Pink Floyd
The Early Years 1967–1972 Cre/ation

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Pink Floyd – The Early Years 1967-1972. Cre/ation. 2016.

1.) Early (and Ever).

I Pink Floyd degli “Early Years”, sono già quello che erano, che sono e che saranno. Pink Anderson e Floyd Council. Cioè la somma di più parti. In un tutto organico. Macchè solo la fantasia sfrenata di Barrett. Macchè solo Waters. Macchè Gilmour (in quest’ultimo caso, anzi, mi vengono in mente due parole, di rimando alla copertina di “Atom Heart Mother” e al valido “Fictitious Sports”, due parole da pronunciare in rapida successione: “Vacca” e “Gare”). Poi ci sono Wright e Mason. C’erano anche loro! Anche il maestrino che allestiva i loro primissimi e innovativi Light Show, era con loro. Non perché tutto fa brodo. Ma/perché erano un collettivo, un gruppo di amici, una band, studenti di arte e architettura a Cambridge. Quella condivisione di passioni ed intenti è la scaturigine di tutto. Quella prossimità, quella “vicinanza” porta lontano. Prendiamo un exemplum. “Il pifferaio alle porte (della percezione) dell’alba”. Barrett è il deus-ex-machina. E allora? Qualcuno guidava il Van nero, che li portava ai concerti, certamente dare il volante a Syd non era il caso. Comunque sia, se Barrett scrive tutti i testi, solo lo “Stetoscopio” è di Waters (l’altro Roger), e, ovviamente, le musiche, il supporto che viene dagli altri è importante. Implementa alla grande. Implementa. Barrett inventa “Interstellar Overdrive”; gli effetti di registrazione, di studio, sono una sua trovata geniale. Le quattro dimensioni del tutt’uno spazio-tempo. O giù di lì. Ma si tratta di una jam con gli altri tre. La sezione ritmica è determinante. Così, plenaria, è “Pow R. Toc H.”, uno scherzo, un’inezia? Ma ci sta tanto bene in quell’LP. Prendiamo, ora, “Ummagumma 2”, quello da studio. Ognuno dei “nuovi” quattro compone una suite individualmente. Tutti, con esiti diversi, sono in grado di comporre. E il disco dal vivo, poi, attesta quanto fossero, a differenza di Syd, quello superstite o fantasma del ’68, in grado di suonare.

Allora, comunque (e sempre) sia, siamo difronte ad un gruppo. Non solo alla “ragione sociale”, che le battaglie legali, manterranno inalterata, ai danni del potenziale appeal di una fantomatica “Gilmour’s Girls”.

2.) 500 Euro.

Va subito chiarito. Commento il doppio CD, che fa da compendio al totemico Box da una trentina di CD (più il DVD di “Live At Pompei”), il cui costo si aggira sui 500 € ed il cui acquisto, lo dico da amante serio ed appassionato della band, è immorale. Che ne dici Conte @[IlConte]? Io non ci sto. Neanche Pinhead @[ Pinhead] comprerebbe una siffatta “Early Years”, nemmeno se fosse dei Ramones. Forse sì. Probabilmente no. Il doppio CD, 18 €, può certamente bastare. Raccoglie missaggi inediti, live session dell’epoca e registrazioni per “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni. Più alcuni singoli, i primi due (“Arnold” ed “Emily”), anche il piacevole “Point Me At The Sky” e qualche B Side…

3.) Cavalca la tigre (contro tigre).

Allora, si diceva, i Pink sono la somma delle parti. Nelle varie sfumature. “Saucerful of Secrets”, l’ LP, trova l’espediente dell’ultimo autografo barrettiano, il vaudeville amaramente mesto (ma splendido) di “Jugband Blues”, per accomiatarsi dal giovane leader divenuto inaffidabile ed ingombrante, e catatonico. Lasciarlo per proseguire un discorso musicale, iniziato col misticismo, ma che vuole andare avanti, in una sorta di empirismo dialettico, nel “fare musica”. E musica Rock. Questo gruppo, ha di veramente bello, che affronta l’album, il formato del Long Playing, come uno scrittore il proprio libro, come un pittore il proprio quadro o un intero ciclo. Una produzione artistica. Poietica. Un’opera d’arte. La sua genesi. La germinazione. La crescita, anche in consapevolezza. Loro han (quasi) sempre saputo rinnovarsi, anzi, evolvere (evolvere? Sempre? A ciascuno la personale risposta). Per anni, sono stato assiduo nel credere che il progressive fosse il migliorarsi, il costante progredire, il superarsi da un album all’altro. Un suono evolutivo, ricco, raffinato. Ma come nella teoria della specie, ci sono dei salti di qualità inspiegabili, così qui, e ci sono anche ricadute, rinculi, sacche. Ma il suono incede. Un sound che ti perfora l’anima, che percorre, anche attraverso la resa tecnica, tutto il potenziale dell’udito umano. Le “buone vibrazioni” non sono andare in fibrillazione. Loro fan quadri sonori, enormi. Siderali. O affreschi. O onde. Grandissime. Un’aura sacrale avvolge, ammanta le loro opere, fino alla senilità di Gilmour esclusa. Il leader che apprezzo di meno, il compositore più abile nella nobile arte del riciclo. La guida, per me, è Roger W.. I “cazzi suoi”, le sue paranoie, le ho sempre condivise volentieri. Per superarle hegelianamente: toglierle, conservando. I mattoni nel muro ce li ho messi anch’io, poi, abbattere il muro, liberarsi, è un progetto, non solo un’esperienza tra altre. Serve volontà. E’ avviare un processo, non nel senso di “The Trial”, “Worm, your Honor”, blah, blah. È qualcosa di universale. La liberazione da ogni schiavitù è un esodo. Certo, i Floyds, in gran parte, mi hanno rovinato l’adolescenza, altrettanto, o non meno, di quanto abbia fatto il primo amore respinto in terza media, da una certa S.Z., sia mai… Anche se sono passati trent’anni, in un certo senso, non mi sono mai ripreso. Dai Floyds, invece, sì. E con i Floyds, non contro i Floyds.

