Ai dischi come quelli dei Radiohead, di solito, alcuni (quelli che li odiano definendoli noiosi) danno una stella, gli altri, che considerano capolavoro ogni loro opera, ovviamente 5. Io sono un loro grande fan, e nonostante questo, non me la sento di elogiare al massimo questo Kid A. Perchè il confine tra il profondo e il troppo noioso è labile; va bene che Thom ha acquistato tutto il listino di una casa discografica di elettronica, va bene che Greenwood si diverta con i suoi nuovi giocattolini elettronici (onde martenot?) ma apprezzo meglio il gruppo di Oxford quando imbracciano i loro strumenti e ci suonano canzoni stupende come "How to Disappear Completely" o "Optimistic".
Va bene sperimentare, ma trovando il giusto equilibrio come hanno poi fatto nel meraviglioso "Hail to the Thief". Mi contraddirei dicendo che "Idioteque" sia il miglior pezzo dell'album, è uno dei pochi ad avermi addirittura fatto piangere (come "Climbing Up the Walls" e "When You Sleep" dei mbv, femminuccia!) ma in alcuni episodi forse quasi inutili (non uccidetemi) come "Kid A", "Treefingers" e forse anche un po' "Everything in its Right Place" i nostri ragazzi potevano fare davvero meglio, e molti gruppi già esperti del genere saprebbero come.
Darei 3, 5 ma per il grande amore e rispetto che ho per questi geni arrotondo in eccesso... scusate le parentesips forse è troppo corta ma visto che il mio pc si spegne continuamente per i virus per non perderla... thanks
Kid A suona come un cervello appannato che prova a ricordare un'abduzione straniera.
Lo si amerà o lo si odierà. Io continuo ad amarlo.
Kid A è verità, Thom Yorke è il messaggero giunto da terre lontane a rivelarcela.
Per questi quasi perfetti 50 minuti chiudete gli occhi e aprite il cuore... dall’altra parte qualcuno vi sta cercando per portarvi via da questo inferno.
La musica che trascende ogni retorica, che si libera dal suo essere musica per diventare uno stato del cuore...
Grazie RADIOHEAD, la mia vita grazie a voi è un susseguirsi di avvenimenti fantastici.
Radiohead, ossia trasmissione di onde fortemente reattive, che producono il fenomeno della combustione degli stati psicologici dell'organismo ospite.
L'effetto dell'esposizione prolungata ai resoconti analitici dei Radiohead determina perdita di conoscenza, aerofagia, dolori mestruali, gengivite e nevralgie.
Viviamo all’interno d’un grande cubo di ghiaccio.
La follia trova un’armonia nella serenità della coscienza dell’uomo.