Copertina di Placebo Meds
GrantNicholas

• Voto:

Per fan dei placebo, appassionati di rock alternativo e critica musicale, ascoltatori interessati all’evoluzione artistica delle band
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LA RECENSIONE

Brian Molko è il più classico di quei personaggi che si amano sino alla bava alla bocca o provocano una nausea pari a quella che può provocare il parmigiano nel caffèlatte; sentirete poche persone dire "Placebo? Sì, non mi dispiacciono...". Il problema è un altro: il tonfo che hanno fatto con questo album ha del clamoroso. Non contiene pezzi inascoltabili: il problema è che non ha un senso proprio. La svolta semi-elettronica del precedente "Sleeping With Ghosts" era stata ben assorbita da critica e pubblico (qualche milione di copie, addirittura), a questo punto l'evoluzione musicale del trio inglese era prontissima per essere portata a completamento (vedi i due ottimi inediti presenti nella raccolta uscita precedentemente): solo che i Placebo decidono di fare non uno, ma un'intera passeggiata di passi indietro. E dire che il dischetto inizia ammodo con la titletrack, ottimo esempio di rockettino minimalista e, per contorno, la voce della bella e brava Alison Mosshart (metà dei Kills). Segue "Infra-red", ottima melodia e arrangiamento in perfetto stile Placebo (è già un classico di Molko e soci). Beh, direte voi? Arrivano i guai: "Drag" ammicca alla produzione più rock del trio, ma è talmente insipida da passare inosservata. "Space Monkey" è il pezzo sperimentale che i Placebo amano piazzare ad ogni album (ad esempio, "Something Rotten" nel precedente), ma manca di mordente e risulta piatto e poco ispirato. "Follow The Cops Back Home" è riempitivo allo stato puro, col suo incedere monotono e la melodia assolutamente insapore. Almeno "Post Blue" e "Because I Want You" (ottima quest'ultima) smuovono un po' le acque, ma ci pensano "Blind" (melodia rockeggiante ma scontata come un saldo di fine stagione) e "Pierrot The Clown" (lentone) a riportare tutti a terra. Il tanto atteso duetto con Stipe, "Broken Promise", è considerato da molti deludente; invece è tra i pochi momenti accettabili del lavoro, soprattutto per i bei chitarroni del ritornello e la particolare vocalità di Molko in bella evidenza. Sua Maestà Michelino da Athens, invece, non pervenuto. Superato l'ennesimo riempitivo, chiudono l'album "In The Cold Light Of Morning", cupissima e cantata sommessamente da Molko, e l'arcinoto singolo "Song To Say Goodbye", che passa e va. Peccato, occasione persa.
Un lavoro che guarda troppo indietro, per un gruppo che ci ha sempre abituati a guardare avanti. Il tempo dirà se è un blocco temporaneo. O una paralisi definitiva.

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Riassunto del Bot

La recensione sottolinea come Meds rappresenti per i Placebo un arretramento rispetto al precedente Sleeping With Ghosts. Nonostante alcune buone collaborazioni e tracce apprezzabili, l'album manca di coerenza e ispirazione, risultando spesso monotono e poco incisivo. Il lavoro del gruppo appare più un ripiego che una reale evoluzione, lasciando l'impressione di un'occasione persa.

Tracce testi video

01   Meds (feat. Alison Mosshart) (02:57)

05   Follow the Cops Back Home (04:41)

06   Post Blue (03:13)

07   Because I Want You (03:24)

09   Pierrot the Clown (04:24)

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10   Broken Promise (feat. Michael Stipe) (04:14)

12   In the Cold Light of Morning (03:54)

13   Song to Say Goodbye (03:35)

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Placebo

Placebo è un gruppo alternative rock britannico fondato a Londra nel 1994 da Brian Molko e Stefan Olsdal. Noti per le loro sonorità malinconiche e l'approccio androgino del frontman, si sono distinti nella scena rock europea degli anni Novanta e Duemila.
32 Recensioni

Altre recensioni

Di  Jack_85

 L’album si può interpretare come una vera e propria medicina, paragonando le varie canzoni a delle compresse da assumere.

 ‘Pierrot The Clown’: una canzone da ascoltare ad occhi chiusi come una preghiera quasi.


Di  Matt7

 Blind a mio avviso è forse il pezzo davvero meritevole di ascolto di tutto il disco.

 Questo disco rappresenta la somma dei quattro dischi precedenti: ha la rabbia di Placebo, la malinconia di Without You I’m Nothing, le imperfezioni di Black Market Music e la giusta sperimentazione di Sleeping with Ghosts.


Di  The Punisher

 Adesso si, 4 anni fa mi incuriosivano... adesso salvo SOLo la copertina che è stupendaa!

 SOLDI BUTTATI NEL CESSO


Di  Brizz89

 Questo nuovo 'Meds' è a metà strada tra i vecchi fasti della band e quel mezzo fallimento che io considero il loro penultimo lavoro.

 L'album è quindi consigliato solo ai fans sfegatati, ma sicuramente a nessuno che voglia sentire i Placebo da zero.


Di  ste84

 "Il rock dei Placebo non è fatto per essere suonato solo con gli strumenti essenziali."

 "Meds è un lavoro da apprezzare con il tempo ma che non vi suonerà affatto nuovo... ciao MMMITTTTICCI!"


Meds ha 10 recensioni su DeBaser.
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