4). History

Nel 1967, i “Fluido Rosa” divengono il paradigma e la matrice della psichedelia inglese (stravagante, eccentrica e fuorimoda) . Hanno interiorizzato le jam velvettiane, l’informalità dei Red Crayola (da cui traggono “Paintbox/ Scatola di Colori”, no scherzo), il melodismo dei Jefferson, prolungandone le appendici. E, in più, c’è Syd, al secolo Roger Keith Barrett. Che dà nome, identità alla band, e sonorità aspre, ritmi, rumori astratti, filastrocche surreali e sovraccarichi di lontananze. Questi estrae dal cilindro di uno spazio alieno il coniglio flautato. Con tanto di “Astronomy Domine” ed “Interstellar Overdrive”, le più limpide allucinazioni del Rock della Swinging London.

Poi, dalla vena sperimentale della psichedelia distorta barrettiana si passerà ad un maestoso Art Rock, sempre di avanguardia, prammatico, lanciato verso la luna, il cosmo, e gli spazi siderali che li varcano. Senza rinunciare anche a un linguaggio diretto. Così, nei primi tempi, il ’68 offre un “Saucerful” meno “altrove” e più concreto, capace di un grande impatto emotivo, tra lentezze ed impeti vertiginosi. “More” consegna melodie crepuscolari e curiosi rintocchi atonali. Le “Ummagummae”, libertarie, ambiziose, estreme, promulgano una musica cosmica dai confini indefinibili. L’LP della mucca riflessiva dello studio grafico Hipgnosis segna una nuova via, con un sound ampolloso, epico e ridondante. In “Meddle” melodia e sperimentazione si controbilanciano, l’ipnosi e le turbative oniriche sono le credenziali di un Pop Rock sempre più metafisico. Dopo l’interludio caduco di “Obscured” verranno gli album epocali e solenni, fino all’ onesto primo solo di Gilmour “A Momentary Lapse Of Reason”. E il resto è mancia.

5.) Canzoni a raccolta: 1969-1972. Nella Swinging London e oltre la psichedelia.

Alcuni episodi salenti, dalla “piccola”, doppia raccolta datata 11 novembre 2016, della durata complessiva di 1:52:41. “Matilda Mother”, in un diverso lodevole mix, con testo sfalsato, è un “classico” della psichedelia barrettiana, intrigante e tortuoso, invita la madre di Mati a seguitare a raccontare storie di re con occhi d’argento e cavalieri nebbiosi, “Devi solo leggere le righe scritte in nero/ ed ogni cosa risplenderà”. “Jugband Blues” è l’epitaffio di Syd “Non mi importa se non splende il sole/ Non mi importa se niente è mio/ Non mi importa se con te sono nervoso/ Faremo l’amore d’inverno./ E il mare non è verde/ E io amo la regina/ E cos’è esattamente un sogno?/ E cos’è esattamente uno scherzo?”, del resto, l’incipit, cui opportunamente torniamo diceva “È tremendamente cortese da parte vostra pensarmi qui/ E vi sono molto grato per aver chiarito che non ci sono”. C’è la Single Version di “Careful With That Axe, Eugene” con grida lancinanti (ma presto smorzate), e una sua BBC live Session del ’69, senza urla belluine. Sempre bella da sentire. Ancestrale. Trasognante. Minacciosa. “Interstellar Overdrive”, registrata dal vivo ad Amsterdam, in veste meno dura dell’originale, senza che la musica tonale deflagri nell’improvvisazione più caotica e frastornante. 4 minuti e 20 secondi, senza l’intensità unica degli strumenti convulsivi che conosciamo. Lenta, straniante. La chitarra onirica di Gilmour rimpiazza il titanismo di Barrett. Di interesse documentaristico. C’è l’acquerello pastorale di “Grantchester Meadows” con un piano titillante nel finale. Incantevole “Cymbaline”, organo e batteria in gran spolvero; Gilmour si esprime al meglio in questi canti. “Green Is The Colour” eccede sulle onde del mare e sul grido dei gabbiani, laddove si parla più concretamente degli spruzzi d’acqua dolce del martin pescatore. La sua bellezza, melodia semplice e consistenza bucolica, sfuma in una orientaleggiante “Careful”, deprivata, come già detto, dalle grida laceranti. Il mare dell’essere dove è dolce naufragare? O l’alienazione, l’oblio? Propenderei per la prima ipotesi.

