Copertina di Porcupine Tree The Incident
olifs89

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Per appassionati di musica progressive rock,fan di steven wilson e porcupine tree,amanti di album concettuali e suite musicali,ascoltatori di musica ambient e acustica,collezionisti di musica alternativa
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LA RECENSIONE

Porcupine Tree - "The Incident"

Cosa potremmo mai aspettarci dal successore di "Fear of a Blank Planet"? Disco che probabilmente contiene qualche buona idea e magari è anche piacevole all'ascolto, ma da menti della musica come Steven Wilson direi che bisogna pretendere molto di più. E' il caso di "The Incident", che fa sembrare il suo predecessore un tentativo parecchio abbozzato, probabilmente anche per pressione dal nuovo contratto con la RoadRunner Records.

Il disco si suddivide in due CD, di cui il primo è occupato totalmente dalla title-track, "The Incident", una lunga suite di ben 55 minuti composta in quattordici capitoli, anche se la divisioni tra i capitoli è abbastanza netta, non continua come ci si potrebbe aspettare. Il secondo disco può essere considerato una sorta di EP affiancato al disco principale, (che non vuole assolutamente essere una definizione dispregiativa, anzi) probabilmente per fungere da complemento, dato che fare un disco con un'unica suite probabilmente sarebbe stato semplicemente "troppo"

Se siete stati in Inghilterra, di certo non avrete difficoltà ad affiancare varietà paesaggistiche alla musica di questo disco. Certamente non è una novità, ma penso che questa realtà sia molto più accentuata nel disco.

Descrivere la suite nei particolari sarebbe un compito fin troppo prolisso e logorroico, mi limito a dire che in questo "viaggio" di quasi un'ora esploriamo da una parte tutti i territori dove il buon Steven Wilson ha già messo piede, che siano melodie acustiche, ambient o i suoi tipici (ed oserei geniali) riff, pesanti o meno. D'altra parte esploriamo anche territori, magari già accennati in opere precedenti, che vengono approfonditi, ed altri che sono tutti da scoprire. Insomma un "ciclo" che agli estimatori delle suite piacerà senz'altro.

Mentre il primo disco probabilmente aveva il ruolo di "tipica giornata inglese grigia e nuvolosa" il secondo disco invece si addentra in quelle che sono atmosfere più notturne ed ambient, che a volte toccano punte "SilentHill-eggianti". "Flicker", "Bonnie The Cat", "Black Dahlia" e "Remember Me Lover" rappresentano tutti quella classica vena dei Porcupine Tree, che come disse Steven Wilson in un intervista "the saddest music is also the most beautiful". La musica triste è anche quella più bella.

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Riassunto del Bot

The Incident di Porcupine Tree è un album ambizioso e ben riuscito che supera il predecessore Fear of a Blank Planet. Composto da una lunga suite di 55 minuti e un secondo disco complementare, l'album esplora territori sonori noti e nuove atmosfere, alternando momenti acustici, ambient e riff di rock progressivo. Offre un'esperienza sonora intensa e variegata, ideale per gli appassionati di musica complessa e atmosferica.

Tracce video

01   Occam's Razor (01:56)

02   The Blind House (05:47)

03   Great Expectations (01:26)

04   Kneel and Disconnect (02:03)

05   Drawing the Line (04:43)

06   The Incident (05:20)

07   Your Unpleasant Family (01:48)

08   The Yellow Windows of the Evening Train (02:00)

09   Time Flies (11:40)

10   Degree Zero of Liberty (01:45)

11   Octane Twisted (05:03)

12   The Séance (02:39)

13   Circle of Manias (02:18)

14   I Drive the Hearse (06:43)

Porcupine Tree

Porcupine Tree è un gruppo rock britannico fondato da Steven Wilson nel 1987. Coniuga elementi di progressive, psichedelia e metal e ha ottenuto riconoscimenti per album come In Absentia e Fear of a Blank Planet.
44 Recensioni

Altre recensioni

Di  Breus

 Io vedo in The Incident un altro bel capitolo della storia artistica di Steven Wilson e soci.

 La sensazione è che la fanbase del gruppo si fosse abituata talmente bene che da non poter perdonare un lavoro forse più personale nella progettazione e troppo articolato nella sua struttura.