Copertina di Quatermass Quatermass
ghigno92

• Voto:

Per appassionati di progressive rock, amanti della musica sperimentale e collezionisti di dischi vintage
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LA RECENSIONE

Capita a volte che la buona musica venga scoperta totalmente a caso, secondo un processo chiamato serendipità, ovvero 'il ritorvamento totalmente casuale di cose di molto valore'. Almeno una volta sarà capitato a tutti voi musicofili una cosa del genere: ovviamente anche al sottoscritto che ha scoperto per caso questo album datato 1970, opera unica dei Quatermass, trio inglese di breve durata composto da John Gustafson (basso, voce), Peter Robinson (tastiere) e Mick Underwood (batteria).

Menzione speciale va fatta per la copertina, elemento purtroppo messo spesso in secondo piano, ma che può diventare un'opera d'arte o addirittura decretare il successo di un album: due grattacielo paralleli visti dal basso, attorniati da ptedorattili volanti, metafora della musica contenuta nell'album: antica ma allo stesso tempo proiettata nel moderno. L'ellepi è aperto e chiuso dalla breve strumentale "Entropy", che ci introduce nelle atmosfere del primo pezzo che probabilmente alcuni di voi conoscono: "Black Sheep Of The Family" fu infatti coverizzato dai Rainbow per volere di Ritchie Blackmore, il pezzo, introdotto da strani accordi di tastiere, è buono ma non eccelso.

La terza traccia è una delle migliori del lotto senza alcun dubbio: "Post War, Saturday Echo" è minimalista, desolata e malinconica e ben si addice alla copertina; prettamente strumentale come le altre canzoni, è bello perdersi nei virtuosismi della tastiera. "Good Lord Knows", "Up On The Ground", e "Gemini" seguono la scia, suonando un bel progressive rock, che all'epoca era ancora ai primordi, in fase sperimentale e non era un genere a se stante ma mischiato con altro: basti pensare che dopo la bellissima "Make Up Your Mind" (che ha la stessa struttura del terzo pezzo, ma la parte strumentale secondo me è ancora migliore), ci sono i dieci minuti e mezzo della strumentale "Laughin' Tackle" in cui possiamo trovare una piccola orchestra a supportare il trio e addirittura a metà traccia un inaspettato assolo di batteria! Come detto prima, termina l'album una reprise di "Entropy".

E' lodevole come i semi di un genere siano stati piantati in album come questo, che hanno purtroppo mal superato la prova del tempo, ma trovarli per caso e riscoprirli è sempre una bella emozione.

Da provare...

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Riassunto del Bot

La recensione racconta la scoperta casuale dell'album omonimo del trio inglese Quatermass del 1970. Si sottolinea il valore artistico della copertina, l'atmosfera malinconica e sperimentale delle tracce, e l'importanza storica nell'evoluzione del progressive rock. L'autore invita a riscoprire un disco che, pur essendo poco noto, conserva un fascino ancora intatto.

Tracce video

01   Entropy (01:10)

02   Black Sheep in the Family (03:36)

03   Post War, Saturday Echo (09:42)

04   Good Lord Knows (02:54)

05   Up on the Ground (07:08)

06   Gemini (05:54)

07   Make Up Your Mind (08:44)

08   Laughin' Tackle (10:35)

09   Entropy (00:40)

Quatermass

Quatermass è un trio progressive rock britannico formato da John Gustafson (basso, voce), J. Peter Robinson (tastiere) e Mick Underwood (batteria). Attivi tra il 1969 e il 1971, hanno pubblicato l’album omonimo nel 1970 per Harvest Records. Il brano Black Sheep of the Family è noto anche per la cover dei Rainbow.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  Alex12

 È un'opera concepita benissimo, cattiva ma riflessiva...

 Il mio consiglio è ascoltatelo e sarete piacevolmente compiaciuti del vostro acquisto...


Di  mauro60

 Vi darò una ricetta per sentirvi più liberi, almeno per 10 minuti scarsi.

 Post War Saturday Echo ... ti spingono a dare il meglio del tuo inglese.