L’audio è sempre in altissima fedeltà. C’è grande interesse per “In the Beechwoods”, grossomodo inedita, uno strumentale stranamente solare di Barrett, con cadenze altalenanti, vagamente Country. Genere che primeggia, accanto all’ascendente Folk, nei brevi “esercizi di stile” per la colonna sonora di “Zabriskie Point”. Sono episodi curiosi e piacevoli, non son propriamente quello che siamo abituati ad ascoltare dei Pink. In qualche modo rappresentano il lato più attraente di questo compendio. La suite di “Atom Heart Mother”, live in Montreux, 1970, senza orchestra, è roboante e guadagna in ferinità. Curiosi gli effetti echo di “Nothing Part 14”, work in progress deviante, distorsivo e sincopato di “Echoes”. Si sente la mancanza di qualcosa come “Set The Controls For The Heart Of The Sun” o “One Of Thease Days”, che sarebbero potute tranquillamente andare a danno di qualche “Embrione” di troppo. Un sogno averci inserito “A Pillow Of Winds”, magari nel finale. Finale che è, invece, affidato a tre pezzi tratti da “Oscured By Clouds”, l’immediato predecessore dell’oscurità permanente della luna. Hanno un impatto quasi comico. Almeno lo smielato romanticismo di “Stay”. Però il testo di “Childood’s End”, tutta ad appannaggio di Gilmour, non è niente male.

[…]

Hai detto, navigate per mare
Lontano da pensieri e ricordi
La giovinezza è finita, le tue fantasie
Si mescolano all'aspra realtà;
E quando la vela è alzata
Sentirai gli occhi riempirsi di lacrime
E tutte le paure mai espresse
T'imporranno la scelta finale

Chi sei tu e chi sono io
Per dire che sappiamo perchè
C’è chi nasce nascce, c’è chi muore
Sotto l’infinità del cielo
Ci sarà guerra e ci sarà pace
Ma tutto finirà un giorno
Tutto il ferro cambierà in ruggine
Tutti i superbi finiranno in polvere.
Così il tempo aggiusterà tutte le cose
Così questa canzone finirà.

Che avesse ripassato l’Ecclesiaste al 3, 1-15? O si era sciroppato “Turn Turn Turn” dei mitici Byrds? Sta di fatto che molte infanzie sono così finite.

Cari Pink Floyd, per il buon “Vecchio Grasso Sole che brucia in Cielo”, io per quanto vi ami profondamente, ho anche cercato di odiarvi in passato, ma neanche Clash e Ramones vi hanno seppellito, io, dicevo, 500 € non ve li sgancio. Per quello che riguarda la freschissima pubblicazione in sezioni di questo colosso, da tre o cinque CD, divisi per data e luogo, intorno ai 34, 40 €, ci penserò. Mi informo, ma sono molto scettico.

Goodbye Blu Sky.

Goodbye Cruel World (of Business).

Questa DeRecensione di The Early Years 1967–1972 Cre/ation è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/pink-floyd/the-early-years-1967-1972-cre-ation/recensione

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Commenti (Venti)

hjhhjij
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Tra Cambridge e Londra si è fatta la storia della musica. Monumenti.

Almotasim : Condivido pienamente!
Sadist
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Grandissimi.

Almotasim : Sì/Syd.
Sadist: Ahahahah
IlConte
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Li ho talmente ascoltati tanto negli anni adolescenziali, che saranno vent'anni che non ascolto nulla... forse gli ultimi (che ho preso per averli comunque tutti) non li ho neppure aperti... strana storia. Non essendo il mio vero sound probabilmente mi hanno solo stancato. Detto ciò, sono dei grandissimi! The Wall, Wish, The Dark e il periodo Genio li ricordo molto bene, gli altri meno. Sulla storia dei prezzi, la storia e' così inutile scandalizzarsi. Questo e' il capitalismo. Io, qualche anno fa ho preso tutti gli album dei Led Zeppelin in quell'edizione limitata/numerata. E' strepitosa, ogni album e' un volume enciclopedico. Questi mille euro sono stati un regalo a me stesso. Certo puoi farlo ogni tanto, qui ogni mese salta fuori qualcosa ahahah!
Tu sei bravissimo, chapeau. Io ho parlato solo di un libro di Roger con una umile recensione @[Pinhead] (5)

Almotasim : Cosa non faresti per I Led? Affittare un dirigibile?
JonatanCoe
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DettagliataCuratissimaDocumentataTe stimonianzaPerIPosteri! Tornato a casa da poco, ho dato una lettura veloce e ne son rimasto affascinato. Domani la sviscero per bene , la rileggo ,rileggo e rileggo, perchè questa è un dispenser da consultare VitaNaturalDurante. ps poi ne parliamo per bene.Notte!

