Copertina di Porcupine Tree In Absentia
humax4

• Voto:

Per appassionati di progressive rock, fan di steven wilson, ascoltatori di musica alternativa e nuova generazione prog
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LA RECENSIONE

Fine dicembre 2002; esco di casa alla mattina...cacchio un'altra giornata di maledetto lavoro! Comunque...sono fermo al semaforo proprio all'incrocio adiacente l'ufficio...la c'è un'edicola, mi fermo...quasi quasi compro il numero di dicembre di *******(non lo scrivo non vorrei fare pubblicità) magazine musicale. Arrivo sotto l'ufficio, entro, prendo l'ascensore ed intanto sfoglio la rivista...vado subito alle recensioni...guarda guarda i PT fanno uscire un nuovo lavoro...sarà ma non ci pensavo minimamente. Leggo le prime righe e la fine, niente di particolare...il disco del declino (figurativo si intende) per il recensore. Finalmente mi siedo....dopo qualche ora...pausa di 15 min. Riapro la rivista...leggo tutta la recensione...sarà che era mattina presto ma non avevo capito una mazza di cosa c'era scritto...tutto il contrario..alla fine 4 su 5. Be...dico io....la tentazione è forte.

Ore 18.00...esco di corsa come un bambino di 6 anni quando suona la campanella delle 12..a velocità stratosferica mi catapulto in Via Grande al primo negozio di dischi che incontro (ce ne sono ben tre!!)...compro il cd (strano averlo trovato... nella recensione dicevano che le prime copie erano arrivate con il contagoccie e perlopiù di importazione....le solite stronzate!!)...corro a casa...piazzo il cd nel lettore e...............PUFFFFF!!!

Il combo inglese capitanato da S.Wilson mi ha fatto il regalo di Natale....ci risiamo. L'opener BLACKEST EYES richiama da vicino LIGHTBULB SUN del precedente lavoro, sia nella struttura melodica che nella ritmica. Il ritornello però funziona alla grande e il pezzo è connotato da un bel riff di chitarra elettrica, monolitico, potentissimo e piacevole. Interessante anche la seconda traccia TRAINS brano elettrico-acustico carico di mood e intriso di gradevole melodia, con la voce sottile di Wilson in grande spolvero. Si passa alle tre tracce seguenti che rappresentano in un certo senso lo zenith del disco, sulla scorta della delicatezza di LIPS OF ASHES, ma anche del turbine contagioso di THE SOUND OF MUZAK; merita una nota a parte la splendida GRAVITY EYELIDS, caratterizzata dalle superbe linee vocali di un Wilson ancora impeccabile.

La vena hard dell'apertura del disco (Blackest eyes) riaffiora in WEDDING NAILS e THE CREATOR HAS A MASTERTAPE, ma dura ben poco...considerando peraltro che trattasi delle composizioni meno ispirate di tutta l'opera. Subito si riprende quota con le due conclusive traccie HEARTATTACK IN A LAYBY e COLLAPSE THE LIGHT INTO EARTH che abbassano ritmi e volumi riportando i PT ai livelli che gli competono.

Insomma...un'altra prova della genialità dei PT...un disco azzeccato in ogni sua minima parte....ma attenzione METAL-HEADS...non fa per voi. Si potrebbe considerare una "summa" di tutti i lavori precedenti e per chi non conoscesse niente di questa splendida formazione della terra d'albione, potrebbe essere anche significativa (ma non esaustiva). Il consiglio, se mai ce ne fosse bisogno, é quello di investire senza alcuna esitazione.

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Riassunto del Bot

La recensione highlight l'album 'In Absentia' dei Porcupine Tree come una prova di grande originalità e talento. L'autore sottolinea la ricchezza melodica e le performance vocali di Steven Wilson. Alcune tracce hard rock sono meno ispirate, ma nel complesso l'album rappresenta una summa efficace della carriera della band. Consigliato sia ai fan che a chi vuole avvicinarsi al progressive rock.

Tracce testi video

03   Lips of Ashes (04:39)

04   The Sound of Muzak (04:59)

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09   The Creator Has a Mastertape (05:21)

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10   Heartattack in a Layby (04:15)

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11   Strip the Soul (07:21)

12   Collapse the Light Into Earth (05:54)

Porcupine Tree

Porcupine Tree è un gruppo rock britannico fondato da Steven Wilson nel 1987. Coniuga elementi di progressive, psichedelia e metal e ha ottenuto riconoscimenti per album come In Absentia e Fear of a Blank Planet.
44 Recensioni

Altre recensioni

Di  splinter

 Le emozioni allo stato puro.

 Ogni disco che ci regala si fa ascoltare fino all’ultima traccia senza annoiare, emozionando fino all’ultima nota!


Di  mauro60

 Un’apparente semplicità che nasconde una complessità.

 Se dovessi definire questo disco con un fiore direi che è una margherita nel campo di fiori del rock.


Di  Omega Kid

 Stupid Dream è la storia di una infatuazione epica, una cotta destabilizzante che rende difficile valutare razionalmente ciò che ci circonda.

 Per chi scrive si tratta semplicemente di un confortante, caldo angolo di serenità, dove Wilson riesce finalmente a trovare quella dimensione anelata dalla sua vena creativa.


Di  Relator

 "L'attacco di 'Blackest Eyes' trafigge per poi passare alla fantastica voce melodiosa."

 "La mia preferita è 'The Sound of Muzak' dove la voce aggredisce, arriva la melodia e in sottofondo il ritmo incalza!"