Copertina di Quilt Held In Splendor
psychopompe

• Voto:

Per appassionati di folk psichedelico, amanti della musica anni '60, fan del rock indipendente e della sperimentazione sonora
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Già il primo disco omonimo, uscito tre anni fa, lasciava trapelare il potenziale di questi tre ragazzi del New Hampshire, band formalmente folk ma con improvvise aperture psych e soluzioni strumentali mai banali.

Il successivo split coi conterranei e psichedelicissimi MMOSS confermava tali potenzialità, e infine il secondo disco “Held In Splendor” riesce a tratti addirittura a stupire. Eh sì perchè la maturazione (melodica e strumentale) è netta, e ricorrendo a soluzioni molto “pop”, ne guadagnano in ampiezza cromatica.

Cromie anticipate dall'emblematica copertina, in cui una barca e i suoi tre occupanti, sostano immobili avvolti in un tripudio di trapunte (quilt proprio questo significa), e confermate sia dalla musica che dai testi, entrambi caleidoscopici e surreali.

Brani tendenzialmente divisi fra acustici e ipnotici (“Arctic Shark”, “Just Dust”, “Talking Trains” e la breve e bellissima (“The Hollow”), in cui spicca la fragile e affascinante voce di Anna Rochinski, e brani maggiormente debitori alla California dei 60's (
“Saturday Bride”, “Eye Of The Pearl”), al jingle jangle dei Byrds con piglio garage (“Mary Mountain”, “Tired & Buttered” dall'intermezzo con accenno prog) e alla ballata psichedelica indolente (“Secondary Swan” e la finale “I Sleep In Nature”). Non paghi infilano uno strumentale con tanto di sax veramente notevole (“The World Is Flat”).

Nota di merito, ma comune a molte nuove band con la testa nei '60s estrosi e acidi, la concisione del tutto: 40 minuti e mai un mezzo minuto di autostima di troppo. Come sempre dovrebbe essere.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Held In Splendor di Quilt dimostra una maturazione netta rispetto al debutto, combinando folk, psichedelia e pop in modo originale e variegato. L'album mescola brani acustici e ipnotici, atmosfere ispirate agli anni '60, e spicca per la voce affascinante di Anna Rochinski. Le immagini cromatiche e i testi caleidoscopici amplificano l'esperienza sonora. I 40 minuti di durata sono concisi e mai prolissi, regalando un ascolto intenso e coinvolgente.

Quilt

Trio descritto nella recensione come originario del New Hampshire, formalmente folk con aperture psichedeliche; nella recensione spicca la voce di Anna Rochinski.
01 Recensioni