Almotasim : Grazie, sei fin troppo generoso.
madcat
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Scoperti che ero piccolissimo, mi hanno affascinato e influenzato profondamente fin da subito: e infatti sono nella top 10 dei miei gruppi preferiti in assoluto. Questo mostro da 500 Euri non ho mai nemmeno lontanamente pensato di acquistarlo, vediamo se magari esce fuori qualche offertissima/promozione tra qualche anno, potrei farci un pensierino (questo "best of the box" di appena 2 cd non mi convince per nulla invece). Recensione esemplare come quella sui Pixies, e infatti la piazzo tra le preferite. Davvero bravo.

Almotasim : Tante grazie per l'apprezzamento. Anch'io li tengo nella mia top 10.
Takanibu
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Rece molto bella come al solito. Loro non li ascolto davvero da una vita, tendo più al pre-Dark Side Of The Moon comunque

Almotasim : Grazie Takanibu!
lector
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Ha senso cercare di tirare ancora fuori qualcosa dei Floyds, raschiare il fondo del barile, rieditare, rimasterizzare, riinfiocchettare, impacchettare e buttare sul mercato? Ha senso rileggere, riparlare, mostrare da altra angolazione, ribadire, concettualizzare, ririscaldareminestra, rifare l'autopsia di un gruppo geniale a spremuto più di un limone consumato? Ha senso ribadire (ancora, ed ancora, ed ancora...) Syd si, Syd no, Syd forse? C'è altro da dire e/o da ascoltare?
I Floyd, persino più dei Beatles, sono stati smembrati e dissezionati nei modi più osceni ed inutili, su di loro si è operato un accanimento terapeutico che ne ha svuotato il valore.
Hanno anche avuto la sfortuna di avere dei fans piuttosto ottusi. Hanno fatto cose sublimi ma anche discrete schifezze, che si abbia il coraggio di dirlo.
Quanto vorrei poterli ascoltare, semplicemente dimenticandomi chi sono stati....
Quanto li ho amati, quanto li ho odiati!
Scusa per questa divagazione: la recensione è enciclopedica, come al solito.


Almotasim : Le tue ragioni sono più che legittime. Questa raccolta comunque, uscita da sei mesi, meitava un commento nello spazio libero del DeBasio. Ho cercato di far lo spiritoso per alleggerire il testo, vedi la storiella inventata che non facessero guidare il pumino a Barrett, o il suggerimento per l'eventale causa persa da Gilmour che avrebbe potuto ribattezzare i Pink come "Gilmour's Girl", titolo americano, peraltro, di un patetico telefilm; "Una madre per amica", dove la protagonista certamente è una madre dal cuore atomico... Anch'io non li ascolto più di tanto ultimamente, ma li ho ascoltai tantissimo e sono stati il mio primo amore musicale. Ti dirò che non mi sono ancora stancato del lato B di Atom Heart Mother e del Lato A di Meddle. Mettili insieme e avrai il loro più grande capolavoro.
Almotasim
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Modifica alla recensione: «*Un dalla diventa della e un della diventa dalla. Correzioni.». Vedi la vecchia versione link rotto

TheJargonKing
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la base fondamentale della musica moderna.

Almotasim : Bel detto.
mrbluesky
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pippo 70
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Secondi solo ai Beatles in quanto a popolarità. Non particolarmente dotati in quanto a perizia tecnica, hanno saputo fare di necessità virtù sperimentando ed inventando suoni diversi, inimmaginabili prima di allora, considerando la rudimentale tecnologia di cui potevano disporre all'epoca. Mason, per esempio, tagliava e rimontava i nastri ad anello, quando oggi basterebbero pochi secondi schiacciando un tasto di un computer per ottenere gli stessi effetti. Se come bassista Waters si discosta a malapena dalla mediocrità, può essere tranquillamente considerato uno dei compositori più originali ed importanti del '900. Gilmour e Wright, pur non essendo musicisti eccelsi, hanno sviluppato uno stile personalissimo ed inconfondibile che li ha contraddistinti da qualsiasi altro loro collega, occupandosi in fase compositiva delle musiche, molto più di quanto non sia mai stato loro riconosciuto nei crediti. Syd Barrett è stato, per una brevissima stagione, un genio, un artista unico ed impareggiabile, anche se forse negli anni un po' troppo mitizzato e sopravvalutato. Molti gruppi sono stati tecnicamente superiori ai Pink Floyd, pochissimi altrettanto fondamentali ed influenti per le generazioni future. Mi permetto di segnalare il bootleg "Meddled", uno dei live più belli del gruppo, con una versione di "Fat Old Sun" straordinaria. Tutti i componenti del gruppo giganteggiano, ma chi sorprende più di tutti è Nick Mason, spesso considerato "quello del 4/4 lento", in questo live dimostra di essere vitale ed energico come in poche altre occasioni, (la performance di Mason su un album in studio che prediligo in assoluto è quella di "Animals", oltre al suo brano "solista" di "Ummagumma").

