Copertina di Placebo Meds
gidan 89

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan dei placebo, cultori di musica indie e analisi musicale approfondita
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LA RECENSIONE

Brian Molko prima dell'uscita del disco disse che i Placebo sarebbero tornati alle origini, mettendo da parte l'elettronica e puntando nettamente sulla semplicità (chitarra elettrica/basso/batteria). Dopo aver ascoltato il disco si capisce subito che la dichiarazione del leader della band sia stata solo una mezza verità.

Rispetto a "Sleeping with ghosts " l'uso dell'elettronica è stato sicuramente molto ridimensionato ma non eliminato del tutto, in quanto presente in quasi tutte le canzoni, chi più chi meno. D'altra parte è anche vero che i Placebo hanno scelto di essere più semplici e di non ricercare sounds alternativi creando così il loro disco più maturo, accostando l'elettronica all'indie rock in modo proporzionale. L'album si apre con "Meds", cantata assieme a VV dei The Kills; il riff di chitarra iniziale è simile a quello di "Every you and every me" ma la canzone cambia presto diventando un duetto che gioca sul filo dell'ossessione, 2 minuti (pochini) molto potenti e spiazzanti, in cui il ritornello " Baby , did you forget to take your meds ? " diventa ossessivo e ti entra nella testa. Si passa poi ad "Infra Red", canzone dal testo dark ma abbastanza banale e sempliciotto, accompagnato però da una musica trascinante e molto potente. Anche qui possiamo trovare la marcatura forzata sulla follia e sull'ossessione : " Someone call the ambulance , ther's gona be an incident ".

"Drag" è sicuramente la canzone più placebiana classica dell'intero album; la malinconia e la tristezza che i Placebo volevano trasmetterci con questa canzone sanno molto di minestra riscaldata che vorrebbe ammiccare alle origini del gruppo ma che perde molto paragonata alle altre canzoni dell'album. La stessa cosa vale per canzoni come "Follow the cops back home" e "Because want you", le quali sono esplicitamente rivolte al passato della band, ma risultano le più deboli. "Space Monkey" è invece una canzone innovativa per i Placebo; dal testo enigmatico al sound malato ma coinvolgente e quasi ipnotico, questa canzone merita davvero di essere ricordata come una delle operazioni migliori dei Placebo. "Post Blue" e "Blind" scorrono leggere e sono entrambe godibilissime, mentre subito dopo troviamo una canzone d'amore bellissima qual'è "Pierrot the clown". Canzone raffinata e rabbiosa allo stesso tempo, grazie alla bella voce di Molko resta uno dei migliori pezzi dell'album. "Broken Promise" delude un pò le aspettative visto il duetto con Michael Stipe (leader dei R.E.M.) ma non è di certo una canzone mal riuscita, semplicemente è una normale canzone dei Placebo con l'aggiunta della voce di Stipe , perlaltro soffocata da quella più esuberante di Molko.

In "One of a kind" si ha un un inizio molto curioso per poi passare ad una canzone che predilige molto il ruolo del basso, risultando orecchiabile e "preziosa". L'album si chiude con due ottime canzoni, quali sono "In a cold light of morning", omaggio a Leonard Choen molto molto bello, una ninnananna narcotizzata inquietante dal sound molto diverso da quello di Molko e co; a mio avviso è una canzone che merita davvero. "Song to say goodbye" è il singolo che ormai tutti conosciamo , e che anche non essendo rock trasmette la disperazione del testo (stupendo) e chiudendo l'album in maniera elegante ma specialmente con un arrivederci.

In sintesi, questo "Meds" è davvero un ottimo album tramite cui i Placebo hanno saputo migliorare la loro musica ancora una volta, anche se sono presenti ancora alcune pecche. Se questa band continuerà su questa via, maturando volta per volta il loro sound, potremmo avere una delle migliori rock band degli ultimi anni (anche se già lo sono) e sicuramente potranno riservarsi un posto d'onore nel teatro della musica rock .

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Meds', l'album dei Placebo, evidenziandone il ritorno a un sound più semplice ma mai privo di elettronica. Viene apprezzata la maturità artistica e il bilanciamento tra indie rock e atmosfere ossessive. Alcuni brani sono considerati più deboli, ma l'album nel complesso risulta un ottimo lavoro nella carriera della band.

Tracce testi video

01   Meds (feat. Alison Mosshart) (02:57)

05   Follow the Cops Back Home (04:41)

06   Post Blue (03:13)

07   Because I Want You (03:24)

09   Pierrot the Clown (04:24)

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10   Broken Promise (feat. Michael Stipe) (04:14)

12   In the Cold Light of Morning (03:54)

13   Song to Say Goodbye (03:35)

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Placebo

Placebo è un gruppo alternative rock britannico fondato a Londra nel 1994 da Brian Molko e Stefan Olsdal. Noti per le loro sonorità malinconiche e l'approccio androgino del frontman, si sono distinti nella scena rock europea degli anni Novanta e Duemila.
32 Recensioni

Altre recensioni

Di  Jack_85

 L’album si può interpretare come una vera e propria medicina, paragonando le varie canzoni a delle compresse da assumere.

 ‘Pierrot The Clown’: una canzone da ascoltare ad occhi chiusi come una preghiera quasi.


Di  Matt7

 Blind a mio avviso è forse il pezzo davvero meritevole di ascolto di tutto il disco.

 Questo disco rappresenta la somma dei quattro dischi precedenti: ha la rabbia di Placebo, la malinconia di Without You I’m Nothing, le imperfezioni di Black Market Music e la giusta sperimentazione di Sleeping with Ghosts.


Di  The Punisher

 Adesso si, 4 anni fa mi incuriosivano... adesso salvo SOLo la copertina che è stupendaa!

 SOLDI BUTTATI NEL CESSO


Di  Brizz89

 Questo nuovo 'Meds' è a metà strada tra i vecchi fasti della band e quel mezzo fallimento che io considero il loro penultimo lavoro.

 L'album è quindi consigliato solo ai fans sfegatati, ma sicuramente a nessuno che voglia sentire i Placebo da zero.


Di  ste84

 "Il rock dei Placebo non è fatto per essere suonato solo con gli strumenti essenziali."

 "Meds è un lavoro da apprezzare con il tempo ma che non vi suonerà affatto nuovo... ciao MMMITTTTICCI!"


Meds ha 10 recensioni su DeBaser.
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