. Ecco, si parlava l'altro giorno di "chitarristi importanti nella definizione di un suono", e Rhodes è stato molto più che importante. Con Bill McCormick nei Random Hold, prima di tutto. Chiunque fosse interessato all'evoluzione della chitarra in quegli anni decisivi, penso non possa prescindere dai Random Hold.
BËL (00)
BRÜ (00)

R13569920: Vero, anche se Laneri è un cicinino al margine dell'album. Ciò detto, Rhodes è stato fondamentale ma la consulenza di Fripp non è mai mancata a Peter Gabriel, e anche se Brian e Roger Eno non sono mai menzionati, Peter ci pigliava il tè insieme. Tu che conosci ed apprezzi il giro EG Polydor - hai menzionato McCormick e Random Hold - sai meglio di me che si trattava di un gran giro di amici, con dentro anche Eno Manzanera Ferry Wetton Fripp Monkman Collins Phillips, e Gabriel è in ottimi rapporti con la maggior parte di loro e conosce perfettamente il loro lavoro.
Lao Tze: certamente.
score_angel
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Adoro messer Pietro Gabriele. Voce tra le più belle del rock.
BËL (00)
BRÜ (00)

EverardBereguad
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Sei l'unico che si può permettere di parlare di dischi plurirecensiti senza che capiti il cagacazzo di turno a rompere con il discorso doppioni. Di solito lo fai fornendo informazioni difficilmente reperibili anche su web. Stavolta non hai aggiunto molto a quanto si era già detto, ma è stato comunque un piacere leggere la tua recensione.
BËL (00)
BRÜ (00)

Quijote
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Non avevo mai approfondito l'evoluzione solista di Peter Gabriel, pur avendolo apprezzato grandemente nei Genesis. Grazie al recensore per aver rispolverato questo album che sto ascoltando ora con grandissimo piacere. Dimentico sempre i voti..

BËL (00)
BRÜ (00)

bluesboy94
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Ripasso per dare il meritato 5 a questo (capo)lavoro.
BËL (00)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

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