Almotasim : Sottoscrivo quello che dici davvero molto bene. Quel bootleg non lo conosco, ma mi incuriosisce molto, a partire dal brano che citi.
Kotatsu: Verissimo il discorso sul povero Nick, troppo spesso sottovalutato.
hjhhjij: Be, oddio, Mason era effettivamente un po' pippa però li, nel contesto della band, ha saputo anche lui fare cose egregie (ma anche solo le percussioni su "Time" oh, efficacissime). Nick Mason però, molto più che come batterista, è un grande produttore, grandissimo e di questo gliene darò sempre atto e merito.
Kotatsu: Ahahah beh in effetti non serve Keith Moon per suonare Shine On You Crazy Diamond, però quello che intendo dire è che live era molto più spigliato xD
hjhhjij: Sicuramente. Non cerco la tecnica a tutti i costi, Mason quando voleva sapeva essere un batterista efficace anzi dico che a me piace anche in studio, non ho nemmeno necessariamente bisogno delle più movimentate prestazioni live per apprezzarlo. Però è molto meglio come produttore di dischi altrui, è molto bravo, solo questo dico.
Pinhead
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In effetti, in occasione del quarantennale, è uscita la versione super-mega-deluxe dell'esordio dei Ramones, ma non ci ho mai pensato a comprarmela. L'unica pazzia l'ho fatta un po' di anni fa per il box di 19 cd dei singoli dei Clash, ma solo perché trovato in offerta a circa 30 € dagli originari 90.

Pinhead: I Pink Floyd, praticamente, mai seguiti: per me, i Ramones hanno fatto tabula rasa.
Almotasim : Ottimo acquisto l'offerta dei Clash. Le piu' belle di quella raccolta, per me, sono: I fought the law e Straight to hell.
Pinhead: Tutto «The Cost of Living» è un capolavoro, il migliore annuncio per «London Calling».
hjhhjij: "per me, i Ramones hanno fatto tabula rasa." Un altro ottimo motivo per denigrarli :-)
Pinhead: hjhhjij tu l'hai comprata la ristampa super-mega-deluxe di «Ramones»???
hjhhjij: Si. Tre copie.
luludia
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I floyd dopo ummagumma praticamente non esistono...per me, ovvio...ma il mondo e' bello preche' vario...

