Diciamoci la verità, la lingua tedesca a sentirla parlare è veramente brutta, quasi fastidiosa (e poi ti viene sempre in mente quel Ratzinger). Ma i Rammstein sono capaci di farla diventare stupenda, melodiosa, romantica pur rimanendo così ruvida.
Questo album si colloca al sotto (per poco) di "Mutter", e meno male perchè dopo l'alquanto bruttino "Reise Reise", avevo paura di aver perso del tutto musicalmente parlando, questi tamarri tedesconi piromani. Invece qui tornano alla grande, anzi hanno una chiara evoluzione tecnica e stilistica; ed ascoltando tutto il disco ti accorgi della bellezza dei suoni, delle melodie, delle chitarre pesanti, epiche e cupe, della (secondo me) meravigliosa voce di Till.
Invece già a partire dall'estetica del cd, si comincia bene. Benzin, Mann Gegen Mann sono veramente cariche e tecnicamente ottime, veramente veramente belle. In tipico stilo Rammstein grezze, esaltanti e trucide, se mi passate il termine. Quelle da coro durante i concerti. Cosi come energiche sono Zerstoren, con la cassa prepotente che usavano in passato, Hilf Mir che è forse la più bella dell'album (stupenda), che secondo me convincerebbe anche chi non ama tedesconi, che ascoltandola direbbero "Però, sti Rammstein... mica male" e Te Quiero Puta divertentissima e tutta in spagnolo. Poi Rosenrot maestosa, così come Wo Bist Du epica, dolce e cupa, Spring triste e intensa, Feuer Und Wasser ed Ein leid, che terminano l'album dolcemente ma mantenendo tutta la pesantezza, Stirb Nicht Vor Mir onestamente non mi piace, perchè stavolta il duetto inglese con la grande Spiteri non ce lo vedevo proprio, ma comunque orecchiabile.
Mi aspettavo di udire da loro qualcosa di epico, sferzante, energico e ben suonato. Ascoltato tutto il disco ti senti come un campo su cui è passato un carroarmato con dei bambini alla guida.
Così per questo un bel 5 su 5 ce sta tutto. Bella rega'.
Canzoni che catturano e puniscono. Che non lasciano spazio alla noia.
In definitiva un album che consacra i Rammstein quale gruppo che non sbaglia un colpo e che spacca. Palle escluse.
Il primo singolo dell'album, un opener molto potente, che ha un tiro devastante.
Hilf mir: Gran pezzo, offre accelerazioni improvvise e colpi di scena, una delle più belle e sicuramente la più completa canzone dell'intero album.
Questo "Rosenrot" presenta alcune differenze notevolissime con il resto della produzione rammsteiniana.
La title-track "Rosenrot" è un tripudio di suoni cupi, il basso di Oliver Riedel fa un buon lavoro.
I Nostri lo danno in canzoni come 'Wu Bist Du', un vero e proprio crescendo di passione.
Rosenrot è davvero un pezzo da 90, una formidabile prova di sviluppo a maturità.