Pinguini Tattici Nucleari
Fuori Dall'Hype

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I Pinguini Tattici Nucleari sono una band proveniente da Bergamo, il cui primo ascolto mi é stato suggerito da un ragazzo che mi conosce a malapena e che non sa nulla dei miei gusti musicali, in una data non esattamente casuale:il 5 aprile scorso usciva quello che più tardi avrei scoperto essere il loro quarto album, il primo su Major (Sony Music, avessi detto cotica...), ma soprattutto ricorreva il venticinquesimo anniversario dal giorno in cui bussó alle porte del "Club 27" l'anti-divo del rock per antonomasia, tale Kurt Donald Cobain.

Ora, se il livello di confidenza fra me ed il ragazzo di cui sopra fosse stato almeno sufficiente, probabilmente avrei avuto i mezzi per intuire che un nome così stronzo come "Pinguini Tattici Nucleari" non sarebbe potuto appartenere a nessuno se non ad una qualche sfigatissima indie band e probabilmente ora non sarei nemmeno quí a parlarne.
Invece, nella stessa misura in cui talvolta lasciarsi andare a confidenze con uno sconosciuto risulta piú semplice che aprirsi con l'amico di sempre, é stato quasi naturale per me seguire la dritta, aprire You Tube e andare ad ascoltarmi questo "Fuori dall'Hype", per poi scoprire che di indie in senso lato in questo disco c'è poca roba, forse soltanto il difetto di pronuncia del vocalist Riccardo Zanotti.
Perché per quanto mi riguarda, fatta eccezione per un limitato numero di brani, questo 10 tracce ha il sapore della buona musica italiana, la tenerezza di Cocciante e Concato, del tipo che se chiudi gli occhi mentre l'ascolti torni seduto in auto dietro a mamma e papà, senti ancora il profumo del deodorante per auto ed il fruscío della cassetta nel mangianastri fra una canzone e l'altra.

La differenza sostanziale é che questi sei musicisti hanno un'età media tanto bassa da risultare imbarazzante, considerazione che aiuta a non rimanere nemmeno più di tanto straniti quando la danza fra le note di un delicatissimo pianoforte ed i timidi accordi di chitarra porta l'omonima traccia di apertura al verso che recita "Ma cosa vogliono saperne loro/di cos'è la felicità/che non ascoltano Battisti/e non metton la cipolla nel kebab".

Così come non stupisce la successiva "Antartide", che suona come uscita dal piano di Venditti pur raccontando il passaggio all'età adulta di una giovane donna di oggi dal punto di vista di un ragazzo suo contemporaneo:"Quando eri piccola aspettavi una lettera da Hogwarts/per dimostrare a tutti i tuoi compagni che eri tu quella diversa da loro [...]freghi l'uva all’MD e disegni arcobaleni sopra Pinochet".

"Lake Washington Boulevard" non é come sembra ma il tuffo al cuore fa un rumore sordo quando "Si sentirà uno sparo in lontananza/poi un rumore di ambulanza/e io non ci sarò più"
(le coincidenze, il tizio del "club 27"...ricordate?).

"Monopoli" seduce col fraseggio fra una languida chitarra presa in prestito dal compianto Pino Daniele ed un basso ispirato e rassicurante, prima che "Nonono" intervenga a sdrammatizzare col suo incedere da spiaggia, la spensieratezza delle sue controvoci ed un ritornello che invita a far andare il bacino senza pensarci troppo su.

"Scatole" é la confessione più intima di un ragazzo alle prese con un'esperienza comune a tutti i musicisti nella fase della gioventù come lo scontro di vedute, valori e priorità fra genitori e figli.
E quando non sono gli spassosi riferimenti alla cultura pop post '80, le incredibili abilità tecniche complessive o quelle compositive, é Riccardo a sostenere l'intero brano con la personalità di chi ha da raccontare più di quanto l'anagrafe non suggerisca ed attorno alla quale il pur intenso accompagnamento di chitarra ed archi può solo fare da cornice.

"Sashimi" é il brano con l'istinto assassino più spiccato in assoluto all'interno del disco, merito di un funky che conquista al primo accenno di basso ed esplode in un ritornello tutto synth e drum machine.
I toni si fanno di nuovo leggeri mentre il solito progetto Erasmus si fa beffe di una relazione fra due giovani amanti e da il via al canto errante di lui ad un cameriere dell'all you can eat.
Roba da lasciarci gli auricolari.

"La banalità del mare" é un episodio che dovendo esse onesti passa abbastanza inosservato, mentre il singolo con tanto di videoclip "Verdura" funge da manifesto di un disco scritto senza sporchi secondi fini, in cui le enormi qualità esecutive dei musicisti tengono il passo con una produzione straordinariamente curata, puntuale e precisa senza risultare per questo invadente.