Almotasim : Finiscono con A several species of small furry animals gathered in a cave and grooving with a pickt.
luludia: oh no, mi riferisco solo al live...ma io non faccio testo, sono un barrettiano estremista...
Almotasim : Lo sospettavo, ecco perche' ho dato a qiegli animaletti la possibilita' di uscire per un attimo dalla caverna. E tu li hai ricacciati dentro.
hjhhjij: Allora mi dispiace ma non ha senso salvare "A Saucerful of Secrets" lulù, pure quello fa cagare, Barrett praticamente non c'era, era una sagoma di cartone appoggiata li che guardava l'aria povero fio, in quel disco fa poco o niente :P Scherzi a parte, a te piace Barrett, non ti sono mai piaciuti secondo me i Pink Floyd. Peccato però buttare via così musicisti di cotanta intelligenza in fatto di suono e composizione o dischi così obbiettivamente di qualità come quelli venuti dopo, solo per mettere esclusivamente sull'altare un povero ragazzo matto il cui talento fu amplificato anche dalla sua follia e dagli acidi chiudendosi a tutto il resto. Non ho toni polemici davvero, ma è una cosa su cui leggendoti mi è venuto da riflettere, soprattutto pensando che in parte io la penso come te: i miei Floyd sono quelli guidati dal povero ragazzo matto, che ha(nno) inventato tutta una branca di musica psichedelica, o quelli subito dopo, al massimo. Il prisma con le sincronizzazioni tarocche di Oz non mi smuoverà mai tanto quanto lo spaventapasseri Syd, eppure sarei un ipocrita se dicessi di non apprezzare caldamente anche quegli album successivi, semplicemente non li amo altrettanto. Ma Barrett c'entra fino ad un certo punto, c'entrano le strade intraprese da tutti, TUTTI, loro 4. Quattro perché Barrett si è bruciato davvero troppo presto. Insomma, non lo capisco sinceramente il fanatismo da altare sacro che hai verso Barrett ma non perchè ti piaccia tanto Syd o le cose che hanno fatto con lui i Floyd, che è normalissimo, ma non capisco questa esclusione estrema verso tutto ciò che non è lui, tanto da giudicare non esistenti (eh...) lavori obbiettivamente validi. Validi dico eh, degni di considerazione, poi il resto lo lascio ai gusti di ognuno (per dire Atom per me è un capolavoro, ma in effetti è anche l'ultimo, ma questi son gusti). Non porterà da nessuna parte questa sbrodolata, ma mi è venuto da pensarci e niente...
TheJargonKing: ti capisco benissimo, però io arrivo fino a Pompei
perfect element: Infatti, secondo me i Floyd cominciano ad ingranare dopo Ummagumma.
madcat: Ma infatti, per quanto riguarda lulù, semplicemente non gli piacciono i Pink Floyd, secondo me: sostanzialmente gli piace Barrett (e forse pochissimo altro poco dopo Barrett) e basta, tutto qua. Io sono vicino ai gusti di perfect element, per quanto riguarda i Pink Floyd, perché quelli che preferisco sostanzialmente sono quelli '69/'79 (ci metto pure dentro "More" del '69 però); senza ovviamente però discutere sulla validità dei primi due e degli ultimi 4 ("The Division Bell" il mio preferito degli ultimi 4).
madcat: Anzi "The Division Bell" lo piazzo proprio assieme al periodo che preferisco, estremamente sottovalutati, almeno qua, i Pink Floyd che nei '90 hanno tirato fuori il materiale per The Division Bell e The Endless River, per me 2 disconi proprio
hjhhjij: Si ma anche perfect element deve sempre sparà la stronzata sui Floyd; anzi direi che in generale ogni sparata estrema come quelle di luludia o p element annulla obbiettività e lucidità nel giudizio, al di la dei gusti personali. Sostenere che i Pink Floyd abbiano "Cominciato ad ingranare" dopo "Ummagumma" la vedo una cavolata grossa quanto quella di luludia che indica come inesistenti i dischi successivi ad "Ummagumma" ed è ben diverso dal dire "A me i Floyd piacciono più dal '72 al '83" per dire. Adesso andiamo a dire quindi che dischi come The Piper o A Saucerful erano di una band che non aveva ancora ingranato, anche se hanno creato un suono e una branca di psichedelia di fatto nuova che influenzò orde di band e una bella fetta di rock e psichedelia cosmica anche nella scena tedesca. Ora, quella musica può anche non piacere, è un discorso, un altro discorso è dire che a quel punto, con quei lavori, la band non aveva ancora ingranato, a meno che non intendesse semplicemente qualcosa come "Alle mie orecchie ingranano dopo i primi dischi" che ci può stare, ma appunto, messa in quel modo a me suona come una cazzata e c'è poco da fare. Tu invece mad sei sempre molto equilibrato anche nei giudizi più netti ed è un piacere leggerti. Ecco io personalmente non capisco cosa abbia di così valido "The Division Bell", lavoro ruffianotto che non aggiunge nulla alla carriera dei Pink Floyd, suoni molto mosci al netto di alcune canzoni sicuramente piacevoli, anche belle perché no. Sai che non mi dispiace, però boh.
luludia: Ma la mia non è una sparata estrema, è solo un opinione personale. Quando do giudizi su un'opera musicale non tengo assolutamente conto dell'importanza storica della medesima, quel che mi importa è solo il mio piacere di ascoltatore, questo per dire che, insomma, lungi da me derubricare i dischi dei flloyd come robetta insignificante, visto che, comunque, han segnato un'epoca. Solo che a me, salvo qualche canzone in qua e in la, son dischi che non piacciono. Certo il mio amore per Barrett, e il sospetto che non l'abbian trattato proprio benissimo, a volte mi fa un po' straparlare. Però, alla fine, il fatto è uno solo: ascolto moltissimo il primo dei Floyd, qualche volta il secondo, qualche volta "Ummagumma; gli altri non li ascolto mai. Poi se per caso alla radio dovessi sentire "Summer 68" di sicuro non cambio canale, Alla fine poi son solo gusti. Riccardo Bertoncelli, che è il mio critico musicale preferito, la pensa più o meno come voi, e va benissimo così. Almotasim la pensa diversa da me, ma si becca il mio cinque lo stesso. Allora, qual'è il problema?
hjhhjij: Lo so che è un'opinione personale, ma questo esclude che sia una sparata estrema ? L'hai detto tu che sei un fan estremista di Barrett. No, non c'è alcun problema, mi è venuta da fare una piccola "riflessione" su questo argomento, da grande estimatore di Barrett e di quei Pink Floyd quale sono anche io.
luludia: In realta' ho apprezzato il tono del tuo primo commento...
hjhhjij: Eh, mi sono impegnato.
luludia: Non e' una sparata estrema, lo sarebbe stata se avessi estremizzato tanto per...
madcat: @[hjhhjij] effettivamente "cominciano a ingranare dopo Ummagumma" nun se pò legge :) (che poi non ho capito se intende da Ummagumma compreso o meno), forse ho capito in che senso l'ha scritto (forse secondo lui trovano il loro vero stile/strada da lì in poi?) ma scritto così nun se pò legge comunque, ripeto (in realtà volevo scriverlo anche prima, aggiungendolo al fatto che, in materia Pink Floyd, sono vicino ai suoi gusti, ma mi sono scordato). Ti ringrazio molto per quel "sei sempre molto equilibrato anche nei giudizi più netti ed è un piacere leggerti" che ovviamente ricambio in pieno. Riguardo "The Division Bell" (ma anche "The Endless River") io lo trovo estremamente emozionante, ispirato, sentito. Ha un suono caldo, avvolgente, ha degli assoli che mi fanno venire la pelle d'oca ogni volta (alcuni da annoverare tra i suoi migliori, secondo me), ha grandi pezzi e scorre molto fluido dall'inizio alla fine nonostante la durata. Tu dici ruffiano, io dico entrambi Pinkfloydiani fino al midollo, hanno chiuso con due dischi che rappresentano il loro suono (almeno quello sviluppato nei "loro" 70s) molto bene, secondo me.
hjhhjij: "trovano il loro vero stile/strada da lì in poi" Ma anche così non avrebbe senso. Perché quello di prima era uno stile tarocco ? No, era semplicemente lo stile che avevano in quel momento, ed è stato seminale, poi è cambiato in base ai cambi di formazione e ai vari accadimenti. Cosa ovvia che accade ed è accaduta in molti gruppi. Quindi no, anche così non mi suona. " hanno chiuso con due dischi che rappresentano il loro suono (almeno quello sviluppato nei "loro" 70s)" Mah, non so, su questa cosa francamente non mi trovi d'accordo, non ce la sentono proprio questa cosa le mie orecchie in "The Division Bell". Concordo solo sul suono caldo :-)
hjhhjij: @[luludia] "e il sospetto che non l'abbian trattato proprio benissimo" Chissà poi le vere dinamiche quali sono state. Chissà se davvero poi si sono rosi nei sensi di colpa, se ci hanno pure un poco marciato o più probabilmente entrambe le cose insieme perché a volte la mente umana è complicata ("Wish You Were Here" e dark said of the mooni belli vari). C'è da dire anche che Barrett era diventato assolutamente ingestibile, come diavolo avrebbero potuto andare avanti così, intendo a livello professionale, a livello di band ? Impossibile. Barrett in larga parte se l'è cercata, nel senso che rovinandosi in quel modo poi era ovvio che avrebbe perso la sua creatura.
hjhhjij: Da un punto di vista umano ecco, le cose potevano esser gestite meglio ma ripeto, chissà poi come sono andate davvero le cose, non sono un esperto e nemmeno mi interessa troppo approfondire. Poi cazzo erano tutti ragazzi, gente che si è ritrovata a gestire un amico d'infanzia ridotto in quel modo. Brutta storia, in ogni caso, per tutti.
madcat: "trovano il loro vero stile/strada da lì in poi" Ma anche così non avrebbe senso. Perché quello di prima era uno stile tarocco?" non penso lo intendesse in quel modo, penso parlasse in senso soggettivo, cioè "trovano lo stile che secondo me meglio li rappresenta, e che in ogni caso preferisco" qualcosa del genere; poi dovrebbe pure intervenire il diretto interessato eh :)
hellraiser
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Io possiedo il box completo in questione, ma non ho speso tutti quei soldi. Per vari motivi. Il primo è che il negoziante della mia cittadina è un mio caro amico, ci frequentiamo molto spesso anche con le rispettive compagne, e mi ha fatto alla vigilia di Natale quando lo presi un grande sconto. Ho venduto ad un altro negoziante di fiducia alla fine dell'anno una settantina di pezzi tra vinili, cofanetti e cd, che ormai non ascoltavo più e di cui volevo liberarmi. Un'altra parte è arrivata dalle buste e regalini di Natale da parte di nonne, zie e parenti vari. L'ho preso ad un prezzo più che buono, mi son fatto il regalo di fine anno. Da allora lo sto ascoltando/vedendo con calma, la quantità di roba qui contenuta è imponente e cofanetto dopo cofanetto lo sto scoprendo pian piano. Avete ragione sulla speculazione in queste uscite, ormai tutti i grandi gruppi del passato hanno nuove uscite con mega box che non finiscono più (vedasi Zeppelin, Queen, Peter Gabriel con So, Stones, Tull, Kinks ecc). Però devo dire che è un cofanetto che merita eccome, son contento di averlo preso, anche se impegnativo per un comune dipendente come me. Mi piace molto come scrivi, rece un po' lunga ma bella

