Copertina di Red Hot Chili Peppers What Hits!?
kaisar

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Per fan del rock alternativo, amanti del funk rock anni 80, appassionati di storia della musica e cultori dei red hot chili peppers
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LA RECENSIONE

Prima del successo planetario ottenuto con gli albums "Californication" e "By The Way", prima che il maledetto mainstream prendesse il sopravvento, prima di lasciarsi ammaliare dalla Warner Bros e prima di abbandonare la EMI, prima di tutto ciò, i Red Hot Chili Peppers erano quattro drogati che ci davano dentro veramente con la musica: un crossover strepitoso di funk, rap e rock che a quel tempo era quasi inedito. Chad Smith nel suonare la batteria ci metteva l'anima (mica come in Stadium Arcadium..), Frusciante era agli inizi ma si poteva già intuire che musicista sarebbe poi diventato, Flea suonava il basso con tanto impeto che ha sicuramente ancora i calli (e fortunatamente continua a farlo), e Kledis se ne andava in giro per il palco seminudo col suo rap energico e scomposto. In questa raccolta alcune canzoni sono eseguite dalla formazione precedente (Flea, Kledis, Irons e Slovak, chitarrista morto per overdose nel 1988).

A sentirli facevano proprio venire in mente dei peperoncini caldi rossi e piccanti: ogni canzone è suonata con energia e alto tasso adrenalinico, persino le più tranquille "Hollywood" (cover dei The Meters) e "Behind The Sun". Lo stesso bassista Flea ha dichiarato in un'intervista: "suoniamo sempre incazzati e ci divertiamo, suoniamo come se avessimo sempre il cazzo duro". E sentendo canzoni come "Backwoods", "Fight Like A Brave" o "Fire" (Jimi Hendrix) non posso proprio dargli torto, ma ora gli consiglierei una massiccia dose di viagra: avete sentito che tripletta che ci hanno cacciato con gli ultimi tre singoli? Uno peggio dell'altro. Senza dubbio li preferivo prima: avevano appena trovato un'identità, Kledis era alla ricerca di un riscatto morale dopo la morte di Slovak, e Frusciante poteva dare libero sfogo al suo estro creativo, mentre nell'ultimo "Stadium Arcadium" mi sembra che lo abbia messo da parte per fare da spalla a Kledis coi suoi falsetti sgonfia-maroni… peccato… e pensare che è uno dei migliori chitarristi viventi…

E poi il cantante appunto: non so e non mi interessa cosa sia Scientology, ma so che non è più lo stesso da quando si è convertito a questa pseudo-religione: ma lo avete visto? Con quei capelli lisci pettinati di lato? Cos'è? La parodia di un guru? Il batterista si è adattato di conseguenza al cambio di rotta del gruppo: ritmi decisamente più tranquilli. L'unico che sembra non essere cambiato è Flea, ancora pazzoide e iper-attivo, ma lui proprio non me lo immagino con un maglione color marrone che suona il basso seduto su una sedia…

Non ci sono dubbi comunque: i RHCP sono ormai lungi dai tempi andati… dai tempi in cui suonavano pressoché nudi… dai tempi in cui facevano ballare la gente nei locali underground a suon di rabbia ed energia… dai tempi in cui usavano un'immagine con evidenti riferimenti alla masturbazione come copertina di una raccolta…

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la carica e il talento dei Red Hot Chili Peppers nella fase iniziale della loro carriera, prima del successo mainstream. Viene evidenziata l'energia funk, rap e rock che caratterizzava il gruppo, con particolare attenzione ai membri e ai loro ruoli. Critiche vengono invece rivolte ai lavori più recenti e ai cambiamenti nel gruppo, specialmente al cantante. 'What Hits!?' rappresenta un ritorno alle origini di una band anticonformista e vivace.

Tracce testi video

02   Fight Like a Brave (03:53)

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04   Me & My Friends (03:08)

06   True Men Don't Kill Coyotes (03:40)

10   Under the Bridge (04:28)

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11   Show Me Your Soul (04:24)

12   If You Want Me to Stay (04:09)

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14   Jungle Man (04:10)

15   The Brother's Cup (03:29)

17   Catholic School Girls Rule (01:59)

19   My Friends (04:03)

Red Hot Chili Peppers

I Red Hot Chili Peppers sono una band americana formata a Los Angeles nel 1983, nota per la miscela irriverente di funk, rock, punk e pop che li ha portati al successo mondiale dagli anni '90 a oggi.
72 Recensioni

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Di  let there be rock

 Questi Red Hot Chili Peppers sono i più scandalosi, i più pervertiti ma sono anche i più veri.

 E' un vero peccato che gli ultimi Red Hot non presentino mai questi brani dal vivo.