"Freddie" é il segno di penna oltre il quale tirare le somme:la storia di un amore omosessuale vissuto senza guardarsi tanto attorno, scandito dai viaggi in flixbus di uno per raggiungere l'altro ed in cui la sola premura é quella di non turbare la coscienza delle rispettive famiglie.

Bene, io non sono un critico musicale e nemmeno un tecnico, il modo in cui vivo e godo della musica ha più a che fare col senso di appartenenza ad un movimento, l'adesione ad un messaggio e l'attitudine che non all inconsapevole tenere il tempo col piedino su un qualche pezzo radio-friendly.
Il cantautorato poi, lo lascio a chi davvero sa trattare l'argomento con cognizione di causa.
Eppure, ho come la sensazione che "Fuori dall'Hype" possa fungere in un qualche modo da ariete per chi come me avverte il bisogno di abbattere il muro che separa dal resto del mondo, da tutto ciò che é "pop" (qualunque cosa significhi) e di dare una sbirciata aldilà della barricata.
I Pinguini Tattici Nucleari sono la dimostrazione che si può essere intrattenitivi come Lo Stato Sociale ma con una coscienza solida, che si può ascoltare musica alla Francesco Gabbani e allo stesso tempo godere di una poetica autentica, onesta, non pressapochista.

Perché a 24 anni, questi Pinguini sono perfettamente a loro agio nel raccontare le storie degli altri come se ne avessero collezionate di proprie per un secolo.
La musica italiana é viva.
Viva la musica italiana.

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Commenti (Undici)

ALFAMA
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Nulla contro la musica italiana, ma dal pezzo che ho sentito questi ragazzi non fanno il minimo sforzo per distaccarsi dal peggio della canzone italiana. Tanti Auguri.
Tu fai come ti pare, ma non piace molto sentirsi raccontare un disco in ogni singolo episodio,quasi come una fiction televisiva. Molto meglio le tue riflessioni/sensazioni, descrizione generale, lasciando il gusto della sorpresa nell'ascolto dei singoli episodi a noi .
BËL (01)
BRÜ (00)

Kiodo: Com'è giusto che sia, il singolo mette in luce l'angolo più paraculo di un disco.Per quel che riguarda la mia recensione, sono alle prime armi e mi sono buttato alla cieca su di un'opera riconducibile ad un genere che mastico poco, se non nulla.Mi sono mosso con cautela, perciò ben vengano gli appunti come il tuo
ALFAMA: Nulla contro certa musica italiana che mi capita di sentire alla radio ultimamente, non mi piace e ascolto altro. Poi se a loro piace suonarla, e piacciono. Auguri .
Per le recensioni fai come vuoi, l'unico rischio è che molti passano oltre perché poco interessante.
Falloppio
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"Perché la figa è come la Moka, se la usi spesso non devi lavarla".
Ecco cosa cantavano i PTN nel disco precedente. Gioventù Brucata. E proprio il DeB mi aveva suggerito questa band allegra e spiritosa.
Bravo a rimettere in pista i Pinguini, li metto in lista.
Bella rece, anche se ho saltato il track to track che rileggerò dopo l'ascolto.

Prendi il DeB con le pinze, siamo così snob che a volte critichiamo anche quello che apprezziamo.
Bravo. Vai così... 😀
Viva la F....scusa ho sbagliato, Viva la Musica Italiana.
BËL (01)
BRÜ (00)

Falloppio: Il gruppo è cambiato molto. Il politically correct ha preso piede. I testi sono meno cazzari dei precedenti album. Sembra una metamorfosi per il grande lancio nazionale.
I pezzi sono studiati bene e l'amore è messo in primo piano. Meno goliardici e mi spiace però c'è bisogno del successo. Non si può mica solo suonare per pochi amici....
Li vedremo a San Remo? Non so.
Io forse vado a Pietra Ligure, se volete mi trovate li. Forse....
Stanlio
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Tutto assai corretto, peccato solo per "traccie" che tiene troppe i...

A me poi il TbyT non dispiace così sintetico come l'hai prodotto, ma al resto del DeB irrita non poco...

Bella Verdura Reggae Style in ascolto lassopra...

e niente, anzi no: "W la f... ehm Moka"
BËL (02)
BRÜ (00)

Kiodo: Il track-by-track é necessariamente sintetico, non essendo io un fervente sostenitore del genere musicale.però mi piace parlare di musica, ho provato di cimentarmi in questa esperienza inedita per me fino ad una settimana fa.grazie per gli incoraggiamenti."traccie" dici?questo si che é un guaio!
algol
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Benvenuto. Nonostante il fastidioso tbt proposta interessante. Li ascolterò nonostante il mio pregiudizio negativo sulla musica italiana. Anche se qualcosa ultimamente si muove.
BËL (00)
BRÜ (00)