Almotasim : Beh dai, ti e' andata benone... circa I box io mi tengo stretto tutto Dylan fino a Tempest, usato, a 60 €.
hellraiser: Bellissimo quello, the complete studio recordings se non sbaglio, mi manca. Bravo! Scrivi molto bene
Almotasim : Grazie HellR.
psychopompe
psychopompe Divèrs
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La base della mia educazione musicale, anche perchè fino a pochi anni fa la mia collezione floydiana non superava il 1972. Conosciuti grazie a A Nice Pair, edizione LP dei primi due dischi. Stavo per sborsare la pecunia per il mefitico box, ma ho desistito. Ora mi sto comprando con calma i volumi separati, ma non tutti, i migliori rimangono 1968-1969-1970. Avete ragione che oramai sui Floyd non c'è un cazzo da dissotterrare, ma personalmente avere con un audio decente quello che di solito si trovava bootleg posso pensare di investirci dei soldi. Peccato che il fantomatico live a Stoccolma del 67 rimane con qualità audio pessima, anzi senza voce proprio. Il sacro Graal Barrettiano rimane un'utopia purtroppo.

De...Marga...
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Pink Floyd, Dire Straits, Bob Daylan. i miei primissimi amori musicali che mi hanno tenuto la mente impegnata per tutti gli anni ottanta. Sono anch'io poco favorevole a questi mega-super-deluxe-box dove si va ben oltre il raschiare il barile. Come spendere bene cinque minuti nella lettura della tua esaustiva pagina; anche se dal mio punto di vista proverei, con i tuoi certi nuovi scritti, di cambiare "formato" nell'impostazione della recensione. Solo un consiglio il mio almo...Waiting for the Worms...

