Il disco "in mezzo"...Così lo definiscono i fan dei Radiohead. Si può notare come sia cambiato qualcosa da Pablo Honey ma non è ancora avvenuta la svolta di OK Computer. Un disco bello e semplice, che ascolti con piacere sempre, ma in fondo sai che si è andati oltre...si è fatto di meglio. Non ci sono canzoni scritte per riempire, tutte hanno una loro logica e una vita indipendente. Sono lontani i tempi di Creep, ora ci si affida a ballate rock come The Bends, Fake Plastic Trees, Just e My Iron Lung. Qualcosa di strano nell'aria però c'è, e lo si capisce da canzoni come Bullet Proof e Street Spirit...
Per alcuni è il più bel cd dei Radiohead, lontano dalle paranoie di Ok Computer; secondo me è uno splendido antefatto, ma non è un romanzo completo, pur restando un magnifico cd. Quello che manca a questo cd è il dolore, è tutto un po' troppo bello...solo in Street Spirit si cominciano ad aprire gli occhi. Io darei un 4 e mezzo ma siccome non si può, preferisco essere generoso e arrotondare per eccesso: 5!
Quando vengono nominati i Radiohead, dopo un secondo netto mi vengono in mente due canzoni: 'Fake Plastic Trees' e 'Street Spirit'.
In questo album è riunita tutta l'essenza del sound che ha caratterizzato i Radiohead.
High and Dry scivolava per la stanza libera e dolcissima.
Quella notte la passai sveglio con gli occhi sgranati verso il soffitto, la lampada con la sua luce soffusa e Street Spirit nelle orecchie che mi cullava come una nenia.
"Fake plastic trees è il più bel pezzo dei Radiohead che io abbia mai ascoltato!"
"Un disco che alterna malinconia, 'felicità', mistero e rabbia. Un capolavoro assoluto!"
“The Bends coglie quella tragedia, quel dramma, quel senso di disperazione ambigua che ti tagliuzza e strappa di dosso la pelle.”
“‘The Bends’ è ciò che separa il sorpasso dallo schianto, un momento in cui l’adrenalina dovrebbe incendiare il cuore, e invece arriva un’embolia gassosa poco prima dell’incidente.”