Copertina di Pink Floyd The Piper At The Gates Of Dawn
enbar77

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Per appassionati di rock psichedelico, fan storici dei pink floyd, cultori della musica anni '60, amanti della sperimentazione sonora e della musica d'autore
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LA RECENSIONE

Debutto eccellente di quel gruppo che emergeva dagli esperimenti sonori di Norman Smith nei famigerati Abbey Studios. La loro promettente carriera si sarebbe aperta di lì a poco pur evidenziando il significato deterrente della latente stabilità mentale di Barrett. Anche qui, come per i Doors, mi risulta difficile giudicare se l'assenza di Barrett, tra l'altro ben avvicendata da Gilmour, sia stato un bene o un male.

Il pezzo d'apertura è l'incipit di quello che sarà il marchio di fabbrica dei Pink Floyd, ossia la migliore esecuzione della psichedelia, (un gradino in su rispetto King Crimson e Grateful dead), dove il genio schizofrenico di Syd che si evidenzia fin dall'apertura di quella magistrale "Astronomy domine", (ripescata poi in "Ummagumma"), con la sperimentazione di interessanti effetti sonori e particolari metriche vocali. L'influenza dello Smith sopra citato, ingegnere del suono dei Beatles ai tempi di "Rubber Soul" e "Revolver", che li avrebbe "lasciati" durante le sessioni del "Sgt. Pepper's", è evidente.

Seppur con risultati eccellenti, si può notare che in "Matilda mother", contenente un orientaleggiante assolo che funge da ottimo baricentro, si ricorda il finale di "I want to tell you", mentre "Flaming", si abbandona al finale di "I'm only sleeping". In "Take up the stetoscope and walk" si riconosce, invece un pizzico dello stile assurdo di Zappa già presente in "Freak out!"

Nulla da denigrare, lungi da me, infatti sembra che i Pink Floyd intuiscano quale sia la strada giusta che li porterà al successo mondiale e puntano tutto (almeno nel debutto), su "Interstellar overdrive", dove si riconosce il loro timbro a fuoco. I vortici metallici rappresentati in questa esecuzione dona la possibilità alle menti turgide di sprofondare in un plastico effetto di straniamento che dà l'impressione di un lento fluire, quasi con garbo di metriche surreali. Appunto, è una impressione. La rocambolesca fuga di ferodi stridenti, nei più reconditi gangli dei circuiti cerebrali, prende piede assumendo un feroce dominio delle orchestrazioni inimitabili del gruppo inglese.

Sembrerebbe di dire loro: "La psichedelia è roba nostra signori, fatevi da parte!". A mio avviso ne hanno tutto il diritto anche se non si possono negare le influenze ataviche (in ordine cronologico Bob Dylan, Donovan, Byrds, Holy modal rounders, 13th floor elevators, Kinks, Beatles) e quelle a loro contemporanee (Frank Zappa, Jefferson Airplane, Soft machine, Moody Blues, Velvet Underground, Grateful dead).

I Pink Floyd sono i Pink Floyd e occhiate ammiccanti si possono concedere (sempre a mio parere) solo ai King Crimson (The court of the Crimson King, In the wake of Poseidon, Red) e Grateful dead (Anthem of sun). Il resto è copia.

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Riassunto del Bot

Il debutto dei Pink Floyd con "The Piper at the Gates of Dawn" è un'esperienza psichedelica straordinaria, guidata dal genio creativo di Syd Barrett. L'album mostra influenze musicali diverse e sperimentazioni sonore innovative che lo rendono un classico imprescindibile. Nonostante le controversie sulla stabilità mentale di Barrett, il disco si posiziona come pietra miliare del rock degli anni Sessanta. L'opera trasmette un senso di straniamento piacevole e originale senza perdere coerenza.

Tracce testi video

Pink Floyd

Pink Floyd sono una band britannica formata a Londra nel 1965. Dalla psichedelia degli esordi guidati da Syd Barrett all’era dei grandi concept con Roger Waters e David Gilmour, hanno ridefinito suono e immaginario del rock con produzioni visionarie, sperimentazioni in studio e spettacoli dal vivo monumentali.
237 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 Stiamo parlando dei britannici Pink Floyd... ebbene sì, già dal primo disco si capisce quello che avrebbero fatto in futuro.

 Disco eccellente, che si discosta un po' dal sound tipico dei Pink Floyd ma che è ugualmente un colosso della storia della musica.


Di  zaireeka

 Syd Barret. Il diamante pazzo. Il Fu Mattia Pascal psichedelico.

 Uno di quelli orologi... i suoi vecchi compagni lo hanno conservato e lo hanno fatto suonare ancora una volta all’inizio di Time.


Di  Moro1

 Solo Barrett può spiegare il capolavoro che ha composto e che ha scritto, e lo fa attraverso le storie di un re narrate nella fiaba di una mamma.

 Questa è la storia, questa è la psichedelia, questo è il capolavoro, e voi dovreste saperlo.


Di  anthon

 «Fin dai primi secondi, l’ascoltatore è trasportato in una dimensione ultramondana, dimensione che caratterizza gran parte dell’album.»

 «Interstellar Overdrive rappresenta la vera innovazione, un free-form di circa otto minuti, che usa il linguaggio della dissonanza.»


Di  AJAX

 I primi pink floyd sono riusciti a sintetizzare in una visione unica e inimitabile gli impulsi provenienti dall'acid rock westcoastiano, l'interesse per le forme musicali libere e improvvisate e l'amore per il fiabesco più autenticamente inglese.

 Al genere proposto non ho saputo dirvi quale, perché i pink non hanno uno stile a sé.. Ma sono un misto di più generi... Forse è questo che li rende così grandi...


The Piper at the Gates of Dawn ha 20 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.