Almotasim : I tuoi suggerimenti sono bene accetti. Piu' coinciso? O altro?
De...Marga...: Ma come ho digitato Dylan!?! Tornando allo scritto, che ho apprezzato ci mancherebbe, cercherei una maggiore sintesi; del resto anch'io all'inizio del mio percorso debaseriano ho scritto dei tomi di lunghezza infinita (vedi ad esempio il live dei Dream Syndicate). Ora sto cercando di asciugare quanto più possibile le recensioni; poi magari nella prossima mi dilungherò a dismisura anche perchè ho da tempo in progetto uno dei miei resoconti live di tanti anni fa. Ti ripeto che il mio è soltanto un pacato consiglio perchè puoi tranquillamente andare avanti per la tua strada ed io continuerò a leggerti con assoluto piacere. Alegar bel fiol.
Almotasim : No tranquillo, guarda che apprezzo. Sento l'esigenza di tagliare, e che con certi gruppi e' l' occasione per fare un po' il punto personale...
Kotatsu
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Bellissima rece, che ha colto in più punti quegli aspetti che mi hanno fatto innamorare perdutamente della band di Cambridge. Immensi e basta. In quanto al box, è proibitivo :((( Aspetterò con ansia la possibilità del download!

hjhhjij: Ufficialmente sono una band di Londra perché formatisi li però vabè si tra le origini e buona parte dei componenti che eran di li anche io li considero band di Cambridge. Tipo i Soft Boys che invece sono stati fondati a Cambridge e sono una band di Cambridge anche se ne Hitchcock ne gli altri sono natii di li, solo studenti.
Kotatsu: Eh ma non a caso qualcuno parlando dei Pinchi ha tirato fuori il discorso della "Cambridge Mafia", cioè il fatto che più o meno l'universo Floyd almeno agli inizi bene o male proveniva da quella realtà lì :)
hjhhjij: No no ma senza "Più o meno". L'universo e l'avventura Pink Floyd parte da li, da Cambridge, da Grantchester. Da Barrett e Gilmour, i due autoctoni del luogo, che crescono assieme, da Waters che si trasferisce li fanciullo e non se ne staccherà più ("Grantchester Meadows" non l'ha scritta Gilmour, ne Barrett, l'ha scritta Waters, il figlio adottivo di Cambridge), da loro che diventano tutti amiconi, da Barrett e Gilmour che suonano assieme o separatamente in mucchi di band giovanili della scena rock e pop della città. Anche se il nucleo fu poi completato dai due londinesi, i Pink Floyd sono considerabilissimi come band di Cambridge. Tornarono anche a casa, si esibirono lì, agli inizi. Si esibirono nella famosa sala concerti "Dorothy Ballroom" (dove si esibirono, per dire, anche i Gentle Giant) oppure in altri locali, o all'università (era fertile di luoghi per la grande musica Cambridge, vedi anche il festival folk, uno dei più importanti al Mondo), in un'esibizione del 1968 mi pare gli fecero da spalla gli Henry Cow (di Cambridge anche loro, anche loro fondati li in quanto studenti), ben prima del loro esordio in studio. Si si, i Pink Floyd sono di Cambridge quanto di Londra, sono le loro città. Barrett è il cappellaio matto o il diamante pazzo dei prati di Grantchester.
hjhhjij: Anzi visto che ben due elementi sono effettivamente nati li, sono più di Cambridge loro che i Soft Boys, gli Henry Cow o i, ehm, Katrina & the Waves XD
v8interceptor
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Non li ascolto piu' da anni, tranne un album solista di Gilmour del 1978...furono il mio primo amore ma poi ho sentito l'esigenza di un tipo di musica si sofisticata ma con piu' preparazione tecnica, l'unico di loro che aveva un buon bagaglio era proprio Gilmour, li preferivo prima che diventassero famosi, dal primo a MEDDLE, Poi Animals , il resto col tempo te lo dimentichi subito a favore di altro.........


Nico63
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Alla fine l'ho pigliato (il doppio, non il mega box) e direi che era proprio il caso. Devo ancora sentire buona parte del secondo cd ma quello che ho ascoltato mi ha già mandato in sollucchero. Avendo già diverso materiale non ufficiale oltre a quello ufficiale non mi aspettavo tante piacevoli sorprese, come quell'Interstellar breve ma particolarissima, somigliante, nell'incipit, a A Saucerful Of Secrets, tanto per fare un esempio.

Almotasim : Il doppio e' proprio valido. Ci fosse stata una versione live di One of These Days, sarebbe stato perfetto. Nel box mi risulta ci sia qualche inedito in studio con Barrett che canta... se ce lo avessero elargito...
madcat
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Questo doppio l'ho acquistato in questi giorni (assieme a "Delicate Sound of Thunder"). Bellissimo, una delle "Anthology" più belle che abbia mai ascoltato, perchè al di là del valore, come dire, "storico", è davvero piacevole da ascoltare, alcuni pezzi sembrano scivolare uno dentro l'altro quasi come se appartenessero a un disco vero e proprio e non ad un insieme di pezzi presi da vari periodi, mentre le anthology di solito sono un pochetto difficoltose da ascoltare. Bel suono ed eccellente selezione di brani uno più bello dell'altro. 5 secco

Almotasim : Si', hai ragione, manca solo una versione alternativa di One of These Days. Ti ringrazio del passaggio, Madcat.

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