La melodia? Noiosa. Qualcuno me ne dia una definizione.
"È inutile insistere con gli stessi suoni, se poi ti danno il voltastomaco. Quello che ho fatto è semplicemente mettere su nastro quello che avevo in testa".
Kid A è un disco che pretende attenzione; il primo ascolto è spiazzante.
Per i fans sarà difficile accettare quest'album, infatti le classiche linee melodiche sono praticamente assenti o affiorano istintivamente qua e là. Di melodia ce n'è poca, dell'armonia si può anche fare a meno.
Thom non ha composto nemmeno una pop song completa e le registrazioni di Kid A hanno seguito questa nuova filosofia. Una specie di purificazione.
Nulla deve essere dato per scontato, come prima, o seguire percorsi rassicuranti e banali. Ci sono piuttosto nuovi suoni, quasi tutti grandiosi e molti al limite dell’esperienza umana, dove avvertiamo l'abbandono e la desolazione, dando all'album un'atmosfera distintamente surreale.
Il reciclaggio elettronico e le melodie liquefatte compaiono nella maggior parte delle tracce; Kid A suona come un cervello appannato che prova a ricordare un'abduzione straniera, e ha l'effetto di intorpidirlo dopo l'ascolto.
Con questo disco i Radiohead mettono in scena la crisi dell'espressione artistica e, contemporaneamente, la sua rinascita. Ci vorrà del tempo e un'infinità di ascolti per capire se questo lavoro avrà l’impatto del suo predecessore, "OK Computer".
Certo è che non lascerà indifferente nessuno. Lo si amerà o lo si odierà. Io continuo ad amarlo.
Kid A è verità, Thom Yorke è il messaggero giunto da terre lontane a rivelarcela.
Per questi quasi perfetti 50 minuti chiudete gli occhi e aprite il cuore... dall’altra parte qualcuno vi sta cercando per portarvi via da questo inferno.
La musica che trascende ogni retorica, che si libera dal suo essere musica per diventare uno stato del cuore...
Grazie RADIOHEAD, la mia vita grazie a voi è un susseguirsi di avvenimenti fantastici.
Radiohead, ossia trasmissione di onde fortemente reattive, che producono il fenomeno della combustione degli stati psicologici dell'organismo ospite.
L'effetto dell'esposizione prolungata ai resoconti analitici dei Radiohead determina perdita di conoscenza, aerofagia, dolori mestruali, gengivite e nevralgie.
Viviamo all’interno d’un grande cubo di ghiaccio.
La follia trova un’armonia nella serenità della coscienza dell’uomo.
Il confine tra il profondo e il troppo noioso è labile.
Idioteque è uno dei pochi pezzi ad avermi addirittura fatto piangere.