Copertina di Queen Queen II
Starblazer

• Voto:

Per appassionati di classic rock, fan dei queen, cultori di musica anni '70, amanti di atmosfere barocche e sperimentazioni sonore
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LA RECENSIONE

Se pensate che i Queen siano quelli di Another One Bites The Dust e Radio Gaga siete davvero fuori strada: ascoltate questo capolavoro assoluto e ve ne renderete conto: "Queen II" è un disco pieno di hard rock e atmosfere barocche, surreali e fiabesche, che insieme al quasi altrettanto stupendo disco di debutto costituisce la più grande opera di questa controversa band.

Il disco si apre con la solenne intro strumentale Procession (da notare come gli Iron Maiden abbiano ripreso l'idea per The Ideas Of March) che sfocia nell'hard rock barocco e trascinante di father To Son, che è un po' la summa del suond queeniano delle origini, con le sovraincisioni e gli intecci vocali che mandano la canzone a livelli eccelsi. Da notare anche il complesso ed elaborato assolo di chitarra. Father To Son sfuma nel finale e si trasforma della struggente ballata White Queen, sofferta e passionale ma nello stesso tempo onirica, con una prestazione intensissima del grande Freddie Mercury. Some Day One Day invece è una ballata folk cantata dal chitarrista Brian May (un po' moscio in questa circostanza) senza infamia nè lode. Meglio The Loser In The End, dove il batterista canterino Roger Taylor alza il livello di questo bell'hard-rock con un testo ironico e agro-dolce. Qui finisce il buon White Side e inizia il magnifico Black Side, che si apre con il riffone distorto di Ogre Battle, coronata da un Freddie Mercury davvero epico e ispirato, che racconta appunto di una battaglia di orchi, intoducendo così nel disco il tema fiabesco.

The fairy Feller's Master Stroke è davvero una cannonata, magico inteccio di sovraincisioni e atmosfere visionarie che evoca strani personaggi che provengono da chissà quale mondo parallelo. Nevermore è una stupenda, intensa e irripetibile "ballata tascabile" (gli stessi Queen proveranno a fare qualcosa di simile nel successivo disco "Sheer Heart Attack" con Dear Friends e il risultato sarà una totale ciofeca) che prelude a The March Of The Black Queen, ispiratissima, schizzatissima visione ricca di continui cambi di tempo che regalano continue sorprese e non stancano mai, per chiudere con un finale corale mozzafiato. Personalmente la ritengo il capolavoro dei Queen, ancora più di "Bohemian Rhapsody". Funny How Love Is è meglio saltarla su due piedi per arrivare alla celeberrima cavalcata Seven Seas Of Rhye, che chiude l'album nella maniera più intensa ed epica possibile.

Rimane la rabbia di pensare cosa avrebbe poteto fare una band di simili potenzialità se avesse proseguito su questa strada (anche se a dire il vero tutti i dischi da "Sheer Heart Attack" fino a "Jazz" meritano rispetto e consideriazione).

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Riassunto del Bot

Queen II è un capolavoro di hard rock e atmosfere barocche, che evidenzia la fantasia e la maestria della band britannica. Le tracce si alternano tra potenti riff, ballate intense e momenti visionari, con Freddie Mercury al massimo della forma. L'album si distingue per l'innovazione sonora e i temi fiabeschi, rappresentando la vetta creativa dei Queen prima del successo mainstream.

Tracce testi video

02   Father to Son (06:14)

03   White Queen (As It Began) (04:35)

04   Some Day One Day (04:22)

05   The Loser in the End (04:03)

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07   The Fairy Feller's Master-Stroke (02:33)

09   The March of the Black Queen (06:33)

10   Funny How Love Is (02:51)

11   Seven Seas of Rhye (02:49)

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12   See What a Fool I've Been (04:38)

13   Ogre Battle (remix) (03:30)

14   Seven Seas of Rhye (remix) (06:35)

Queen

I Queen sono una delle band britanniche più iconiche di sempre, nati nel 1970 con Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Dal glam rock degli esordi a esperimenti pop anni ‘80 e pietre miliari come 'A Night at the Opera', hanno travolto classifiche, stadi e costumi con la loro teatralità, virtuosismo e potenza scenica, guidati dall’inconfondibile carisma di Mercury.
143 Recensioni

Altre recensioni

Di  3poundsoflove

 "Queen II è uno degli album da riscoprire e da considerare come un vero e legittimo masterpiece del rock dai toni dark e sepolcrali."

 "Sempre che si sia sufficientemente openminded e pazienti da vedere, capire, e inchinarsi al passaggio della Regina Nera."


Di  Peppe Weapon

 Descrivere con una misera recensione questo capolavoro è davvero riduttivo, ma cercherò di essere il più intenso possibile.

 Il capolavoro dei Queen, canzone poco conosciuta ma forse paragonabile solo alla grandissima Bohemian Rhapsody.


Di  CRITIC-MUSIC

 Freddie è stato ed è ancora il 90% del successo della band.

 'The March of Black Queen' è a mio avviso la più bella della storia del rock!


Di  Walterstarman1

 Quando la musica si fa poesia, questo è il caso di Queen II (1974).

 DANNO VITA AD UNO DEI MOMENTI PIÙ INTENSI DELLA STORIA DELLA MUSICA.


Di  paolofreddie

 Queen II è un capolavoro ambiguo, dalle molteplici sfumature, da un’ammirabile miscela di stili.

 'The March of the Black Queen' è una delle migliori composizioni dei Queen, una dichiarazione di intenti.


Queen II ha 8 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.