Copertina di Population II À La Ô Terre
psychopompe

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Per appassionati di psichedelia, fan dei pink floyd, amanti della musica vintage e sperimentale, ascoltatori curiosi di nuove sonorità dallo spirito retrò
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LA RECENSIONE

Ennesimo doveroso recupero di un disco uscito lo scorso anno (che ce lo ricorderemo sì come uno dei peggiori anni della ns vita, ma a livello musicale guai a chi si lamenta).

I Population II vengono dal freddo Quebec, sono una specie di power trio, cantano in francese, si ispirano chiaramente nel nome ad un disco culto del chitarrismo acido dei '70 targato Randy Holden, ma sembrano una reincarnazione dei primi Pink Floyd, quelli appena orfani di Barrett.

Mi sono sempre chiesto cosa avesse voluto dire per Waters, Wright e Mason trovarsi da araldi della nascente psichedelia e con un capitano (anche se mezzo matto) saldamente al timone, a dover governare una nave in mezzo ad una tempesta, col capitano che a nuoto prova a cacciare Moby Dick. Da quelle paure, e grazie ad un chitarrista diverso, ma con una grande personalità come Gilmour, nacquero molti capolavori post Barrett. Tutti quei brani compresi fra albe coi flauti e lati oscuri della luna, che molti non approfondiscono a dovere ma che sono pieni di canzoni geniali. La prima, scritta di getto da Waters in totale crisi di autostima, si chiamava “Set The Controls For The Heart Of The Sun” ed è la versione in candeggina del coloratissimo sogno barrettiano: una nenia inquietante, limacciosa e minacciosa che scorre inquieta e sottopelle per 6 min che sembrano una eternità.

Non voglio dire che i Population II valgano qualsiasi incarnazione dei Pink Foyd, ma quando ho ascoltato “Ce n'est rêve” non ho potuto non pensare ad una versione più muscolare di Set The Controls.. di cui sopra. Ma è tutto il disco che, pur suonando dannatamente 60's, non ne scimmiotta le atmosfere ma le sente e le fa proprie, tanto da risultare fresco e addittivo in maniera assolutamente “moderna” .

Difficile descrivere i brani migliori, diciamo che i ragazzi giocano con gli spazi, allargandoli con tappeti di organo farfisa d'antan, e comprimendoli con sfuriate fuzz e tribalismi vari, a volte nello stesso pezzo (“Les Vents”, “Attraction”) oppure conglobando i momenti in brani brevi e successivi (la doppietta “L'offrandre” e “La Nuit”).

Sarà scontato ma un bel chapeau ci sta tutto..

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Riassunto del Bot

La recensione celebra À La Ô Terre, l'album dei Population II dal Quebec, come un riuscito tributo alla psichedelia anni '60, con un sound che fa propri gli spazi musicali e le atmosfere dei primi Pink Floyd. Pur senza replicarne direttamente lo stile, il disco si distingue per freschezza e modernità, grazie a giusti equilibri tra organo Farfisa, fuzz e tribalismi. Un ascolto coinvolgente e ben riuscito, meritevole di attenzione nel panorama psichedelico contemporaneo.

Tracce video

01   Introspection (04:39)

02   Ce N'Est Rêve (07:26)

03   Les Vents (04:55)

04   L'Offrande (02:03)

05   La Nuit (01:34)

06   Il Eut Un Silence Dans Le Ciel (05:07)

07   Attraction (06:52)

08   La Danse (03:35)

09   À La Porte De Demain (02:58)

10   Je Laisse Le Soleil Briller (03:56)

Population II

Population II è un power trio originario del Québec che canta in francese e propone un sound influenzato dal rock psichedelico anni '60, con uso di organo Farfisa e chitarre fuzz.
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