Kiodo
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Modifica alla recensione: «Le imperdonabili traccie sono diventate tracce, com'era giusto che fosse». Vedi la vecchia versione Fuori Dall'Hype - Pinguini Tattici Nucleari - Recensione di Kiodo Versione 1
BËL (01)
BRÜ (00)

Hank Monk
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Non so...ho provato e continuo a provare una forte avversione ideologica e morale per queste band indie italiane :P
Di loro avevo ascoltato qualcosa e non erano in effetti malaccio...ma mi urtano fin dal nome
BËL (00)
BRÜ (00)

Kiodo: Onestamente io non li conosco.Così come non conosco i The Giornalisti o gli Ex-Otago e tutto il carrozzone che ci gira attorno.Mi limito a subire ciò che passano alla radio senza battere ciglio, in officina potrei sembrare il saputello contro-alternativo di turno e non ho interesse ad essere preso di noia dai miei colleghi.Però ti dico che in questi Pinguini di indie non ci trovo granché.Mi sono stati proposti a scatola chiusa e li ho presi così come sono venuti.Ci sento Cesare Cremonini, perché no un po' di Lucio Dalla.Ma a piccole, piccolissime dosi eh!E non é che il disco mi sia automaticamente piaciuto perché non indie.Diciamo che li sento più vicini a quei pochi dischi pop che hanno circolato per casa mia quando ero bambino.Questione di affezione, probabilmente...
Hank Monk: sì appunto...l'indie italiano non è indie (qualsiasi cosa voglia dire ma vabè, si intende per lo più l'alt rock USA 90 in genere) ma una rivisitazione pop italiano. E non c è nulla di male in questo assolutamente.
Mi piace poco però "il sentire comune" di quella scena (boh non mi piacciano i 30enni che fanno gli adolescenti smielati e sensibili per beccare figa)...
Poi magari loro manco hanno 30 anni, la mia antipatia è del tutto pregiudiziale.
Hank Monk: il nome però è veramente terribile e urticante al di là di tutt però :P
Kiodo: Se non ricordo male é esistita una band che si chiamava "grandi animali marini".Ogni tanto si affacciano band dai nomi inaffrontabili.pensa se oltre al nome, il disco non mi fosse piaciuto X-D
Hank Monk: boh, è che mi fan venire in mente i pinguini di madascar...e mi cascano le palle (sì pare sia una birra ecc ecc)
Kiodo
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Modifica alla recensione: «Gli spazi dopo le virgole, mannaggia alla miseria, gli spazi dopo le virgole...». Vedi la vecchia versione Fuori Dall'Hype - Pinguini Tattici Nucleari - Recensione di Kiodo Versione 2
BËL (00)
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Tucidide
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Recensione molto bella, hai inquadrato alla perfezione una band di cui peraltro mi importa il classico fico secco.
BËL (00)
BRÜ (00)

RinaldiACHTUNG
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Conosco gente che li venera e li ha anche conosciuti di presenza; a me non piacciono per niente e la penso come alfama, ma apprezzo la tua passione
BËL (00)
BRÜ (00)

Kiodo: Molto semplicemente, sono talmente poco interessato alla musica italiana in generale, che quando mi capita qualcosa di genuino e nonviolenta pretenzioso mi succede di entusiasmarmi olte il limite
Kiodo: Non so che cazzo ho scritto, Dio strafulmini il T9
RinaldiACHTUNG: haha tranquillo capita anche a me; comunque mi riferivo a quando ha scritto che sti ragazzi non si distaccano da quel "filone" ma a parte le opinioni personali bravo
adrmb
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Conosco solo uno stralcio di testo su Harry Potter che ho trovato estremamente cringe
BËL (01)
BRÜ (00)

Kiodo: Io a vent'anni scrivevo canzoni su invasioni di locuste aliene giganti e non ci ho fatto un solo euro.questi sono su major.hanno vinto...
adrmb: Insomma... "Ad 11 anni, quand'eri piccola, aspettavi una lettera da Hogwarts per dimostrare a tutti i tuoi compagni che eri tu quella diversa da loro"
Eeeewwww
Kiodo: Ripeto, loro su major.Io e te, dove siamo!😂

Poi, bisogna anche dire che siamo tutti figli di "non piangere salame dai capelli verderame" e "gesuiti euclidei" eccetera.Credo sia abbastanza normale sentire parlare di Hogwarts e trovare la cosa sensata in un qualche modo.Se poi analizziamo certi testi di Zucchero o Vasco Rossi, a questi va dato il Nobel per la canzone.
adrmb: Vabè ma mica si devono paragonare alla feccia perchè risaltino
Dislocation
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Da propugnatore di un onesto e non pingue track-by-track la tua recensione mi piacque, loro li ricordavo tempo fa, non so se indie ma certo diversini e cazzeggiatori delle sette (troppe?) note..... mo' me li riascolto e mi cerco quest'ultima....
BËL (00)
BRÜ (00)

Kiodo: Prego, si appropinqui

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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