Copertina di Rush 2112
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Per appassionati di rock classico e progressivo, fan dei rush, amanti della musica sperimentale anni '70
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LA RECENSIONE

I Rush annunciano la loro svolta più sperimentale dopo un inizio prettamente hard rock proprio con quest'album.

"2112" seppur ancora molto legato alle influenze stile Led Zeppelin dei primi album presenta un'attitudine sicuramente molto più sperimentale dei predecessori, tanto che in molti lo identificano come inizio dell'era progressive della band; uno sperimentalismo non ancora ai massimi livelli, livelli che verranno raggiunti con gli album successivi, ma questi quasi 40 minuti di musica a cui ci troviamo di fronte vi posso garantire che entusiasmeranno tutti gli amanti del rock. 6 canzoni, una lunghissima, le altre cinque brevi, che alternano accattivanti melodie hard rock e pura psichedelia pinkfloydiana.

La prima traccia è proprio la lunga suite che dà il nome all'album: 20 minuti di vero e proprio prog-rock, inizio molto sperimentale con strani effetti sonori, poi un continuo alternarsi di parti di vero hard rock a complessi intrecci di chitarra e suoni di cascate; tutto studiato per lasciarvi a bocca aperta. E dopo venti minuti di ascolto attento e mai distratto ecco una particolarissima "A Passage To Bangkok", sicuramente di influenza hard rock ma con gravi cadenze etniche. Emozionanti poi le note di "The Twilight Zone" basata essenzialmente sulla psichedelia grazie a delicati arpeggi acustici. "Lessons", a metà fra l'acustico e l'elettrico ha un leggero sapore country. Il brano che vale la pena di glorificare è "Tears" una ballata acustica e soprattutto atmosferica grazie anche al sottofondo delle tastiere. E si chiude in bellezza con una grintosa ed energica "Something For Nothing" che dimostra ancora una volta il loro amore per l'hard rock senza rinunciare però alla psichedelia.

Nel complesso un album di gran spessore, magari un gradino sotto di quelli che verranno dopo (i veri capolavori),  ma comunque con il merito di aprire un ciclo.

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Riassunto del Bot

L'album 2112 segna una svolta sperimentale per i Rush, combinando influenze hard rock e psichedelia. La lunga suite centrale e le tracce brevi mostrano una maturazione verso il progressive, anticipando i successi futuri della band. Un disco di spessore che conquista gli appassionati di rock intenso ed emozionante.

Tracce testi video

01   2112: I. Overture / II. The Temples of Syrinx / III. Discovery / IV. Presentation / V. Oracle: The Dream / VI. Soliloquy / VII. Grand Finale (20:33)

02   A Passage to Bangkok (03:34)

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03   The Twilight Zone (03:19)

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06   Something for Nothing (03:57)

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Rush

I Rush sono un trio canadese di rock progressivo e hard rock, fondato a Toronto nel 1968 da Alex Lifeson, Geddy Lee e, dal 1974, Neil Peart. Noti per le loro doti tecniche, la sperimentazione di generi e le lunghe suite, hanno avuto una carriera di cinque decenni segnando profondamente la musica rock con dischi come '2112', 'Hemispheres', 'Moving Pictures'. Hanno affrontato svolte stylistiche dal prog epico dei '70, alle sonorità sintetiche degli '80 fino al rock più diretto degli ultimi album.
46 Recensioni

Altre recensioni

Di  mayhem

 I Rush di '2112' coniugano alla perfezione un cantato alla Led Zeppelin, una musica che i migliori King Crimson sapevano suonare, ed un concept sci-fi unico.

 Gli odierni gruppi metal non hanno inventato quasi nulla, tutto è stato scolpito 30 anni prima da band come i Rush con 2112.


Di  vellutogrigio

 2112 sembra un po’ come il monolite di 2001 Odissea nello Spazio, il frutto di un’intelligenza ineffabile che comunica sensazioni, significati ed emozioni.

 Il pezzo ‘Temple of Syrinx’ rimane probabilmente il picco qualitativo di un’intera carriera.